Vucinic a Lecce, è sempre speciale

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 Mirko Vucinic torna nel Salento, terra e gente a cui è rimasto parecchio legato dopo l’esperienza nella squadra locale. Da La Gazzetta dello Sport:

A 17 anni c’è sempre un mondo da conquistare e quasi nulla da perdere. Figuratevi se non era così per un ragazzo nato a Niksic, in Montenegro, che sbarcava a Lecce perché sentiva che i suoi piedi avrebbero potuto regalargli una fortuna. Così è stato. Mirko Vucinic è partito dal giallorosso pugliese per arrivare al giallorosso romanista. Inutile nasconderlo, ce l’ha fatta, ed anche in un modo così garbato che gli consente di tornare a Lecce non da nemico, ma come un amico ritrovato. Niente sconti, però, perché la squadra di Montella ha disperatamente bisogno di punti per rilanciarsi nella scia della prossima Champions League. Lo scarso feeling alla base del desiderio di cambiare aria. A fine campionato però sicuramente se ne riparlerà La canzoncina Che un pezzo del cuore di Mirko sia rimasto ai piedi della chiesa di Santa Croce e del suo barocco, comunque, non è un mistero. Basta pensare al Bari-Roma della scorsa stagione, quando dopo aver segnato ai rivali storici, l’attaccante pensò bene di intonare a mo’ di sfottò quella canzoncina dialettale che tanti leccesi conoscono a memoria. Su internet ci fu una sollevazione: rabbia barese, tripudio leccese ed in mezzo lui, il montenegrino in cerca di futuro.

Sul mercato Già, perché l’avvenire prossimo venturo di Vucinic è ancora tutto da definire. Niente ipocrisie: l’attaccante a gennaio aveva chiesto direttamente a Rosella Sensi di essere ceduto, scarso feeling con Ranieri, ma non solo. Serpeggiava anche una sorta di sensazione di essere arrivato al capolinea dell’avventura romanista. Adesso con Montella il quadro è cambiato, ma non di molto. La dirigenza poche settimane fa è stata chiara: arriviamo bene fino a giugno, se a quel punto vorrai sempre andare via, cercheremo la soluzione migliore per tutti. L’impressione chiara è che uno tra Vucinic e Menez in estate sia ceduto. Logico che il francese sia quello che ha deluso di più, ma è altrettanto logico che il montenegrino abbia più mercato. A gennaio Juve e Liverpool lo avrebbero preso subito, a luglio sarà forte la candidatura dell’Inter. Più impegno Si vedrà. Intanto col nuovo corso montelliano si vede chiaramente come Vucinic dia di più, soprattutto in copertura e questo forse non è bellissimo in chiave generale, ma la Roma adesso non può permettersi di far filosofia sui comportamenti. Mirko serve troppo alla causa per avanzare recriminazioni, e vederlo solo a quota 7 reti stagionali fa indubbiamente malinconia.
Staffetta
A Lecce, comunque, lo ricordano come il ragazzo dei 37 gol in 4 stagioni da protagonista (le prime due furono solo di rodaggio, con 9 apparizioni). Soprattutto sanno bene come Mirko sia uno che non faccia sconti: ai giallorossi pugliesi, infatti, ha già segnato due reti, l’ultima nell’andata di questo campionato. Come dire, riconoscenza tanta, ma adesso a Roma non c’è più tempo da perdere: Capitemi.


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