
David Pizarro continua a confermare, a suon di prestazioni da applausi, di essere stato un grande acquisto della Roma. Imprescindibile per il ruolo particolarissimo che ricopre e per essere uno di quei centrocampisti – a memoria, di altri ci viene in mente solo Andrea Pirlo – difficilmente sostituibili.
Il cileno, dopo aver lasciato l’Inter nel 2006 accettando il trasferimento in giallorosso, ha trovato subito un feeling speciale con il tecnico Luciano Spalletti che gli ha affidato le redini del centrocampo. Da allora, insieme a Daniele De Rossi forma una delle coppie centrali più invidiata d’Europa: ora, in fase di trattativa per il rinnovo, ci si augura che Pizarro ufficializzi presto il proseguimento del rapporto.
Finora, nulla da eccepire rispetto al suo rendimento: unica gara sottotono – ma in quel caso è una sfida tutta giallorossa per trovare il peggiore in campo – è stata quella di Basilea. Per il resto, è sempre stato all’altezza della situazione e anche a Palermo ha disputato una splendida partita, lottando nel fango e macinando chilometri su chilometri. Pizarro, tra le altre cose, non si è tirato indietro e ci ha messo la faccia nel momento del caos legato a Spalletti, rimanendo sorpreso dall’addio con il tecnico (con il quale era molto legato, ndr).
Alla base del nuovo corso giallorosso, c’è una evidente intesa tra Francesco Totti e il tecnico Claudio Ranieri, il quale ha potuto trarre giovamento dal fatto che il talento romano abbia, fin da subito, mostrato di apprezzare il progetto Ranieri.
Il piatto forte di Ranieri non è propriamente una novità del menù di Trigoria. Il ‘rombo salvagente’, il modulo adottato per invertire la rotta di una squadra in crisi, in realtà era stato già adottato da Spalletti. L’idea, precisamente, risale al 4 novembre del 2008: dopo una serie nera di risultati, con la sfida contro il Chelsea all’orizzonte e il cielo di Roma gonfio di nuvole, il tecnico di Certaldo decise di mettere da parte il 4-2-3-1. Si affidò, per la circostanza, a De Rossi (veritce basso), Perrotta (interno destro), Brighi (interno sinistro) e Pizarro (vertice alto). I giallorossi schiantarono i blues per 3-1 e da allora Spalletti iniziò a disegnare le varianti della sua Roma sul 4-3-1-2. Ovvero sul rombo.
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Il gesto, il Catania lo aveva fatto. Poteva essere un’occasione importante per riportare la pace tra le tifoserie. La società etnea aveva chiesto di aprire le porte dello stadio Massimino ai sostenitori giallorossi. Poi la questura ha imposto il contrario. A raccontarlo è il direttore generale del Catania, Pietro Lo Monaco, intervenuto a Radio Incontro: “La settimana scorsa come Catania calcio, avevamo ottenuto di aprire il settore ospiti ai tifosi della Roma, perché ci sembravano maturi alcuni discorsi. La Questura ha preferito chiudere l’accesso ai tifosi giallorossi. Il calcio va vissuto diversamente e condanniamo tutti gli episodi di violenza. Da parte nostra, come Catania Calcio, non c’è niente nei confronti dei tifosi della Roma. La grande maggioranza dei tifosi non ha problemi. Non consideriamo tutti i tifosi della Roma e del Catania dei violenti e dei ‘puncicatori’. A noi interessa il campo e penso che domenica sarà una bella partita. La Roma è una grande squadra, con grandi calciatori”.