Mercato Roma: De Rossi vuole garanzie. Il Real offre Higuain o Kakà

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Mercato Roma: Daniele De Rossi ha espresso le sue condizioni per rimanere a Trigoria a vita.

Un contratto a vita, garanzie tecniche e la permanenza di papà Alberto a Trigoria. Sono queste le richieste fatte da De Rossi a DiBenedetto per restare ancora in maglia giallorossa. Gli americani hanno preso tempo e hanno dato mandato a Sabatini di incontrare nel corso della prossima settimana Berti, procuratore di De Rossi, per far conoscere le loro intenzioni. Intorno alla cessione di De Rossi ruota l’intero mercato della Roma. Il centrocampista ha il contratto in scadenza fra 13 mesi e ha dovuto bussare personalmente alla porta della nuova dirigenza per ottenere un incontro. Un segnale di mancata riconoscenza che Daniele non si aspettava e che ha attirato come api al miele diverse squadre: City, Bayern, Chelsea ma soprattutto Real sono pronte con offerte da 6-7 milioni a stagione che la Roma dovrà almeno avvicinare (oggi De Rossi guadagna meno di 4 milioni).
Le Merengues, nonostante l’infastidita smentita di Bronzetti («Al Real non interessa De Rossi e lo scambio con Kakà è solo una barzelletta»), hanno messo il centrocampista in cima alla lista della spesa. Mourinho lo ha già contattato ed è disposto a privarsi di uno tra Higuain e Kakà. Il padre del brasiliano si trova in Italia e sta ascoltando alcuni interlocutori: Roma e Milan su tutti. De Rossi permettendo, ovviamente. Il centrocampista non ha mai nascosto il suo amore per Roma e per la Roma, tanto che negli ultimi giorni ha comprato un attico a Campo De’ Fiori.
Oltre al rinnovo personale, però, il centrocampista si aspetta quello del padre, Alberto, alla guida della Primavera. Il contratto del tecnico scade fra tre mesi e intorno alla panchina aleggiano i nomi di Rocca e Stramaccioni. L’eventuale allontanamento di De Rossi senior (che cura insieme a Sergio Berti gli interessi del figlio) porterebbe anche quello di Daniele. Che, al contempo, chiederà a DiBenedetto anche garanzie tecniche. La Roma, infatti, dovrà primeggiare in Europa e lui dovrà essere uno degli elementi cardine. Una situazione che ricorda quella di Totti nel ‘99: anche all’epoca c’era il Real che bramava e il capitano chiese a Franco Sensi tre campioni. Totti fu accontentato (arrivarono Emerson, Samuel e Batistuta). Ora la palla passa agli americani.


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