Ecco la lista dei convocati per la partita con la Fiorentina:
1 BOGDAN LOBONT
2 CICERO JOAO DE CESARE (CICINHO)
3 PAOLO CASTELLINI
5 PHILIPPE MEXES
8 RIBEIRO LEITE ADRIANO
9 MIRKO VUCINIC
Ecco le parole di Ranieri in conferenza stampa:
Ripartire – A Brescia ci eravamo ritrovati, ma dobbiamo continuare.
Tridente – Non escludo mai nulla. Io dico che per giocare con tre attaccanti tutti devono correre. Non si vince con più attaccanti. Tutti devono dare il loro.
Greco – Ho piena fiducia nel ragazzo.
Il momento – Il difficile è sempre fare i 3 punti. Bisogna avere sempre la massima umiltà, compatti e continuare su questa strada.
Dal sito lasignoraingiallorosso.it:
La Roma, anche questa mattina, si ritrova sui campi di Trigoria per preparare la sfida di domani sera con la Fiorentina. Juan, Taddei, Pizzaro, Okaka e Vucinic non sono in campo.
Ore 10.50: I giocatori scendono in campo per il riscaldamento sul Campo B.
Ore 11.00: I giocatori svolgono allunghi e scatti. Successivamente si dedica ad esercizi di tecnica individuale.
E ora, sotto a chi tocca. Messa da parte la goduriosa vittoria nel derby, la Roma e i suoi tifosi si preparano per il prossimo trittico di partite: Fiorentina, Juventus e Bayern Monaco. Per il match di domani sera contro i viola, nel secondo appuntamento infrasettimanale del campionato, sono stati venduti circa 8000 tagliandi, un dato quasi in linea con le precedenti apparizioni casalinghe ma che, con ogni probabilità, dovrà fare i conti con i postumi della sbronza stracittadina. La Sud potrebbe andare esaurita oggi.
Il bello di vincere il derby e che il giorno dopo, quando ci si risveglia, bastano due o tre secondi per ricominciare a sorridere. Succede a tutti i romanisti, figuratevi a Mister derby, alias Claudio Ranieri. Ovvero all’allenatore che con la Lazio non perde da 13 anni. A quello stesso tecnico che, da quando siede sulla panchina giallorossa, la stracittadina l’ha sempre vinta. Tre su tre. Roba da record, roba che non succedeva da 50 anni. Tre successi bellissimi. Come per i figli, non si può dire a quale si vuole più bene. Ma questo ha un sapore particolare, perché viene dopo mesi di critiche feroci al suo gioco, alle sue scelte.
Difficile dire al momento se sarà l’uomo delle rimonte, anche se i precenti vanno tutti in questo senso. Di certo Ranieri a Roma è l’uomo del derby, partita che finora non ha mai sbagliato. Terzo successo in altrettante stracittadine che lo cementano, qualora ce ne fosse stato bisogno, sulla panchina giallorossa. È il paradosso di Roma, una città nella quale solo un paio di settimane fa era partito il toto-allenatore, erano spuntati (nemmeno troppo a caso) i nomi di Lippi prima e Leonardo poi: ballotaggi su misura portati a spingere lontano l’allenatore in carica e aprire l’ennesima crisi irreversibile (scena purtroppo già vista).
Dal Romanista: Nemmeno il tempo di godersi la vittoria nel
Nel day after di un giorno da pennuto, la rabbia dei laziali riempie l’etere. L’entusiasmo e la spavalderia che aveva accompagnato la squadra di Reja durante tutta la scorsa settimana ha lasciato il posto alla frustrazione di aver preso la terza legnata consecutiva nella stracittadina. La lunga 24 ore di “rosicamento” radiofonico comincia prestissimo con “Artibar”, il programma d’informazione di Emanuele Artibani in onda su “Teleradiostereo”. Lo speaker, di chiara e acclamata fede biancoceleste, a differenza di tanti suoi colleghi, accetta con grande ironia lo sfottò dei tifosi romanisti. Prese in giro che si materializzano sotto forma di sms, letti senza filtro e col rispetto di chi sa che, pure stavolta, deve recitare il ruolo dell’incudine.
«Sto vivendo un sogno». Banale, ma vero. Del resto che cosa può pensare il lunedì dopo l’esordio con gol in Champions e il suo primo derby giocato e vinto, un romano di 24 anni? Leandro Greco detto “Il Giovane”, nato a San Basilio, romano e romanista dalla nascita non può vivere altro che un sogno. Fino a sette giorni fa era un semi sconosciuto.
Se il derby degli striscioni, tra nuove normative e poca inventiva, sembra oramai esser passato di moda allo stadio, fortunatamente alla città rimane quello radiofonico. Nel variegato etere romano, il day-after della stracittadina non perde il suo fascino tra sfottò e prese in giro. Si parte di buon’ora sulle frequenze di Rete Sport dove la colonna sonora, piuttosto che “Grazie Roma” o “Roma Capoccia” di Venditti è “Vorrei avere il becco” di Povia.
Una vendetta contro i quattro gatti e poi sul divano per il derby. Quello di due giorni fa è stato un pomeriggio speciale: gol decisivo e fuga a casa per vedere Lazio-Roma. Risultato: due partite vinte in poche ore, il record è di Alessio Cerci. Per spiegarla meglio si deve tornare a domenica scorsa. Fiorentina-Chievo si gioca all’ora di pranzo, Cerci parte in panchina e va in campo al 28′ del secondo tempo: in venti minuti segna il gol-vittoria e colpisce un incrocio. Alla fine dirà: «Ho sentito i fischi quando sono entrato, ma non mi faccio spaventare da quattro gatti».
Dal Romanista: Ma secondo voi cosa poteva fare un Riise
Dal Romanista: Il derby se lo è visto in panchina,
Il primo maggio del 2005 Mirko Vucinic era un centravanti di belle speranze con la passione del wrestling: festeggiò i tre gol alla Lazio con il gesto del taglia gole, come faceva il suo lottatore preferito. Sessantasei mesi dopo Mirko Vucinic segna il suo quarto gol nel derby e getta via la maglia della Roma, ma soltanto per con dividere con il mondo, come in un social network di vita vera, la sua gioia più grande: la nascita di Aleksandar, il figlio nato la scorsa settimana. In questi due momenti di felicità da gol, di umana espressione di benessere, c’è la maturazione di un giocatore importante.