Riise: “Devo tanto a Ranieri, Vucinic è super”

di Redazione Commenta

 

Dal Romanista:

«Penso che questa sia stata la mia migliore stagione di sempre». John Arne Riise non si nasconde. Sa che nelle sue 52 presenze tra campionato e coppe, impreziosite da 8 reti (quasi tutte pesantissime), ha fornito prestazioni mediamente superlative. Il merito? Della suo voglia senza fine di giocare, correre, allenarsi. Ma non solo. Anche del tecnico che lo ha fatto crescere anche difensivamente. «Con Ranieri ho imparato davvero tanto. Mi ha messo nelle condizioni di rendere al meglio. Ora ho più esperienza, mi sento più completo». E i romanisti hanno apprezzato i suoi miglioramenti tanto che Thunderbolt è diventato uno degli idoli dei tifosi giallorossi. Ora però è arrivato anche per lui il momento di riposarsi. «Non mi sento ancora in vacanza – ha detto sorridendo a un quotidiano norvegese – ma lo sarò mercoledì (domani, ndr) alle nove e un quarto». Ovvero dopo l’ultima amichevole della Norvegia contro l’Ucraina. «Mi riposerò e mi divertirò per cinque settimane – ha proseguito John -. Non vedo l’ora. E’ stata una stagione lunga ma, fortunatamente, molto positiva. Sarà bello andarsene un po’ in vacanza». Magari guardando qualche partita del mondiale: «Credo che stavolta l’Inghilterra possa arrivare fino in fondo». Appuntamento con lui per il 15 luglio, giorno dell’inizio del ritiro di Riscone. Dove Riise ritroverà Mirko Vucinic, il compagno che ha “rischiato” di ritrovarsi contro sabato scorso tra la sua nazionale e il Montenegro. I due, però, non si sono incrociati, perché in contemporanea col match c’era il matrimonio di Bjorn Helge, il fratellino minore a cui John ha fatto da testimone. Mirko invece non è mancato all’appuntamento timbrando il cartellino con un gol alla sua maniera, a girare sul palo lontano.
Riise non ha perso occasione di ricoprire di complimenti il compagno: «Prima della partita avevo detto a Rune Jarstein (il portiere della nazionale norvegese, ndr) di stare attento perché lui è incredibilmente bravo a mettere la palla a giro nell’angolino. E cosa è successo? Esattamente quello che avevo temuto. Lui queste giocate le fa in continuazione, in allenamento, in partita, sempre».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>