Tifosi a Fiumicino, Ranieri: “Ma che ne sanno a Torino”

di Redazione Commenta


 Da Il Romanista:

Dicono che il romano e romanista Ranieri un po’ se lo aspettasse. «Ma che ne sanno a Torino di queste cose?», ha sussurrato poco prima di montare sul pullman. La notte senza coppe è quella dei campioni e l’aeroporto di Fiumicino resta avvolto dagli oè-oèoèoè-Riiiseee-Riiiseee. Sono quasi le 3 del mattino di un giorno che dalla capocciata di John Arne non è più finito, l’aereo è atterrato da poco al Leonardo Da Vinci, almeno in quattrocento hanno accolto una Roma da orgasmo. Fuori e dentro lo scalo, è il delirio. Quando sbuca la squadra, l’abbraccio collettivo preme, soffoca, t’innamora.
Montali riesce a salire a fatica sul bus, Ranieri guarda quant’è gagliarda la sua gente: «È davvero bello vedere tanto entusiasmo. Un entusiasmo rumoroso ed avvolgente, ma mai pericoloso. Adesso però dobbiamo pensare a martedì e alla non facile partita con il Catania». Il Catania conta, certo. Coppa Italia, quarti, partita secca, la stella d’argento. Da 1 a 10, quella partita domani sera conta 11. Ma Torino non sarà mai dimenticata.
Non vincevamo a casa di Madama dal 29 settembre 2001, Assunção e Batistuta, in panchina c’era Capello. Sembrano passati secoli. Nove anni dopo, oltre ad aver conquistato il quindicesimo risultato utile consecutivo, ci siamo tolti un’altra soddisfazione storica. E del tutto inaspettata. Forse, anche per lo stesso Ranieri che contro la Juve in campionato, finora, aveva raccolto tre pareggi e nove sconfitte (sulle panchine di Cagliari, Napoli e Fiorentina).


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