Unicef e calcio, Francesco Totti il trade union. Roma a Trigoria con il sole. Diciotto gradi e un cielo limpido ad accompagnare l’allenamento dei giallorossi in vista della trasferta di Parma. La seduta del mercoledì si fa notare per le defezioni: assenti sul terreno del Fulvio Bernardini sia Daniele De Rossi che David Pizarro, mancano pure Simone Perrotta e Julio Baptista. Chi, invece, torna regolarmente a disposizione di Claudio Ranieri è Mirko Vucinic che pare in ripresa rispetto all’affaticamento che ne ha suggerito il riposo nel corso della sessione di ieri. Si comincia alle 10.30 con l’incitamento di un gruppo composto da una trentina di tifosi: tra gli uomini alle dipendenze del testaccino, anche il difensore della Primavera Simone Sini mentre per Francesco Totti s’è trattato di una mattinata intesa, visto che la sveglia del Capitano è suonata all’alba per presenziare – alle otto spaccate – ad un appuntamento benefico con l’Unicef (spot a Trigoria).
Da Il Romanista:
Da Il Corriere dello Sport:
Dopo la bruciante sconfitta di domenica contro la Sampdoria, Claudio Ranieri dovrà lavorare più sulla testa che sulle gambe dei giocatori in vista della trasferta di Parma. Da Il Corriere dello Sport:
Da La Gazzetta dello Sport:
Roma-Sampdoria finita da qualche minuto. Antonio Cassano e Francesco Totti hanno accolto il triplice fischio nella maniera suggerita dal risultato. Braccia alzate per il blucerchiato – che in settimana avevaannunciato l’esultanza sia in caso di gol che di vittoria – e pupilla fissa nel vuoto per il Capitano giallorosso. Ma è durata un attimo: il tempo di adempiere a un dovere dettato dalla circostanza – per la Samp, una vittoria che vale una mezza ipoteca al quarto posto e la conquista di un seggiolino nei preliminari di Champions League – che FantAntonio è corso a stringersi intorno al rammarico evidente di Totti. Mentre questo stava in silenzio e continuava a fissare davanti, quello se l’è preso tra le braccia e lo ha stretto con trasporto. E’ sembrato un gesto sincero, figlio della voglia di Cassano di gettare – una volta per sempre – i malumori con il giallorosso nel dimenticatoio.
Roma, scudetto, Sampdoria, Pazzini: Francesco Totti e Daniele De Rossi sono i due calciatori giallorossi sulle cui spalle, oltre a esserci il peso di una squadra che ne riconosce l’indispensabilità tattica e tecnica, s’è piombata come un macigno insostenibile tutta la pressione psicologica inclusa nella volata scudetto. Non pensarci, poi ricredersi, poi ancora starci dentro. Infine, provare un dolore atroce che non è l’avvicinarsi di una resa quanto piuttosto l’incunearsi di una amarezza inevitabile. Dovevano passare la notte, il Capitano e Capitan Futuro. Avrebbero avuto bisogno di tempo – qualche ora – per metabolizzare la sconfitta, alleggerire la pesantezza, tornare a vedere barlumi di luce. Per adesso è fioca.
Da Il Romanista:
Da Il Romanista:
Da Il Messaggero: