Le precisazioni di Christian Panucci, dal sito ufficiale del Parma, sulla lite con Preziosi:
“Non ho offeso il presidente del Genoa Preziosi – ha detto Christian Panucci – e contesto assolutamente le sue parole. Al termine di Genoa-Parma ho lasciato lo spogliatoio in direzione del pullman; là ho incrociato il presidente del Genoa Preziosi e ci siamo salutati; io gli ho ricordato come l’estate scorsa, quando ero ancora senza squadra mi avesse lasciato due giorni in albergo a Milano, in attesa di un incontro per un ipotetico passaggio al Genoa. Non avendo ricevuto alcun tipo di comunicazione in merito, al terzo giorno sono andato via. Io mi sono solo limitato a ricordargli questo episodio, aggiungendo testualmente che “non sono più un ragazzino di 20 anni e che nella vita bisogna sapere campare” e per tutta risposta ho ricevuto una manata al collo, di cui carabinieri, steward e dirigenti del Genoa e del Parma sono testimoni.
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Il derby di Aquilani: “Ma quanto manca alla fine?”
Dal Romanista:
L’aveva detto proprio lui, domenica, dalle pagine del “Romanista”: «Con voi ci sarò anche io». Ed è stato di parola, Alberto Aquilani. Dalla sua casa di Liverpool ha sofferto ed esultato. Ha aspettato che quel quarto d’ora finale passasse («ma quanto manca?», il divano come il prato dell’Olimpico) e poi ha goduto. Come tutti i tifosi romanisti, ha vissuto le emozioni di un derby bruttissimo nel gioco ma bellissimo in tutto il resto. In lui, un po’ di nostalgia, soprattutto nel vedere i suoi ex compagni (e amici… è quello che non passa mentre tutto va) festeggiare sotto la Sud, come fece anche lui il giorno del derby delle 11 vittorie, probabilmente il punto più alto della sua carriera giallorossa. Non ha chiamato nessuno però domenica sera: dopo la partita ha spento la tv e i messaggi, soprattutto quelli all’amico Marco (gol decisivo in un derby, anche lui sotto la Curva) li ha mandati ieri.
Ranieri: “Il derby, una botta di vita!”
L’intervista rilasciata da Claudio Ranieri al Corriere dello Sport, all’indomani del derby vinto:
Claudio Ranieri, cosa è successo tra domenica sera e ieri?
«Domenica sera ho festeggiato. Quando sono tornato a casa ho trovato gli amici di mia figlia e abbiamo brindato. Oggi (ieri, n.d.r.) sono uscito poco, ma tutti i tifosi della Roma che mi hanno fermato, erano supercontenti».
Che effetto fa, da allenatore-tifoso, vincere il derby?
«La cosa più importante è la felicità da condividere tutti insieme, la squadra e i tifosi. Sono arrivato da meno di tre mesi e dal primo giorno sognavo una serata così. E’ stato bellissimo. E’ straordinario sentire la curva che ti soffia dietro, che ti spinge. Quando sono arrivato, ho detto che sarebbe stata una stagione difficile, che bisognava cantare e portare la croce.
Derby, l’orgoglio della signora Cassetti
Dal Romanista:
Una giornata diversa, eppure uguale a tante altre. Era al settimo cielo ieri Francesca, la moglie di Marco Cassetti, a cui il terzino giallorosso ha dedicato il gol vittoria nel derby. Aspettava una soddisfazione del genere da tanto tempo ma per pudore preferisce non parlarne troppo. E’ sposata col numero 77 da più di 10 anni e di interviste praticamente non ne ha mai fatte. Per questo si lascia sfuggire solo un «sono davvero orgogliosa di mio marito» e poi preferisce ritornare nell’ombra. A fare la cosa che le piace di più: cioè la mamma.
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Ag. Toni: “Totti-Menez-Vucinic non escludono Luca”
Il tridente non chiude le porte della Roma a Toni.
