Da Il Messaggero:
Fa strano leggere o ascoltare nella settimana del derby che Ranieri stia «pensando di escludere Totti dalla sfida con la Lazio».Strano, davvero. Lui che la stracittadina l’ha sempre saltata solo ed esclusivamente per guai fisici, mai per motivi tecnico/tattici. Totti non è al meglio, Totti sente molto la partita, oppure Ranieri ha dimostrato di non guardare in faccia nessuno, sceglierà per il bene della squadra, etc etc. Parole dette e scritte in questi giorni. Strano, no? Chissà il diretto interessato come vive questo momento? Di sicuro non bene. Dopo tanti anni viene messa in discussione la sua presenza in quella che per lui è ed è sempre stata la partita con la “P” maiuscola. Lui che non vede l’ora di scendere in campo domenica, di tornare ad essere protagonista con i suoi gol. Lui che il derby lo ha giocato e vissuto emotivamente, con gesti (tecnici e non) e parole che hanno sempre fatto discutere la scuola avversaria. Perché il derby è questo. Anche questo. Non gioca Totti?
Da Il Messaggero:
Da Il Tempo:
Da Il Tempo:
Dalla Gazzetta dello Sport:
Lazio-Roma, stadio Olimpico ore 18.30. Si gioca domenica 18 aprile. Claudio Ranieri vuole il tridente ma uno tra Totti, Toni, Vucinic e Menez è di troppo. A rischiare la panchina, stavolta, c’è anche il Capitano che, tra i quattro, è forse quello fisicamente meno pronto. Daniele De Rossi, oggi, ha fatto differenziato. Lavoro di scarico per smaltire la fatica. Nulla di preoccupante. Il ballottaggio tra Simone Perrotta e Rodrigo Taddei dovrebbe risolversi in favore dell’italiano. Juan torna al fianco di Nicolas Burdisso, Mexes nuovamente in panchina. Per rendicontare i fatti. Ma come accade nelle situazioni più delicate, spesso saltano tutti gli schemi. E stavolta, del dovere cronacistico, non riesco a non farne a meno.
Bastano pochi numeri per rendere di per sè significativa ed emblematica la storia di una stagione – quella del 2009/10 – da dimenticare. L’annata della S.S. Lazio è ben lontana dall’espressione di quel che lo stesso simbolo del club sta a significare. Un’Aquila e due colori: il bianco e l’azzurro. L’effige del rapace richiama il simbolo glorioso del Grande Impero Romano, le tinte sociali vennero scelte in onore della Grecia, patria dello sport e dei Giochi olimpici (1896, anno della prima Olimpiade dei tempi moderni). Invece, oltre all’esclusione repentina dall’Europa League che è durata il tempo di un passaggio dall’autunno all’inverno, il campionato in corso ha sfornato solo amarezze. Quintultima in classifica con 37 punti, la retrocessione sta sotto di 6. 8 vittorie a fronte di 12 sconfitte e 13 pareggi.