“Azzanniamoli”. Claudio Ranieri, nella conferenza stampa alla vigilia dell’incontro contro l’Atalanta carica l’ambiente giallorosso. La Roma si è ritrovata ad una sola lunghezza dall’Inter quando mancano 6 giornate alla fine di questo pazzo campionato: «La Roma si sta giocando un sogno e tutti insieme possiamo trasformarlo in realtà», dice il tecnico di San Saba. La capolista Inter sarà impegnata questa sera sull’erba del Franchi dove affronterà la Fiorentina per l’anticipo della 14° giornata del campionato italiano di serie A; domani i giallorossi scenderanno in campo quando il risultato sarà già noto, ma Ranieri non vuole distrazioni: «Non ci faremo condizionare dal risultato di questa sera. Sappiamo che sarà una partita tra noi, Inter e Milan fino alla fine. Andiamo avanti per la nostra strada, pensiamo a far bene a partire da domani contro una squadra molto difficile». Già, una squadra difficile che naviga in cattive acque, terz’ultima in classifica a tre lunghezze in meno della Lazio. In più per i nerazzurri bergamaschi peseranno le molte assenze, soprattutto in difesa. Manfredini sarà dirottato a sinistra, al centro giocheranno Pellegrino e Bianco e a destra Capelli.
Bianchi: “Dico Roma, assolutamente”
Da Il Corriere della Sera: Capace di centrare due finali
La conferenza stampa di Claudio Ranieri alla vigilia di Roma-Atalanta:
Paolo Calabresi, attore e uno dei protagonisti della trasmissione Le Iene, intervenuto a Radio Centro Suono Sport, ha commentato la possibile combine della partita di questa sera tra Fiorentina ed Inter:
La via del rifugio per Philippe Mexes passa attraverso un tunnel lungo quanto quello che separa gli spogliatoi dell’Olimpico al terreno di gioco. Potrebbe scoprirsi nell’undici iniziale proprio domenica. Complice l’intenzione di Claudio Ranieri di preservare l’integrità di Juan e consentirgli di rifiatare, il francese potrebbe tornare a vestire una maglia da titolare. Al fianco di Nicolas Burdisso. Significherebbe tornare a sorridere dopo un periodo di tempo nel quale a Mexes e toccato solo d’asssitere. Con il cuore, con la voce, con l’esultanza e l’incitamento figli di tanti anni di vita a Roma. Da spettatore – come i tifosi più fedeli, con tanto di abbonamento… alla panchina – dopo stagioni vissute da baluardo della retroguardia. Qualcosa l’ha mostrata – Mexes – anche nel nascondiglio di una panca fastidiosa, scomoda, troppo fredda d’inverno e bollente con il sole a palla. Attaccamento alla squadra, con quelle esultanze istintive in occasione di ogni rete giallorossa nel corso delle ultime gare; voglia di essere parte di un gruppo che gli si calza addosso da quel lontano agosto del 2004. Quando optò per una scelta apparentemente calcistica. In realtà, di vita. Perchè, in quella circostanza, non fu semplicemente un cambio di casacca. Dall’Auxerre alla Roma. Ma un vero e proprio cambio di residenza. Da Auxerre a Roma.