Roma sempre più lontana da Fioranelli. Altro che Lupa: quella sera di un giorno da cani

di Redazione Commenta


Grande confusione nella giornata appena trascorsa. A furia di amarezze e incredulità, scappa quasi da ride’ (n’evvero, Rosè?).

La A.S. Roma è in vendita, Rosella Sensi aspetta compratori e offerte concrete, Vinicio Fioranelli fa da tramite tra Mediobanca e Fio Sports Group.

Passi avanti e falcate da gigante.

Sembra tutto concluso, poi il colpo di scena.

Quando si è lì ad attendere l’ufficialità, il dietro front. Lento ma costante.

Fino al comunicato di cui abbiamo detto. Di giovedi 25 giugno, ore 21.50.

Pare svanita la cessione, eppure per chiudere nella maniera più completa i fatti di cronaca sportiva che hanno ruotato intorno alla cessione della A.S. Roma nella giornata di ieri, occorre riferire di almeno altri tre passaggi.

Che diventano tasselli importanti ai fini degli scenari futuri.

Il primo riporta alle dichiarazioni di Andrea Duccio, giornalista de Il Mondo, raggiunto dall’emittente radiofonica Radio Incontro (primo pomeriggio di giovedì 25 giugno):

“La trattativa sta proseguendo tra mille difficoltà. I legali vicini a Fioranelli sostengono di aver dimostrato di voler depositare i soldi presso MedioBanca. Il problema: la cordata non vorrebbe più depositare sulla fiduciaria di MedioBanca, la Spafid, e MedioBanca non si fida. Ancora, i legali sostengono che venerdì scorso sarebbero arrivati i fondi, esibendo al contempo garanzie e titoli necessari. Mediobanca, però, vorrebbe avere garanzie per tutta l’operazione, compresi i 100 milioni dell’Opa. La cordata italo-svizzero-tedesca, ha le idee chiare: Fioranelli, procuratore, potrebbe presidiare il mercato italiano dei calciatori; Flick punta alla costruzione dello stadio, operazione immobiliare e di sviluppo. Tuttavia, i legali di Fioranelli mi sono parsi piuttosto demotivati”.

A seguito di ciò (giovedi 25 giugno, ore 17.40), si rifà vivo Vinicio Fioranelli attraverso voci che provengono dall’entourage del gruppo:

“Siamo ancora interessati alla A.S. Roma, i soldi ci sono. La famiglia Sensi è d’accordo”,

lasciando intendere che il problema riguardi semmai gli istituti di credito: Unicredit e Mediobanca. Fatto numero tre: dopo due giornate di perdita costante ed elevata, il titolo in Borsa riprende quota alla grande e chiude con un incremento del 6,08%. Tre fattori che lasciavano presagire un esito ottimale, e invece alle 21.50 di una sera di un giorno da cani. Altro che Lupa.


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