Julio Sergio: “J. Cesar il migliore, io paro con la testa”

 Da Il Messaggero:

«Mi chiamo Julio Sergio, Julio Sergio Bertagnoli. Sono brasiliano, ma ho anche la cittadinanza italiana. E, ne sono certo, se non fossi stato comunitario, non sarei mai venuto a giocare in Italia. Difficilmente un club spreca un posto da extracomunitario per un portiere, giusto? Invece grazie al mio passaporto italiano, quattro anni fa sono arrivato a Roma; anzi, alla Roma. E adesso, finalmente, sono un uomo felice». «Fino a pochi mesi ero soltanto un professionista esemplare, si dice così?, ma non mi divertivo. Non giocavo, quindi non mi divertivo.
Ora gioco e mi diverto. Un po’ come mi divertivo da ragazzino quando ho cominciato a giocare a pallone. Avevo sei, sette anni e, come tutti i bambini di quell’età, non stavo mai fermo e avevo sempre un pallone tra i piedi. Un giorno, però, capitai in un circolo sportivo vicino a dove lavorava mio padre, a Ribeirao Preto, la mia città, e per la prima volta vidi come si allenava un portiere. Tuffi, parate, un volo di qui, un altro di là. Avete presente quando un bambino resta con la bocca aperta per l’emozione? Ecco, quel bambino ero io. Da quel momento cominciai a fare il portiere, sotto la guida del professor Manga, il mio primo istruttore.

La Roma ha ritrovato Julio Baptista

 Da La Gazzetta dello Sport:

Voglia di calore, potenza degli abbracci. In amore come nello sport, non c’è modo migliore di esprimere emozioni – anche le più nascoste o quelle che non trovano le parole adatte – e di comunicare affetto ad una persona. Osserviamo ancora l’abbraccio tra Julio Baptista e Matteo Brighi, sabato sera, dopo il 2-0 al Palermo.
Il brasiliano ha appena segnato, il suo primo gol in campionato oltretutto, e sceglie di festeggiarlo con un abbraccio al compagno che gli ha servito il pallone a due passi dalla porta, dandogli la possibilità di entrare nella storia della partita e, forse, di riscrivere quella della sua stagione.

Panathinaikos-Roma: Claudio Ranieri e Capitan Europa puntano l’Attica. La febbre mette Totti in “ginocchio”

 Claudio Ranieri dichiara le sue mire espansionistiche, alla vigilia della partenza per Atene, dove giovedì sera la Roma affronterà il Panathinaikos, per l’andata dei sedicesimi di finale di Europa League. “Mostrate a questi greci chi sono i romani“, l’esortazione da imperatore, con la quale il tecnico ha spronato i suoi ragazzi durante l’odierna seduta di allenamento. In Attica, Claudio da San Saba dovrà fare a meno del Gladiatore Totti, rimasto a letto per via di un violento attacco febbrile, di fronte al quale anche la più flebile speranza è venuta subito a cadere. Nella giornata di ieri, Francesco si era recato a Villa Stuart per l’ennesimo controllo al ginocchio. Il Professor Mariani aveva prescritto una nuova terapia, fatta di infiltrazioni di acido ialuronico: la sostanza è utile a risolvere diversi problemi legati alla cartilagine, anche se dall’entourage di Totti fanno sapere che le iniezioni hanno il solo scopo di “lubrificare” l’articolazione. Fatto sta, l’influenza intestinale ha spazzato via anche i dubbi legati alla gestione dei fastidi di Francesco: era destino che dovesse riposare.
Di contro, prima della partenza Ranieri ha recuperato Mirko Vucinic: il montenegrino – vittima nei giorni scorsi dello stesso virus che ha steso il Capitano – stamani si è allenato con i propri compagni. Così come Mexes, che sembra essersi messo alle spalle i postumi della contusione – con annesso ematoma – rimediata contro l’Udinese in Coppa Italia. Entrambi sono stati convocati. Entrambi faranno parte dell’undici anti-Panathinaikos.

Ranieri: “De Rossi, uno che trasmette emozioni”. Montali: “Lo porterei con me ovunque”

 Presso la libreria Koob di via Luigi Poletti, è stata presentata la ristampa del libro di Tonino CagnucciDaniele De Rossi – Il mare di Roma“. All’evento hanno preso parte Gian Paolo Montali e Claudio Ranieri. Il dirigente, a margine della presentazione: “Daniele non è solo un gran calciatore ma anche un campione. Ha delle qualità morali che vanno oltre l’aspetto tecnico. Come lui ce ne sono pochi. Io me lo porterei dietro ovunque“. L’allenatore durante la conferenza: “Il libro mi è stato regalato, ma non lo ho ancora letto. Vedere Daniele che corre dietro a Okaka per festeggiare il gol con il Siena è un’immagine che ho in testa. Appena avrò tempo leggerò il libro: spero di non avere tempo ovviamente! Daniele è speciale, sa trasmettere tutte le sue emozioni al gruppo. Per un allenatore, un giocatore come lui è importante, perché trasmette passione“. Di nuovo Montali: “Ho letto il libro e sono molti i personaggi che mi hanno colpito, infatti il mio libro è pieno di orecchiette. Mi hanno colpito molto le parti in cui descrive la merenda prima della finale del Mondiale 2006, quel silenzio totale quasi assordante che avvolgeva la stanza dove si trovava la squadra, tanto che si sentiva addirittura il rumore del cucchiaino sulla tazzina.

Brozzi: “L’acido ialuronico? Nessuna controindicazione”

 Le dichiarazioni di Mario Brozzi, ex medico della Roma, alla trasmissione radiofonica “Tana Libera Tutti“:

Ci parli dell’acido ialuronico, è lo stesso che utilizzano talvolta le donne?
“Sono stostanze che hanno un peso molecolare diverso, la loro grandezza è diversa. Per quanto riguarda le articolazioni quando le cartilagini iniziano a soffrire ne viene fatto uso perchè a tutt’oggi è un problema importante. La preservazione dell’integrità della cartilagine è importante in fatto di scorribilità e di nutrimento perchè non ha vasi di nutrimento ma solo un liquido che con gli anni si va riducendo. L’acido è un aiuto in questo senso, più è alto il peso molecolare e più è alto l’effetto lubricifante. Ha quindi una duplice valenza: nutrire la cartilagine e sostenerla e proteggerla da traumi”.

De Rossi: “La fascia da capitano? Dormo bene anche senza…”

 Da Uefa.com:

L’arrivo di Claudio Ranieri a inizio novembre sembrava destinato a coincidere con una delusione. Invece l’AS Roma si è riportata in corsa su tre fronti con una prodigiosa serie di 20 partite senza sconfitte (di cui le ultime nove vinte). Daniele De Rossi, uno degli artefici della rinascita giallorossa, parla a UEFA.com dello stato di forma della squadra, di fedeltà alla bandiera e dell’arrivo del ‘nuovo Batistuta’.
Per parlare di fedeltà ai colori giallorossi non si può prescindere da Giacomo Losi, protagonista di un episodio storico nel gennaio del 1961. Mentre la Roma pareggiava 2-2 contro l’UC Sampdoria, il difensore si infortunò, decidendo tuttavia di rimanere in campo. Zoppicante, il giocatore entrò nella leggenda segnando su calcio d’angolo e regalando ai suoi la vittoria. Nonostante fosse di Soncino, vicino Milano, Losi venne soprannominato “Core de Roma”.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.