Roma, Angelini e le tre buone ragioni

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Tratto da Il Romanista, edizione odierna:

Noi avevamo chiesto di battere un colpo, da Francesco Angelini ne sono arrivati un mucchio. Almeno tre. Tutti contenuti in quelle poche righe piombate sulle scrivanie giovedì sera, provenienti dal Gruppo e transitati attraverso le agenzie di stampa. E allora vediamoli uno per uno, questi punti. Il primo, quello apparentemente più generico, è addirittura forse quello più importante, perché riguarda proprio l’interesse per il «rilancio della Roma calcio». Un interesse, va da sé, che non solo non è scemato, come da più parti si vociferava negli ultimi tempi, ma che sembra addirittura rinsaldato. Tanto da prevedere di mettere in campo, come si specifica immediatamente dopo, «un importante investimento nella stessa». Ci si crede, quindi. La possibilità esiste e resiste ancora oggi, e ciò che si fantasticava nei mesi scorsi non era un fuoco di paglia. Sembra piuttosto una determinazione che comincia ad assumere anche contorni più concreti, che si possono desumere anche dai punti successivi.

Il secondo “battito”, infatti, riguarda alcuni passi già compiuti in questa direzione. E fa riferimento (non è che lo diciamo noi, sta scritto sempre in quelle righe piombate giovedì sera sulle scrivanie) al fatto che Francesco Angelini «abbia incontrato esponenti di importanti gruppi bancari per un preliminare scambio di vedute». Quindi Angelini c’è, come scrivevamo mercoledì scorso, il suo interesse per la Roma è «serio» ed è testimoniato dai primi incontri avuti con «importanti gruppi bancari». Ora, perciò, c’è da essere doppiamente contenti: se c’è un interesse serio e a testimonianza di questo si mette piede dentro una banca, un motivo ci sarà. Si saranno prima fatti conti. Si saranno analizzate situazioni, scenari, previsioni a breve, medio e lungo termine. E fatto tutto questo, si sarà entrati in una banca. Alla quale, come noto, non si va a parlare di noccioline.
Il terzo, di “battito”, è una conseguenza. E parte da una affermazione: «Allo stato nessuna proposta contrattuale e tantomeno nessun prezzo determinato sono stati offerti alle controparti interessate, non essendosi verificati tutti i presupposti ritenuti necessari per procedere in tal senso». Le «controparti interessate» sono, trattandosi di una società, i proprietari del pacchetto di maggioranza. Ed è evidente come, trattandosi di una società quotata in Borsa, ciò non possa essere ancora avvenuto, dal momento che presupporrebbe tutta una serie di passaggi ulteriori e immediatamente successivi, come per esempio comunicazioni in Consob. Non solo: se nessuna proposta è stata fatta proprio alle «controparti interessate» è perché ci deve essere un motivo. Molto semplice e anche questo messo nero su bianco: «non essendosi verificati tutti i presupposti ritenuti necessari per procedere in tal senso». Tradotto: manca qualcosa, evidentemente. Magari, finora, si potrebbe pensare, la disponibilità ad accettare una eventuale proposta. Da parte di chi? Sembra evidente anche questo: delle stesse «controparti interessate». Ergo: Angelini ci sarebbe, un piano ovviamente pure, «un importante investimento» anche. Che cosa manca allora? Che qualcuno, dall’altra parte, decida. Cosa senza dubbio non semplice, considerando probabilmente il valore che si dà a questa Roma: da una parte sarebbe quello che prende come base il mercato, dall’altra sarebbe quello che prende come base i debiti accumulati. Le cifre, non è difficile capirlo, sarebbero molto distanti, ed è per questo che a monte servirebbe, ferma restando la disponibilità di Angelini, un accordo tra banca creditrice e i Sensi. Magari, come nello scenario che abbiamo tratteggiato nei giorni scorsi, con una ipotesi di “sconto” effettuato dal creditore al debitore. Accordo, indubbiamente, anche questo non semplice. Ora, quello che manca è un qualcosa in più. Ad esempio, qualcuno che potrebbe favorire il dipanarsi di una matassa così aggrovigliata. Con una capacità di mediazione altissima. E, preferibilmente, la capacità di avere un rapporto diretto con tutte le parti che si troverebbero a sedere intorno a questo “tavolino virtuale”. C’è? Forse, a pensarci bene, sì. E’ una persona che ha ottimi rapporti con Rosella Sensi, ne ha altrettanti con Angelini, è romanista sfegatato, ha grandi doti organizzative e capacità di mediazione. C’è anche, last but non least, qualcos’altro: siede nel cda Unicredit. Chi ci viene in mente, insomma, è Giovanni Malagò, presidente del Cc Aniene. Le premesse, secondo noi, ci sarebbero tutte. Perché non pensare a un “lodo Malagò”?


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