Veltroni: “Spero che Totti vada al Mondiale”
Alcuni passaggi dell’intervista di Walter Veltroni alla rivista Pocket: “Mi
Totti difende il domestico nella rissa
Dal Messaggero:
«Aho’, ma ch’hai fatto? Bastava un vaff… e te je meni?». Non solo capitano. Francesco Totti, un paio di giorni fa, ha cercato di far ragionare un ‘coatto’ che ha aggredito per strada il suo domestico filippino. Mario Perez, 47 anni, da tempo al servizio della famiglia Totti, stava andando a fare la spesa con la macchina in un supermercato vicino alla casa del giocatore giallorosso al Torrino Nord. Obiettivo: comprare i pannolini per uno dei ‘pupi’.
Quei Cassetti smontati agli impiegati biancocelesti
Dal Corriere dello Sera:
La solita storia dell’incudine e il martello: stavolta esultano i tifosi romanisti e a subire sono i laziali. Chi doveva onorare scommesse giura che manterrà fede alla promessa, quelli che hanno vinto si compiacciono del proprio sorriso vagamente aguzzino. La goliardia del post derby, per gran parte non cattiva e volgare, ha tenuto banco tutto il giorno in città, riscattando parzialmente lo scempio dei teppisti, scatenati dentro e fuori l’Olimpico. L’atmosfera dello sfottò ha preso vita coi giochi di parole, quei calembour in voga nei contesti giallorossi della capitale, dai bar ai mercati, nei negozi o per strada, con un comune denominatore: Cassetti. L’eroe per caso della stracittadina è stato involontario protagonista anche il giorno dopo quel destro vincente. In molti uffici, i fans biancocelesti che non hanno sfruttato come pretesto il ponte dell’Immacolata per darsi alla macchia, hanno trovato intere cassettiere smontate sulle loro scrivanie.
Roma Femminile di misura sul Torino
Seconda vittoria consecutiva per le giallorosse che dopo la goleada di Bergamo di sabato scorso battono di misura il Torino con rete di Rossella Sardu al 30° del primo tempo.
Non è stata una bella partita quella giocata dalle giallorosse al Cinecittà Bettini dove una Roma poco lucida e molto confusionaria ha faticato più del previsto per battere la squadra granata.
Primi 10’ minuti del primo tempo di studio e durante i quali la Roma cerca di prendere in mano il gioco, ma senza impensierire mai la difesa piemontese.
Con il passare dei minuti la Roma prende campo, ma crea ancora poche occasioni da gol lasciando al Torino giocate di (sola) rimessa con la numero 7 Bonasea che crea non pochi problemi alla difesa giallorossa.
Totti: “Il derby, un regalo a Ranieri, ai Sensi e ai nostri tifosi”
Francesco Totti dalle colonne del Corriere dello Sport:
Il derby non potrà mai essere per me una partita come tutte le altre. Per chi è nato in questa città e per chi ha vestito una sola maglia ed è tifoso della stessa squadra non potrà mai essere una partita normale. Probabilmente queste sensazioni le posso condividere attualmente con Daniele De Rossi e fino allo scorso anno con Alberto Aquilani. Dall’altra parte non credo che ci siano colleghi che possano vivere la stracittadina con lo stesso stato d’animo. Il derby è importante vincerlo, a prescindere da come si gioca, dall’organizzazione di gioco e dalla qualità espressa. Rimane solo il risultato finale, è quello che conta. Anche per questo è una partita diversa dalle altre.
Cassetti, l’eroe dell’Olimpico: la gioia nel derby è la terza della sua storia in giallorosso
Minuti conclusivi della prima frazione del derby capitolino numero 131 da quando il campionato italiano di serie A è passato a girone unico. Mexes, che fino a quel momento era stato uno dei migliori in campo, è costretto a chiedere la sostituzione per via di un problema al collaterale del ginocchio destro. A sostituirlo il numero 77, Marco Cassetti, inizialmente escluso dalla formazione titolare, ma protagonista del derby tutto nel segno della lupa. A dieci minuti dal termine della gara, la svolta: al minuto 77’ Vucinic crossa dal settore destro del manto erboso dell’Olimpico, e con un destro al volo l’esterno giallorosso nato a Brescia trafigge Muslera. Subito dopo il boato e l’esultanza sua e di tutto lo stadio, quello colorato di giallorosso, quello che canta e che vede avvicinarsi la vittoria numero 43 nelle stracittadine (dieci in meno quelle dei biancazzurri, 33, mentre 54 sono i pareggi). I compagni gioiscono con lui per il 157° gol della Roma (per la Lazio sono 126) in 80 anni di derby.