Mercato Roma, Amauri conteso fra le squadre della capitale

 Un nome tornato di moda nel mercato delle italiane è quello diAmauri. Il centravanti, che sembrava in fase di declino nel suo periodo alla Juventus, da quando è approdato al Parma ha segnato sette reti su undici presenze. Oggi il giocatore, ancora di proprietà della Juventus, come riportailsussidiario.net, potrebbe essere nella lista dei desideri di moltissime squadre.

Mercato Roma, Hiddink al Chelsea e Ancelotti alla Roma

 Roman Abramovich, patron delChelsea, sembra già essere alla ricerca di un sostituto per CarloAncelotti. Come riportatelegraph.co.uk,  il proprietario del club londinese sembra non essere affatto contento dell’operato del tecnico italiano, sabato scorso, sull’ipotesi di un ritorno a Londra diHiddink, ha risposto: “Aspettiamo e vediamo cosa succede”.

Mercato Roma, scambio De Rossi-Schweinsteiger?

 La Roma di DiBenedetto dovrà rivoluzionare squadra e società, ma per farlo dovrà fare delle cessioni importanti. Si è parlato molto di un addio di Vucinic, di Menez ma anche di De Rossi.

Mercato Roma, possibile scambio Menez-Amauri

 Al momento, precisiamolo, è poco più di una semplice ipotesi. Una delle tante che frullano nelle mente dei direttore sportivi in questi mesi, quando il calciomercato ancora non è partito e si punta a stilare una lista di obiettivi per l’estate. E’ un’idea, però, che ha tutte le possibilità per andare in porto, perché può far leva sulla volontà dei calciatori di cambiare aria.

Mercato Roma, piace Neymar

 Da Il Messaggero:

La nuova Triade c’è, ma non si vede. E non è sicuro che rimarrà al completo nella Roma di DiBenedetto. Franco Baldini, indicato dai bostoniani come nuovo direttore generale, è già in Italia ma ancora in stand by, Walter Sabatini, scelto come nuovo direttore sportivo senza però essere ufficializzato, Gian Paolo Montali, promosso direttore operativo il 22 febbraio da UniCredit e incaricato di gestire questo periodo di passaggio di consegne: la poca chiarezza dentro e fuori Trigoria rischia di incidere sul futuro della Roma. Nessuno è veramente operativo e questo non va bene. Perché è per tutti ormai tempo di mercato, di organizzare la stagione che verrà. Soprattutto per la squadra giallorossa che i nuovi proprietari sono chiamati a rifondare. Baldini è da ieri a casa sua, a Reggello. Ha già detto sì a DiBenedetto, ma ancora non ha in programma alcun incontro. Riceve, però, email e telefonate da Boston e da Roma per essere aggiornato su ogni novità. Dalla due diligence ai chiacchiericci. Nemmeno lui sa quando si libererà dalla federcalcio inglese e da Capello. Comunque per l’inizio della prossima stagione. Sabatini è sempre in contatto con Baldini e già lavora per la Roma senza aver bisogno di un ufficio a Trigoria. Dove regna Montali, per la verità ieri assente: il direttore operativo decide e comunica oggi, ma non si sa se ci sarà anche domani. Si sa invece che Vincenzo Montella, l’allenatore attuale, sarà valutato definitivamente in queste ultime cinque gare dell’annata per ora fallimentare, quattro partite di campionato e la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Inter (i nerazzurri hanno vinto all’andata, all’Olimpico la settimana scorsa).

Mercato Roma, Ag. Hernandez: “Quella giallorossa è una grande piazza, che affascina non poco il ragazzo”

 Dal Romanista:

Il 16 gennaio 2009 Vincenzo D’Ippolito, procuratore di Abel Hernandez, parlava così: «La Roma è molto interessata a lui, che ricorda un piccolo Thierry Henry. È un’operazione da concludere in fretta perché adesso inizierà il campionato sudamericano under 20 e il suo valore potrebbe incrementarsi a dismisura». L’affare con i giallorossi, è cosa nota, non andò in porto. E il gioiellino (come soprannome impone) dell’Uruguay a 19 anni fece sì i bagagli per sbarcare in Italia, ma non a Roma, bensì qualche centinaia di chilometri più a Sud. A Palermo. Adesso, due anni dopo, il cerchio potrebbe chiudersi. Ed Hernandez potrebbe indossare la maglia giallorossa: «È prematuro parlarne – spiega proprio il suo agente al Romanista – perché non c’è ancora una trattativa. Se però la Roma dovesse chiamarci, visto che, da come leggiamo, arriverà Sabatini, noi prenderemmo seriamente in considerazione l’ipotesi. Quella giallorossa è una grande piazza, che affascina non poco il ragazzo ». Con un contratto che scade nel 2013, Hernandez è chiamato, a 21 anni (li compirà ad agosto) a prendere una decisione importante: rinnovare col Palermo o lasciare la Sicilia. La seconda è l’ipotesi più probabile. Anche perché «è vero che potrebbe restare in rosanero ancora un altro anno per crescere ancora, ma è vero anche – precisa D’Ippolito – che ci sono squadre a cui è difficile dire di no».

Stadio Roma, Foschi: “Basta con le chiacchere propagandistiche”

 ” Ci risiamo, ancora una volta Alemanno ritorna a parlare degli stadi della Roma e della Lazio, escludendo la necessita’ di una legge nazionale in materia.

Siamo di fronte alla solita sfacciata propaganda, unica cosa che, come sindaco gli riesce bene. Nella capitale sembra di essere in una continua campagna elettorale, dove agli sgomberi incivili di questi giorni, si susseguono annunci roboanti sugli stadi. Stadi i cui progetti, pero’, sono totalmente fermi: uno perche’ davvero impraticabile da percorrere, visto che l’interesse che persegue e’ solo quello di fare affari sulle aree intono allo stadio e l’altro perche’, di fatto, nessuno lo conosce”. Cosi’ in una nota Enzo Foschi, consigliere del Pd e vicepresidente della commissione Sport della Regione Lazio.

Le pagelle di Roma-Chievo

 Le pagelle di Roma-Chievo:

Doni 6: Fischiato per tutta la partita dai tifosi presenti allo stadio il portiere giallorosso nel primo tempo non deve compiere interventi di grande rilievo. Anche nella ripresa viene impegnato raramente dagli attaccanti del Chievo. Nel complesso vive una giornata tranquilla.

Cassetti 6: Spinge poco sulla fascia, ma è bravo nelle diagonali soprattutto nel primo tempo anticipando Moscardelli a due passi dalla porta.

N. Burdisso 6,5: Attento nel primo tempo su Moscardelli e perfetto nella ripresa nell’uno contro uno con Uribe.    

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