Roma-Inter: la paura non abiti all’Olimpico!

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 Da Il Romanista:

Come si vince con l’Inter? Quali sono i punti deboli della squadra di Mourinho? Quali saranno i giocatori chiave? E poi, la Roma deve confermare il tridente? Lo abbiamo chiesto ad alcuni tra gli addetti ai lavori ed ex giocatori giallorossi che hanno provato a giocare per noi, in anticipo, la gara di domani pomeriggio con l’Inter che deciderà la stagione. «Per prima cosa – le parole di Ubaldo Righetti – andrà fermato Sneijder, perché la Roma soffre i giocatori che si piazzano tra le due linee. Credo che il più adatto a svolgere questo compito sia Perrotta.

Sarà una partita da giocare sia sul piano tattico sia su quello nervoso.  Il fatto che l’Inter martedì giocherà la coppa può essere un fattore determinante. Ovviamente i singoli potranno fare la differenza. Totti lo farei giocare sempre, anche se sta al cinquanta per cento, anche perché le botte le prende tutte Toni. Il mio tridente prevede Toni prima punta, Totti un po’dietro e Vucinic che parte largo a sinistra. Il difetto dell’Inter? La linea difensiva: è forte fisicamente ma non lavora bene. Se Lucio lo porti fuori dalla sua posizione, va in barca». Secondo Gigi Di Biagio l’Inter non penserà alla Champions. «I nerazzurri non si faranno distrarre dalla Champions. Quando si scende in campo lo si fa con l’obiettivo di vincere. L’Inter vince il campionato da quattro anni, non penso che possa giocare distratta. Certamente il dispendio di energie è notevole, ma una grande squadra è capace di sopperire a queste emergenze». Per Franco Cordova, Roma-Inter si giocherà a centrocampo: «Dipenderà tutto da come Pizarro e De Rossi, i due playmaker, sapranno leggere la partita. Quei due non possono stare oltre la linea dei nostri attaccanti, devono proteggere la difesa. Il Pek e Daniele non devono cercare l’avventura, lasciando così il reparto arretrato in balia dell’Inter. Saranno fondamentali i primi quindici minuti, perché l’Inter parte sempre fortissimo. Dobbiamo contrastarli subito, per evitare che prendano il sopravvento». Cordova disegna così la Roma: «Immagino un 4-4-2. Darei riposo a Menez, piazzando a destra Perrotta o Brighi e a sinistra Taddei. Coppia d’attacco, naturalmente, Toni e Vucinic. Servirà un grande sacrificio tattico da parte di tutti». Romeo Benetti concorda: «Sarà determinante l’impegno della Roma. Di tutta la Roma». L’ex mediano romanista spiega: «Sì, l’Inter ha un punto debole. Vive di alti e bassi spaventosi, che spesso vengono mascherati dalle qualità dei singoli. Per batterla, sarà necessaria una prestazione super. E il centrocampo sarà l’ago della bilancia». «De Rossi – le parole di Giacomo Losi– è l’ideale per fermare Sneijder. Ma lui ha anche altri compiti. L’importante è che là in mezzo ci sia qualcuno pronto ad ostacolarlo. Io attaccherei con le tre punte. Se Totti sta bene, deve giocare titolare. Altrimenti, nemmeno lo chiamerei. Perché Totti in panchina è sprecato. Penso che non si possa fare a meno, poi, sia di Toni sia di Vucinic. Il segreto? Imporre il nostro gioco. Bisogna sfruttare la nostra condizione attuale. Che è ottima». Anche per Sergio Santarini il sogno si chiama Totti. «Vorrei averlo domani», dice. Santarini crede nel nostro centrocampo: «Ho fiducia nel cervello di De Rossi e Pizarro». E il tridente? «Si può fare. Basta che la squadra sia votata al sacrificio».


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