Tutti i numeri ed i colpi di Totti

di Redazione Commenta


Francesco Totti è tornato. Se ne sono accorti i diecimila pugliesi ieri all’Olimpico, se ne sono resi conto i tifosi della Sud, così come gli undici di Ventura, il portiere Gillet (4 reti subite in carriera dal numero 10 giallorosso) e, forse, anche Marcello Lippi. Dopo la prova da one man show di ieri pomeriggio Francesco ha portato a 187 le sue reti in serie A. Superato un bomber di razza come Gabriel Batistuta all’ottavo posto della classifica dei dieci marcatori più prolifici di sempre, ora il capitano punta il prossimo obiettivo: Giuseppe Signori, ad una rete di distanza. Poi sarà il turno di Baggio, quinto nella speciale competizione con 205 gol, Meazza, Altafini, Nordhal fino a raggiungere il leader Piola (con 274 reti). Dopo 45 giorni di inattività dovuta al recupero dell’infortunio subito nella partita contro il Napoli – con conseguente operazione –, sono bastati ventuno minuti a Totti Francesco, nato a Roma il 27 settembre 1976, per riproporre tutto il suo repertorio balistico contro la difesa meno battuta della Serie A. Assist, colpi di tacco, rigore, calcio di punizione ed un gioiello di sinistro dopo una coordinazione perfetta che solo i grandi campioni sanno fare. Colpi di genio ai quali è mancato solo il cucchiaio tanto caro al numero dieci giallorosso, ma siamo solo alla tredicesima di campionato e di tempo ce ne è ancora molto. I numeri del talento nato a Porta Metronia (quartiere San Giovanni) fanno venire i capogiro: 187 reti nel massimo campionato italiano in 426 match disputati (0.48 reti a partita), in media un gol ogni 91 minuti in 18 stagioni con la maglia con la lupa sul petto. Due le sue doppiette in 722 minuti giocati in questa stagione: Roma-Napoli e Roma-Fiorentina, gare concluse entrambe con la vittoria giallorossa. Due sono anche le triplette in carriera per il giocatore con il dieci sulle spalle e la fascia di capitano sul braccio: all’hat-trick di ieri pomeriggio vanno aggiunti i tre gol rifilati al Brescia di Carlo Mazzone durante la stagione 2002/03. Era il 29 settembre e la Roma uscì vincente dal Rigamonti per 3-2. Fosse stata la Premier League si sarebbe portato il pallone a casa.
Nel campionato in corso, la squadra giallorossa è riuscita a trovare per 22 volte la strada per il gol, quarto miglior attacco dopo Inter, Juventus e Genoa. Ma di tutto il bottino di reti più un terzo lo ha segnato solo Francesco Totti; il capitano, infatti, ha siglato 9 reti in 8 giornate giocate – 5 reti su azione, 3 su rigore (contro Fiorentina, Palermo e Bari) ed uno su punizione, diciannove stagionali se si considerano le coppe in tredici match disputati – che hanno fruttato quattordici punti in campionato (tutti con Ranieri), per una media di 1,72 punti a gara (2 sconfitte, 4 vittorie e 2 pareggi). Dopo lo stop del giocatore più prolifico della storia giallorossa, la Roma aveva inanellato tre sconfitte consecutive (a San Siro contro il Milan, in casa contro il Livorno e in trasferta contro l’Udinese). Con il successo ottenuto sul Bologna e il pareggio nell’ultima partita prima della sosta contro l’Inter, il bottino della squadra di Ranieri, senza il suo uomo più rappresentativo, è di quattro punti in cinque partite, conquistati grazie ai 5 gol siglati. La Roma ha bisogno di Totti.
LA TOP TEN
DELLE 187 PERLE– Delle 187 perle in campionato di Totti, dieci sono rimaste scolpite nella memoria dei tifosi giallorossi e non solo. Il 12 ottobre 1996 un ventenne Francesco Totti aprì le marcature di Roma-Milan (conclusa poi 3-0) con un pallonetto a Sebastiano Rossi. La Curva in visibilio per un colpo da maestro sotto gli occhi del tecnico Carlos Bianchi, mai amato dal numero 10. Un anno più tardi Totti si ripeté: questa volta la vittima fu Buffon, portiere più battuto dal capitano romanista, in un Roma-Parma (2-2). Come non ricordare un Roma-Udinese, partita in cui con uno splendido colpo di sinistro al volo mandò il pallone sotto il set; o le due fantastiche reti contro la Sampdoria quando superò l’intera difesa doriana per poi concludere a rete con un cucchiaio. Qualche anno più tardi un altro gioiello è ricordato, forse, come la sua rete più bella in 18 anni di carriera: era il 26 novembre 2006 e Totti, dopo un cross di Cassetti riuscì a colpire la palla di sinistro al volo insaccandola sul secondo palo, prendendo i meritati applausi del Marassi. Nella speciale classifica un posto d’onore va al “cucchiaio” a Julio Cesar: il 26 ottobre 2005 un San Siro ammutolito dovette assistere, ed inchinarsi, al giocatore giallorosso che portò la sua Roma a vincere contro l’Inter per 2-3. Nel derby del 5-1, stagione 2001/2, il capitano suggellò una prestazione straordinaria contro la Lazio grazie ad un “cucchiaio” a Peruzzi. 5-1 il risultato finale di quella partita che ancora oggi è ricordata come un risultato storico. Nella top ten anche i gol contro la Juventus nella gara terminata 2-2 e giocata all’Olimpico il primo dicembre 2002 e la “suolata” ad imitare Zidane contro il Torino. Infine la prodezza di ieri pomeriggio, quando con un magistrale colpo di sinistro, ha messo fine ai giochi nella gara contro il Bari. Dieci giocate memorabili per il capitano giallorosso.
