Dalla Gazzetta dello Sport:
Avanti un altro. Stefano Sorrentino, 31 anni da Cava de’ Tirreni, portiere del Chievo. «Mia mamma e i suoi parenti sono tutti della Roma. Quindi…». Quindi non vorrà fare un dispetto alla mamma. E invece – ha svelato qualche giorno fa in un’intervista al sito barforzalupi.it – «ho chiesto al preparatore Filippi di prepararmi un dvd con tutte le parate che ho fatto all’Olimpico». Per inciso, il 9 gennaio di quest’anno, Roma-Chievo 1-0, lui fu il migliore in campo, parò tutto il parabile, compreso un rigore a Pizarro, fu superato solo da una strana palombella di De Rossi. «Forse la partita più bella della stagione», ammette lui stesso. Fosse stata la prima.
Benayoun e la Roma, l’affare si complica. Infatti anche il Chelsea di “king” Carlo Ancelotti, secondo indiscrezioni raccolte da Asromalive.com, sembra essersi messo seriamente sulle tracce dell’esterno offensivo israeliano del Liverpool.
Dal Times:
Da La Gazzetta dello Sport:
Ivan Strinic, un nome per la Roma. Strinic è un terzino sinistro, classe ’87, croato, attualmente tesserato per l’Hajduk Spalato guidato dal tecnico Poklepovic. Un buon elemento che pare sia stato proposto alla dirigenza giallorossa nelle ultime settimane. Anche perché Tonetto non sarà confermato, per via dell’età. E Riise, secondo quanto scrive il tabloid londinese The Daily Star, sarebbe un obiettivo del Newcastle, che l’anno prossimo giocherà in Premier League, per essere arrivato primo in Championship, al termine di questa stagione.
Il Milan chiama Van Basten, lui declina. Il Napoli sonda per Pazzini, ma offre al massimo l’Europa League. Ad accomunare Silvio Berlusconi e Aurelio De Laurentiis, il fatto che entrambi – con ogni probabilità – riceveranno un rifiuto. Ma a differenziarli, la diversa volontà di muoversi in sede di calciomercato. Da un lato, il patron del Milan. Saranno gli effetti strettamente connessi ai 300 mila euro al mese intascati da Veronica Lario (con tanto di garanzia di soggiacere a Macherio), ma pare che Silvio Berlusconi non sia intenzionato a costruire il Milan del futuro a immagine e somiglianza di Massimo Moratti, che vince e spende in maniera speculare. Rossoneri in crisi economica? Impossibile investire sui campioni? Bene, risponde Marco Van Basten: l’altr’anno mi sa che c’ho da fare. Devo curare un ginoccchio malandato. Sembra – per i tifosi rossoneri – il dejavu di quando l’ex attaccante olandese dovette dire anzitempo addio al calcio. Stessa motivazione: un ginocchio capriccioso che gli impediva di giocare senza dolore. In realtà, alla base del rifiuto, il fatto di sapere che la società intende proseguire nella politica di risparmio e investimento sui giovani.