Pizarro, quando l’errore è (solo) di rigore

di Redazione Commenta


 David Pizarro non dimenticherà Livorno-Roma a causa dell’errore dal dischetto che ha impedito alla Roma di allungare ulteriormente sui labronici. Avesse segnato, la gara sarebbe stata sicuramente in discesa ma per quanto l’errore possa essere stato decisivo, Il Romanista si schiera dalla parte del cileno. Decisivo – nel bene – come le altre volte. Testuale:

In questo giorno in cui in cui tutti stiamo recriminando per il rigore sbagliato ieri da Pizarro ci sentiamo in dovere di difenderlo. Probabilmente se lo avesse segnato la Roma avrebbe vinto e ora staremmo a fare ben altre considerazioni sulla partita di ieri e sul campionato.

Ma non va dimenticato che proprio nella stessa gara di Livorno dai piedi del cileno è nato il ventiseiesimo gol della Roma su un suo calcio piazzato (quello di Toni) e che, se allarghiamo il discorso anche alle coppe, queste reti arrivate sui tiri da fermo di Pizarro da quando veste la maglia giallorossa diventano 35. Tantissime, soprattutto in un momento in cui nel calcio si segna di più sulle palle inattive che su azione. Dunque non demonizziamo il piccolo cileno, anche se a Livorno ha sbagliato il secondo rigore dei quattro che ha tirato in questa stagione dopo quello che si era fatto parare da Sorrentino nell’1-0 casalingo col Chievo. Gli altri due, invece, li ha segnati al Cagliari e al Panathinaikos, in quella maledetta notte di Atene in cui i giallorossi buttarono alle ortiche l’Europa League nei minuti finali. Con il suo penalty, infatti, la Roma si era portata sul 2-1 e in quel momento nessuno avrebbe immaginato che poi avrebbe perso 3-2 pregiudicando anche la gara di ritorno. Annotazione finale: a Livorno la Roma ha allungato la sua serie positiva in campionato a 18 partite, frutto di 12 vittorie e 5 pareggi, gli ultimi 3 dei quali consecutivi contro Napoli, Milan e Livorno con mille recriminazioni.


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