IL CUCCHIAIO –
Amsterdam Arena, semifinale di Euro 2000: la sfida tra l’Italia e la padrona di casa Olanda si risolve dagli undici metri. Gli azzurri di Dino Zoff si stringono a centrocampo dopo una partita convulsa e piena di emozioni, mentre Totti si incammina verso il muro arancione colorato di fronte a lui. “Fa il cucchiaio, me l’ha detto”, assicura Di Biagio a Nesta e Maldini. Il giallorosso prende la rincorsa, e calcia con un tocco morbido a scavalcare il portiere. Il “cucchiaio’ come a lui stesso piace definirlo, riprendendo il magico colpo di un altro attaccante che a Roma ha lasciato il segno: Rudi Voeller. Van der Sar è battuto e l’Italia si avvia verso la finale. Non era il primo, non sarà l’ultimo dei cucchiai. Una storia iniziata nel 1995 all’Olimpico proprio contro il Bari, quando Totti aveva soli diciannove anni. Da allora il tocco che distingue il calciatore ha trafitto portieri come Buffon e Julio Cesar, ma il ricordo più ‘dolce’ è legato alla beffa a Peruzzi nel derby del 5-1, stagione 2001-2, quando il capitano suggellò un risultato storico (5-1 alla Lazio) con una dedica particolare: “Sei unica”. Come unico è il capitano, giocatore più forte dell’intera storia del club di Trigoria.
DALLA DISTANZA –
La “bomba” da fuori area Francesco Totti la possiede da sempre. Così come la tecnica e la coordinazione gli hanno consentito più volte di farla esplodere, su calcio piazzato e su azione di gioco. Il raddoppio contro il Napoli, nell’ultima giornata di campionato disputata da Totti prima del ritorno in campo contro il Bari, è maturato grazie ad una stoccata di destro potente e precisa: un colpo che ha trafitto il portiere De Santis sulla quale nulla ha potuto. Di ‘forza’ anche il tiro che ha chiuso i conti contro il Bari di Ventura: questa volta, però, su punizione. Nel corso della carriera il Capitano ha sperimentato diverse soluzioni su palla da fermo: talvolta di esterno, talvolta con un lob, altre volte rasoterra piuttosto che a giro. Quest’ultima, con la quale Totti trafisse la all’Olimpico nella stagione 1997/8, fu immortalata sulle tessere dei tifosi alle partite della Roma dell’anno successivo: un fermo immagine nella memoria delle prodezze di Totti.Fiorentina
DI TESTA –
Tra i colpi del Capitano, quello di testa non può certo definirsi una specialità del suo repertorio. Ciò nonostante il “dieci” ha realizzato gol importanti nella sua carriera con la fronte: una girata in volo, nella prima giornata della stagione 2000/1 contro il Bologna, diede il via alla rincorsa verso lo scudetto, il terzo della storia del club nato nel 1927. Dodici mesi dopo un suo colpo di testa concluse il derby dell’andata, finito 2-0 in favore dei giallorossi. La maglietta “Vi ho purgato ancora” tuttora gira per le strade di Roma. Durante la stagione 2006/7, Francesco firmò le vittorie della Roma a San Siro contro il Milan e al Gerland negli ottavi di finale di Champions League contro il Lione, sempre grazie alla stoccata di testa. In questa stagione il colpo di nuca ancora non ha portato gol, forse è per questo motivo che i critici lo accusano. Ma, anche loro, fanno inevitabilmente parte del bagaglio di Francesco Totti. E lui ha imparato a conviverci: “Sono finito? Continuassero a dire così…”. Vista la tripletta di ieri se lo augurano anche negli uffici di Trigoria.
CLASSIFICA DEI MARCATORI PIU’ PROLIFICI DI SEMPRE IN SERIE A

1. Silvio Piola – 274, 2. Gunnar Nordhal – 225, 3. Giuseppe Meazza – 216,  4. Josè Altafini – 216, 5. Roberto Baggio -205, 6. Kurt Hamrin – 190, 7. Giuseppe Signori – 188, 8. Francesco Totti – 187. 9. Gabriel Batistuta – 184, 10. Giampiero Boniperti – 178
PORTIERI, LE VITTIME PREFERITE DEL CAPITANO

Buffon – 8, Chimenti – 8, Frey 8, Antonioli 7, Bucci 7, Toldo 7, Amelia 7, De Sanctis 6, Fontana 6, Mancini 6, Pagliuca 6.


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