Cessione Roma: dalla Nafta a Fioranelli, quanti pretendenti e falsi profeti

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Cessione Roma: la cordata di imprenditori statunitensi guidata da Thomas DiBenedetto ha firmato i contratti. Dopo 6 anni di acquirenti che spuntano dai luoghi più disparati, cordate che nascono come funghi per poi dissolversi come una bolla di sapone, la Roma ha cambiato gestione. Dall’Ansa:

Firme in calce e strette di mano. La ‘never ending story’ legata alla cessione della Roma trova finalmente il suo punto d’arrivo. A prendere il posto della famiglia Sensi sarà la cordata di imprenditori statunitensi guidata da Thomas DiBenedetto. L’uomo d’affari di Boston, assieme ai tre soci Richard D’Amore, James Pallotta e Michael Ruane, ha infatti chiuso l’accordo con Unicredit per l’acquisizione della società giallorossa. Acquisizione che, a diverse riprese, ha interessato numerosi soggetti italiani e stranieri. Quella dell’acquisto (o della cessione, dipende da che lato la si voglia vedere) dell’As Roma è infatti una vicenda che si strascina da tempo. Fatta di indiscrezioni, trattative segrete, pretendenti internazionali. E diversi falsi profeti. Acquirenti che spuntano dai luoghi più disparati, cordate che nascono come funghi per poi dissolversi come una bolla di sapone. Dalla Russia agli Emirati Arabi, dalla Svizzera alla Capitale fino all’interesse di altri americani diversi da quelli che alla fine sono riusciti a concludere l’affare. Negli ultimi anni i nomi di imprenditori di mezzo mondo sono stati accostati al club giallorosso: da Souleyman Kerimov a George Soros, da Vinicio Fioranelli (nei confronti del quale sono scattati nel frattempo gli arresti per aggiotaggio proprio in merito alla scalata della Roma, accusa emessa anche nei confronti del socio e avvocato tedesco Volker Flick), a Naguib Sawiris. È il 2004 quando comincia a prendere corpo l’ipotesi di un cambio ai vertici del club giallorosso. È lo stesso Franco Sensi a dichiarare che è tempo che qualcuno prenda il suo posto. L’interessamento per il club giallorosso arriva dalla Russia, per mano del miliardario Souleyman Kerimov a capo della Nafta Moskva. Le voci si rincorrono, sembra addirittura che l’accordo sia raggiunto. Poi come d’incanto l’interesse russo svanisce sembra, per la pesante situazione debitoria della società. Il coinvolgimento dell’imprenditore statunitense George Soros a capo della Inner Circle Sports è invece datato 2008. A capo della società giallorossa c’è già Rosella Sensi. L’evoluzione è la stessa del caso Nafta Moskva: in poche settimane si passa dal semplice interesse alla trattativa vera e propria, arrivando alla ‘quasi ratificà dell’accordo. Poi, come accaduto con i russi, anche Soros, d’improvviso decide di non essere più interessato all’acquisto della Roma, infastidito pare dal rilancio di un fantomatico emiro arabo pronto ad offrire una cifra superiore. Nella primavera del 2009 spunta un nuovo potenziale acquirente: è Vinicio Fioranelli, agente Fifa ed ex procuratore, è il rappresentante della Fio Sports Group, società di diritto svizzero. La trattativa sembra concreta, lo stesso Fioranelli esce allo scoperto parlando addirittura di calciomercato. Come già accaduto con i russi prima e Soros poi, anche questa trattativa si conclude con un nulla di fatto. Ma il toto-acquirente non si ferma qui. Prima dell’arrivo della cordata DiBenedetto, infatti, circolano altri possibili futuri proprietari: dall’imprenditore farmaceutico Francesco Angelini, al re delle cliniche romane, immobiliarista ed editore Giampaolo Angelucci, passando anche per il fondo Aabar, il magnate egiziano Naguib Sawiris e il milionario russo Leonid Fedun. Tutti nomi che adesso fanno parte del passato. Per presente e futuro della Roma bisognerà adesso far riferimento al solo Thomas DiBenedetto.


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