Ciciretti: la scoperta di Stramaccioni

 Dal Romanista:

Quando, nell’ultima giornata della regular season 2008-09, Stramaccioni fece esordire sotto età Amato Ciciretti piazzandolo davanti alla difesa, molti storsero il naso: era un numero 10 classico, di quelli che segnavano e lanciavano i compagni, e come tutti i numeri 10 la rincorsa dell’avversario non era roba per lui. Il 10 in difesa Pochi mesi dopo, lo scorso settembre, la covata successiva degli Allievi concluse il precampionato con il Memorial Miguel Vitulano, ex bandiera del Livorno, con finale all’Armando Picchi: un cronista locale disse in cronaca che la Roma giocava con il numero dieci in difesa, senza accorgersi che era il centrocampista più arretrato, andato a coprire la fuga sulla fascia del terzino, con conseguente decentramento del centrale. Diluvio di applausi La squadra di Stramaccioni perse quella finale (2-0 proprio con la Juventus, l’avversaria che oggi le contenderà lo scudetto, alle 17 a Montepulciano, diretta Rai Sport 2) ma trovò un grande regista, robusto, mobile, ma con il mancino geniale di quando spaccava in due le difese.

Roma: il 17 giugno per continuare a scrivere la storia

 Dal Romanista:

Oggi si fa la storia. La doppia sfida scudetto che questo pomeriggio a Montepulciano vedrà impegnati Allievi e Giovanissimi Nazionali rappresenta un momento chiave per il settore giovanile giallorosso. «Questa è la dimostrazione che puntiamo sui giovani – ha detto il presidente Rosella Sensi -. Faccio un in bocca al lupo ai nostri ragazzi. A noi i giovani piace crescerli in casa e non prenderli da fuori». E non c’è dubbio che questi ragazzi siano cresciuti bene. Juventus e Milan, avversarie rispettivamente di Allievi e Giovanissimi, sono avvisate. La meglio gioventù romanista ha voglia di tirare fuori i sogni dal borsone e trasformarli in realtà. D’altra parte, oggi è il diciassette giugno. Per tutti i tifosi romanisti, questo non può essere un giorno come un altro.

Roma finale Giovanissimi, Montella: “Sto iniziando un nuovo percorso”

 Dalla Gazzetta dello Sport:

Nove anni tondi. Non un giorno di più nè uno in meno: 17/6/2001-17/6/2009. Dallo scudetto in un Olimpico in delirio alla finale Giovanissimi, oggi, a Montepulciano. Montella si racconta, chiedendo «...un profilo basso. Niente titoloni, sto solo iniziando un nuovo percorso». A cuore aperto parlando di Adriano e Guardiola, di giubbini sgargianti e quel pregio (che odia) di Capello. Dei colloqui tempestosi con Franco Sensi e dei ragazzini avversari che gli volano sotto il naso in «aeroplanino». Nove anni precisi, cosa c’è in mezzo nella vita di Montella? «Maturità, esperienza, serenità e Londra: mi ha aperto la mente».
Passaggio da calciatore a tecnico. Quando la scintilla? «In panchina, facendo la riserva. Non persi tempo e mi divertii a leggere le mosse degli allenatori. Soprattutto con Spalletti ma anche con Capello, sebbene allora mi…divertissi meno».
Don Fabio le ha insegnato qualcosa? «Ha un pregio: pretende il meglio dal club, anche spingendo a comprare i due migliori per ruolo sapendo di usarne solo uno. Gli altri, invece, preferiscono non scontentare nessuno e lo spogliatoio è salvo».
Quella vigilia del 2001 e quella di oggi? «Nel 2001 pensavamo di vincere prima lo scudetto e subentrò l’ansia. Durarono un mese quei sette giorni. Ci frequentammo molto anche con cene a casa mia.

Ecco come si diventa John Arne Riise

 Dal Romanista:

Come si diventa John Arne Riise? Come si diventa Campioni d’Europa (con il Liverpool), mastini di difesa, romanisti giallorosci, vichingi con licenza di segnare? Attraccata la nave in una rada di Kragerø, estremo Sud della Norvegia, John Arne ha posato l’elmo, si è spogliato della pesante corazza ed è salito in cattedra. Lo scorso weekend ha insegnato calcio a 150 ragazzi. La maggior parte norvegesi, ma più di qualcuno è venuto dalla vicina Scozia. «Questo sì che è calcio!», commenta soddisfatto il terzino La “John Arne Riise Fotball skole“, la Jarf, la scuola calcio del nostro mastice norvegese, è nata nel 2007.

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