Dopogara Roma-Milan: party con Sensi, Galliani e Marra

 Da Il Messaggero:

Onomastico rossonero a casa di un romanista doc. Sabato sera, subito dopo l’attesissimo match Roma-Milan la splendida casa dalle parti del Teatro Marcello di Pippo Marra, direttore ededitore dell’AdnKronos e granitico consigliere di amministrazione dell’AS Roma,  ha ospitato la festa di Adriano Galliani, vicepresidente vicario dell’A.C. Milan. “Avversari” sportivi in tribuna all’Olimpico durante il big match seguito allo stadio da ottantamila tifosi, ma amicissimi da sempre Marra e Galliani hanno rinnovato un “rito” ospitale che si ripete da almeno quattro anni.

Carmine Fotìa: “Roma e popolo giallorosso: ecco come cambia Il Romanista”

 Il Romanista, esperienza editoriale con la particolarità di essere incentrata totalmente sulle vicende che interessano la A.S. Roma, cambia direttore. Il neo nominato Carmine Fotìa, a cui va il nostro in bocca al lupo, ha espresso a Centro Suono Sport ambizioni e aspettative scaturite dall’incarico accettato. Riferimento importante per romani e romanisti, Il Romanista è un quotidiano capace di raccontare sotto molteplici sfaccettature le “cose giallorosse” con la virtù di arrivare, nelle analisi, a focalizzare dettagli tanto oggettivi quanto significativi e offrire molteplici punti di vista.
OBIETTIVI.Cercherò, insieme a una redazione che ha vissuto momenti molto più difficili, di realizzare un giornale popolare che dia più attenzione alla squadra piuttosto che alle beghe interne. Vogliamo raccontare quello che c’è nel cuore dei tifosi. Devo dire che la Roma di questi mesi sta regalando grandi soddisfazioni: possiamo tornare in Champions, avere la stella d’argento con la conquista della Coppa Italia“.
MOTIVAZIONI. Ho accettato questo incarico con la voglia di poter rilanciare un giornale che parli della città, dello sport e della Roma. Voglio provare a suscitare interesse anche intorno agli altri sport, come il rugby e il volley: a Roma siamo tifosi a tutto tondo. Ho in mente di fare dei viaggi nella città, di arrivare nelle periferie e cercare, lì, tracce del club giallorosso. Sabato l’Olimpico faceva venire i brividi: è quello che ci interessa, non la polemica“.

Roma, senza tifosi una sola vittoria

 Da Il Romanista:

Spalletti lo ripeteva spesso: «Abbiamo bisogno dei nostri tifosi». Impossibile dargli torto. Non è una questione d’amore, non bisogna essere romanisti per dirlo. Parlano i numeri. La scorsa stagione, quando in panchina sedeva il sor Lucio, per nove volte i romanisti non sono potuti andare in trasferta: con Genoa, Juventus, Bologna, Catania, Napoli, Reggina, Atalanta, Sampdoria e Cagliari. Il risultato? Una sola vittoria. Un 3-0 al San Paolo con i gol di Mexes, Juan e Vucinic.
Il resto? Poco o nulla. Senza romanisti al seguito, nella stagione 2008/09 la Roma di Spalletti ha raggranellato complessivamente 7 punti su 27. Non è stato un problema solo romanista. Andando a confrontare i risultati delle trasferte “con tifosi” con quelle dove il Viminale ha deciso la chiusura del settore ospiti, è emerso un dato inquietante. Senza tifosi al seguito, è crollata la percentuale di risultati utili.

Totti: “Mondiali? Ci sto pensando. Avevo detto sì al Real”

 Da Il Corriere dello Sport:

Così esplicito su un suo possibile ritorno in nazionale Francesco Totti non lo era stato mai. Il capitano della Roma, intervistato dalla tv francese Canal +, questa volta si lascia andare. E rivela che ai Mondiali sudafricani ci sta pensando eccome. Certo, non nasconde che gli ostacoli sono tanti a partire dalla sua condizione fisica da qui a giugno. Ma, in pratica, lascia la decisione al ct Marcello Lippi e agli altri azzurri. «Alzare la Coppa del Mondo è stata una delle sensazioni più belle del mondo – dice Totti ricordando la magica notte di Berlino 2006 – anche perché quando alzavo la Coppa del Mondo verso i tifosi dell’Italia lo facevo perché lì c’era mio figlio Christian che allora aveva sette mesi ed era la prima volta che mi veniva a vedere e perciò ho pensato che era doveroso alzarla verso di lui.

Tabloid e tifosi inglesi contro Aquilani

 Da Il Messaggero:

«AAA… Aquilani cercasi». Oppure: «AA: Anonymous Aquilani». I tabloid britannici, si sa, sono crudeli. E ora, esaurite le storie di corna di John Terry e Ashley Cole, se la prendono con Alberto Aquilani. L’italian flop, come lo definiva ieri il Mirror. L’ex romanista è arrivato a Liverpool l’estate scorsa e ancora non è riuscito ad accendere gli animi. Prima per colpa dell’infortunio alla caviglia, che lo ha tenuto fuori dal campo fino a fine ottobre. Poi per colpa della forma non ancora ritrovata.

Roma alla finestra: l’Inter ha il fiato corto

 Da Il Messaggero:

Se l’Inter è a corto di fiato, allora, trattandosi di una squadra fisica più che tecnica, tutto è possibile. Da tempo, ormai, Mourinho tende a gestire il vantaggio, più che a incrementarlo. Un’operazione intelligente o dovuta? Contro il Genoa, la brutta partita ci poteva stare comunque: avversari di buon passo, copertissimi e motivati per via dei cinque gol presi in casa. E c’è dell’altro: i giocatori dell’Inter ricordano per certi versi i pupi siciliani. Senza il puparo restano freddi, immobili, senza vita.
Mourinho, stando a un passo, si fa sentire e vedere. E così li anima e li muove. Mourinho, da squalificato e dunque lontano, non ha il potere di dare un’anima ai suoi. La sua forza non si rintraccia nella fantasia tattica: al massimo mette attaccanti. Mourinho è unico per l’agonismo che trasmette ai giocatori, che dipendono da lui, ne hanno bisogno, quanto una macchina di Formula Uno del pilota. Il Milan è bello e lieve sugli esterni e forte e resistente al centro, dove si appresta a chiudere le azioni altrui e ad aprirle proprie.

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