Bruno Conti, intervistato da Il Corriere dello Sport, ha parlato della gara di questa sera allo stadio Olimpico. Ecco l’intervista completa:
Bruno Conti, c’è Roma-Inter. Possiamo azzardare dicendo che è una sfida scudetto?
“Potete azzardare quello che volete, così come è giusto ce i nostri tifosi sognino. Per noi è una parita fondamentale per capire che finale di stagione ci aspetta”.
Scaramantico?
“No, realista. Anche perché non ci si può dimenticare come questa stagione sia iniziata per la Roma”.
Malissimo. Alla vigilia della partita a San Siro, avrebbe mai immaginato che all’Olimpico ci sarevve stata in palio una fetta di scudetto?
“Onestamente devo dire di no. L’inizio della stagione era stato molto negativo, dopo due partite eravamo ultimi, a zero punti, alle prese con l’addio di Luciano Spalletti. Piano piano ci siamo ripresi. E ora diciannove partita dopo la sfida a Milano con l’Inter, siamo qui a giocarci con emozione e passione questa sfida”.
Francesco Totti in panchina, ma pronto a entrare. Siederebbe, almeno all’inizio della gara, di fianco a Philippe Mexes che – col rientrante Juan – torna a vestire i panni del panchinaro. Nicolas Burdisso centrale con il brasiliano per affrontare i suoi ex compagni. Julio Sergio e Luca Toni gli ipotetici punti a unire la retta nella cui lunghezza sono compresi gli 11 giallorossi chiamati a vivere un sogno. Quello della sfida che vale una stagione.
Un girone fa l’Inter aveva 14 punti di vantaggio, adesso sono solo quattro le lunghezze che separano nerazzurri e capitolini. Ma nella riscossa della Roma c’è molto più di una striscia positiva lunga ormai 20 gare. C’è tutta la convinzione di un gruppo che adesso sa che può giocarsela fino in fondo contro la super corrazzata del campionato. A guidare l’attacco dei lupi sarà Mirko Vucinic, nell’altra area troverà posto Samuel Eto’o. Due uomini, due attaccanti, due modi così diversi e così uguali di trovare la via delle rete. Entrambi arrivano al big match in ottimo stato di forma e con un bottino simile di gol in campionato (10 contro 9 a favore dell’interista con 2 e 1 rigore rispettivamente a favore).
Da Il Romanista
Da Il Romanista:
Roma-Inter è anche e soprattutto confronto tra tanti campioni. A cominciare dai numeri 1. Che, tra l’altro, dietro le spalle l’1 nemmeno ce l’hanno. Julio Cesar (12) e Julio Sergio (27): uno alla Roma e l’altro all’Inter. In comune hanno quel Julio che porta inevitabilmente a trovare altre affinità oltre al ruolo e varie differenze tra i due. Entrambi brasiliani (l’estremo interista è titolare dela nazionale verdeoro), più vecchio di un anno il portiere giallorosso (classe 1978) che, rispetto al collega, è anche meno alto (186 centimetri per Julio Cesar, sei in meno per il capitolino) e meno pesante (79 chili contro 73).
Claudio Ranieri e Josè Mourinho, ovvero due modi diversi di allenare e intendere il proprio mestiere. Carismatici entrambi, anche se in modalità differenti, i due tecnici si giocano la stagione in una gara. Roma-Inter. Da Libero: