Vucinic s’è svegliato. La ritrova il suo genio

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Da Il Messaggero:

Sarà scostante, sarà umorale, in questo periodo sarà pure poco gratificato, ma quando c’è e gli va, si fa sentire. Mirko Vucinic sta dando cenni di risveglio, quello vero.
Quel risveglio che gli consente di spaccare in due la partita, di accelerare quando gli altri stanno cedendo. L’inizio stagione è stato così e così, il resto è tutto da vedere. I segnali sono buoni. E domani a Genova sarà titolare. Dalla Supercoppa italiana (agosto) si è visto che quel Vucinic non era il Vucinic della stagione precedente. Per tanti si era montato la testa, voleva un ritocco del contratto, ma non è mai arrivato.  Da lì, il broncio continuo e quel suo essere umorale sempre molto evidente. Inoltre, l’arrivo e i gol di Borriello, il posto più o meno fisso di Totti, l’esplosione di Menez e qualche infortunio più o meno grave, lo hanno messo un po’ ai margini. Poca continuità, molte panchine, troppe esclusioni a detta di molti, sospette. Borriello gioca sempre, Totti pure, Menez in questo momento è intoccabile, quindi dove lo metti Vucinic? Un bel problema per Ranieri, che ha comunque stima del calciatore, lo considera un top player. Ha provato a dipingergli addosso uno spazio come esterno del 4-4-2 (quando ancora Menez non era questo Menez), e niente. Basti ricordare la partita di Parma: strigliata sonora dalla panchina per una palla persa, alla seconda è arrivata la sostituzione punitiva. Non era aria. Non solo per lui, per tutta la Roma. (…)Poi, la Roma ti dice che le offerte non arrivano, senti qualcun altro e ti fa capire che intorno al giocatore ci sono tante e tante squadre pronte a investire strabilioni di euro. L’ultima il Wolfsburg, che pensa a Mirko per il dopo Dzeko. Mai, non ci andrà mai, specialmente se sa che la prossima estate si potrebbero aprire porte più prestigiose, vedi Inter. Vai a capire qual è la verità. Di sicuro, Vucinic ora è qui, la Sensi lo ha confermato, lo ha reso incedibile e lui pian piano sta ritrovando fiducia in se stesso. Impressionate quest’anno la media gol. Come detto, poche presenze, quattordici, dieci in campionato, tre in Champions e una in Supercoppa. Minuti giocati in totale, ottocentonovantuno, seicentoundici di questi in campionato, duecentotredici in Champions e sessantasette in Supercoppa. In questi pochi minuti, cinque gol. Tutti in campionato. Inter, Lecce, Lazio, e due al Catania. Con lui in campo, sette vittorie della Roma, quattro in campionato e tre in Champions. Non male per uno che stenta a ritrovare la strada dell’indispensabilità. (…)


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