Roma, due gruppi in attesa

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 L’articolo del Corriere dello Sport:

Gira e ti rigira, le domande alla fine sono sempre le stesse: la Roma sarà venduta? E, nel caso, a chi? La dottoressa Sensi, ogni volta che ha preso la parola, cosa che negli ultimi mesi è accaduta come mai in passato, ha ribadito di essere pronta a prendere in considerazione un’offerta seria da parte di chi abbia a cuore le sorti della Roma. Sul fatto di aver a cuore le sorti della Roma non possono crearsi degli equivoci. Al contrario sul ” seria” bisognerebbe intendersi. Perchè c’è chi può ritenere seria un’offerta di 200 milioni e chi, invece, per associarci lo stesso aggettivo la valuta il doppio. Questioni di punti di vista (ricordando peraltro che la società giallorossa è quotata quindi ha un valore che può essere definito con uno scarto massimo di qualche decina di milioni di euro) ma che fanno tutta la differenza del mondo. a parte i non pochi rumors non confermati che continuano a circolare sul possibile acquirente della Roma, allo stato attuale delle cose, sono due i possibili pretendenti: il dottor Francesco Angelini dell’omonimo gruppo farmaceutico e un investitore straniero (nome per ora top secret) che Mediobanca avrebbe trovato da proporre ai Sensi.
ANGELINI – C’è. E non ha fatto un passo indietro rispetto a quando annunciò, attraverso le colonne di questo giornale fornendo anche cifre e numeri, il suo interesse per la Roma. Anzi di passi ne ha fatti più di qualcuno, in avanti. Come confermato, non più tardi di qualche giorno fa, da un comunicato del gruppo Angelini (richiesto senza obbligo dalla Consob) in cui si leggeva che “allo stato attuale delle cose nessuna proposta contrattuale e nessun prezzo determinato sono stati offerti alla controparti interessate…questo senza nulla togliere alla serietà dell’interessamento del gruppo per il rilancio della Roma mediante un importante investimento nella stessa.” Ieri, su nostra sollecitazione, da fonti molto vicine all’imprenditore romano e romanista, ci è stato ribadito che la posizione è sempre la stessa. C’è anche dell’altro. Angelini non è solo. Al suo fianco ci sono due soci (romani e romanisti) i nomi non li fanno neppure sotto tortura, uno sarebbe riconducibile ad una famiglia di costruttori, l’altro ad un fondo italiano (in questo caso ci sarebbero tre opzioni possibili, ma ce n’è uno in pole position) che assumerebbe circa il 18% delle quote. Quarto in questo caso non incomodo, sarebbe la stessa Unicredit che rimarrebbe con una quota tra il 15 e il 20 per cento. Il problema da risolvere sono i rapporti tra i Sensi e Angelini. Pessimi. In un recentissimo passato, è andato a vuoto il tentativo di mettere in piedi un tavolo di conciliazione (c’è chi dice per il no dei Sensi, chi per il no di Angelini). Ma le istituzioni romane hanno fatto questo tentativo, non mollano. E stanno cercando nuovamente di mettere sedute le parti.
MEDIOBANCA – E’ l’advisor della famiglia Sensi a cui è stato chiesto di trovare un partner. A quanto ci risulta, il dottor Geronzi, grande capo di Mediobanca, avrebbe fatto di più. Cioè avrebbe trovato un investitore straniero (anche qui il riserbo sul nome è totale) pronto a rilevare la Roma. Con un’offerta che probabilmente sarebbe seria, ma che altrettanto probabilmente non soddisferebbe la seconda richiesta della famiglia Sensi, ovvero romano e romanista. Come la mettiamo allora?


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