Menez incorona Xavi e Iniesta

di Redazione Commenta


 Dal Romanista:

«Intensità». E’ questa la parola magica che può trasformare una stagione “normale” in una stagione straordinaria. Jeremy Menez ne è convinto. Perché la Roma di quest’anno è più forte di quella che è arrivata a un soffio dall’Inter. Perché sono arrivati Borriello, Adriano e Simplicio. E perché Ranieri ha potuto contare fin dall’inizio sulla classe di Jeremy Menez. Quello vero, ovvero un potenziale fuoriclasse. Uno che può diventare una stella assoluta, da Pallone d’Oro («per quello di quest’anno dico Xavi o Iniesta. Loro due per me sono stati i migliori in assoluto»). Insomma un giocatore diverso da quello abulico del primo anno e pure da quello discontinuo del campionato 2009-2010. Jerry ha raccontato il suo momento e quello della squadra alla rivista ufficiale della Roma, spiegando la sua metamorfosi: «Io sto molto bene adesso. Rispetto a due anni fa, quando ero appena arrivato qui a Roma, sono cresciuto molto. Non solo come giocatore, ma anche come uomo. E credo che la maturità che sto acquisendo giorno dopo giorno si rifletta poi positivamente anche sul campo di gioco». Una crescita evidente. E più Jeremy migliora, più aumentano i sorrisi sul quel volto che nei primi giorni romani sembrava essere perennemente serio. Non necessariamente triste, magari semplicemente timido.


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