Tifare Lazio no. Non ce la faccio. Alla fine ho deciso. Anche se Daniele De Rossi, alla fine di Parma-Roma, lo ha detto senza mezze misure: “Ce la farà a tifare Lazio? Sì, sì, ce la faccio“. Io non ci riesco. Spero nel pari tra biancocelesti e Inter, ovvio, ma provo a prenderla per vie traverse. Non capisco quante motivazioni possano avere – in un ambiente, quello del tifo biancoceleste, che non vuole servire lo scudetto alla Roma su un piatto d’argento perchè sarebbe un’onta incancellabile – Tommaso Rocchi e compagni a dare il massimo contro i nerazzurri. Allora, la prendo alla larga. C’è solo una possibilità perchè la Lazio recuperi – in quattr’e quattr’otto – ogni determinazione per fare bene contro gli uomini di Josè Mourinho: che l’Atalanta batta il Bologna nello scontro diretto di oggi pomeriggio. In tal caso, la classifica si accorcerebbe e le tre squadre (Bologna, Atalanta e Lazio) sarebbero comprese in tre punti. Poi, di conseguenza, se i biancocelesti non facessero nemmeno un punto contro l’Inter, avrebbero da patire fino alla fine.
Francesco Totti, nel dopo gara di Parma–Roma, ha commentato il risultato dell’incontro sul proprio sito personale: “La storia continua: anche oggi, contro i crociati del Parma, abbiamo vissuto una partita emozionante, fatta di passione e volontà di ferro. E tutti noi, il tecnico, i tifosi e la squadra, abbiamo confermato la cosa più importante: CI SIAMO. E ci saremo fino alla fine”.
La vittoria della Roma al Tardini di Parma ha confermato un lusinghiero trend che accompagna Claudio Ranieri: quello di lasciare ben poche speranze (e punti) alle squadre da lui precedentemente dirette. I bravi giornalisti amano chiamarla ‘legge dell’ex’: ferrea e spietata, spesso corroborata dal cosiddetto ‘gol dell’ex’, tra le poche regole indiscusse e indiscutibili del mondo del calcio che, per il resto, di regole ne conosce ben poche (parliamo di quelle naturali, non pensate subito male). In presenza di allenatori poco propensi a elargire doni agli ex discepoli, la norma non codificata potrebbe quindi definirsi ‘legge di Ranieri’. La quale, nella stagione in corso, ha trovato rigida applicazione. Dei 24 punti finora messi a disposizione dal calendario nella stagione 2009-2010, le ex squadre di Ranieri sono state capaci di strapparne soltanto due al loro beniamino di un tempo. Juventus, Fiorentina e (con la gara di oggi) Parma hanno lasciato sul campo tutta la dote.