Montali: “Ranieri? Lasciamo stare”

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Dal Romanista:

Due settimane di addio e due interviste. E mille polemiche. Dopo l’intervista “soft” di Ranieri al Tg1 di sabato scorso, due giorni fa le parole dell’ex allenatore a L’Espresso hanno suscitato più di qualche perplessità. I tifosi ne parlano, le radio idem, a Trigoria, più di qualcuno, non ha preso bene le dichiarazioni di quello che, parole sue, si definiva «fortunato per avere la possibilità di allenare un gruppo meraviglioso». Al termine di Lecce-Roma Gian Paolo Montali le ha così commentate: «Le dichiarazioni di Ranieri? Quali, visto che ne fa una al giorno? Noi vorremmo commentare tante cose, ma non lo facciamo per una questione di stile. Meglio non fare polemiche e avere un atteggiamento distaccato. Comunque – ha aggiunto – non ci riconosciamo nelle parole dette da Ranieri, anche se capiamo la sua amarezza perché voleva coronare un sogno con questa squadra. Lui ha detto di aver vissuto un anno fortunato, ma non è cambiato nulla rispetto a prima. C’erano la stessa squadra e la stessa società».
Sacrosante le parole di De Rossi: «Sappiamo che se ne parla, ma non è il momento di commentare. Abbiamo una partita troppo importante martedì». Ranieri, che non è in Italia, è stato avvertito da persone di sua fiducia del clamore suscitato dalle sue parole e ieri, all’AdnKronos, ha precisato il suo pensiero: «Quello che conta ora è sostenere la Roma e i suoi giocatori simbolo, Totti e De Rossi. Ho sempre detto quello che penso – ha aggiunto – la sincerità verso me stesso e verso gli altri è il tratto principale della mia vita, sia nella carriera sportiva che in privato. Non credo di aver detto queste grandi verità, i tifosi attenti, secondo me sapevano già tutto. Quello che conta ora è sostenere la Roma in questo particolare momento».
Ranieri è poi tornato a parlare delle sue dimissioni, arrivate dopo la sconfitta (4-3) di Genova: «Ricordo – ha spiegato – che sono andato via per dare una scossa positiva alla squadra, assumendomi anche le responsabilità dei miei errori. Credo che sia fondamentale per la piazza sostenere i giocatori simbolo come Totti e De Rossi, che da romani come me soffrono doppiamente e sentono di più la responsabilità di portare questa maglia». Ranieri ha allenato altre squadre in Italia, in Inghilterra e Spagna, ma il periodo vissuto alla Roma è stato il più importante della sua lunga carriera. Almeno a leggere come conclude la sua dichiarazione all’AdnKronos: «Ho allenato in Italia e all’estero, ma i mesi vissuti a Trigoria resteranno sempre il momento più importante della mia carriera, sono romano e sarò sempre romanista».
Tra le persone che hanno risposto a Ranieri c’è anche il procuratore di Borriello: «Quando era l’allenatore della Roma, Marco si è sempre messo a disposizione della squadra. E’ normale che ci sia rimasto male quando non è stato impiegato, ma non è successo nulla di trascendentale. I loro rapporti erano normali».


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