Totti: “Spero vengano confermati tutti i romanisti nella Roma. Voglio vincere un trofeo internazionale”

di AdrianoS Commenta

Francesco Totti parla (o meglio, scrive) al Corriere dello Sport per commentare le vicende di questi giorni di grande cambiamento in casa Roma, e anche per difendere, chiedere rispetto, per tutti i romanisti che lavorano per il club giallorosso. Comunica anche la sua volontà di vincere un trofeo importante. Ecco il testo della lettera di Francesco Totti:

Si è chiusa una stagione e se ne sta per aprire un’altra, con una nuova società, una nuova proprietà, un nuovo allenatore e nuovi dirigenti. Negli anni passati con la vecchia gestione si è vinto uno scudetto ­proprio qualche giorno fa ne abbiamo fe­steggiato il decennale – abbiamo vinto altri titoli nazionali, due Coppe Italia e due Su­percoppe e per un periodo abbiamo tentato di proporre un nuovo modo di fare calcio in Europa.
Nel campionato italiano spesso, e questo è accaduto fino allo scorso anno, ab­biamo sfiorato un altro titolo e tenuto testa all’Inter fino alla fine. Per arrivare a vince­re servono tante componenti, una giusta mi­scela tra campioni, forza della società, di­sponibilità economiche, struttura di gioco e anche la fortuna, che non guasta mai. Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di in­contrare il nuovo allenatore, Luis Enrique. La mia conoscenza del tecnico spagnolo era fino alla scorsa settimana fa solo quella re­lativa al campo. E’ stato un grande calciato­re al Barcellona, club prestigiosissimo nel quale ha cominciato anche la carriera di al­lenatore ed è stato nostro avversario anche in una edizione della Champions League.
Lo ricordo come un calciatore dalla forte per­sonalità e questo mi è sembrato di cogliere anche nei pochi minuti durante i quali ci siamo intrattenuti: ho avuto l’impressione di una persona determinata e carismatica. Dal punto di vista tecnico non posso ancora esprimere giudizi, perchè a me piace prima constatare di persona e poi trarre le mie conclusioni. Sicuramente intorno a noi ci sa­rà tanto entusiasmo e soprattutto tanta vo­glia di fare bene per riuscire a riportare al­lo stadio i nostri tifosi, che sono la nostra forza, il nostro dodicesimo uomo in campo. Chi tifa Roma ha caratteristiche umane e caratteriali diverse dagli altri appassionati di calcio e questo ce lo conferma la nostra storia in tutte le componenti societarie: cal­ciatori, allenatore e dirigenti. Spero che con la nuova proprietà la nostra identità di ro­mani e romanisti non si smarrisca mai e il suo immenso valore non si disperda. Soprat­tutto chi occupa posti di responsabilità a qualsiasi livello della nostra società dovrà comunque avere un senso di appartenenza e un amore profondo per questa maglia.
Dall’incontro che ho avuto con i dirigenti sono stato informato del fatto che stanno la­vorando per portare a Roma giocatori im­portanti nell’ambito di un progetto ambizio­so. Sinceramente sto leggendo come voi, at­traverso i giornali o internet, tutte le notizie di mercato. Quando torno mi dovrò preoc­cupare di giocare e di mettermi a disposi­zione del nuovo allenatore, per cercare di fare del mio meglio. A livello personale mi aspetto nei prossimi anni di vincere qualco­sa di importante, a cominciare da un trofeo internazionale che ancora manca nella mia bacheca. Sono sicuro che le mie aspettative siano le stesse dei tifosi. Il calcio è diverti­mento, ma è anche voglia di vincere. Da quello che leggo avremo uno staff dirigen­ziale competente in tutti i settori, a capo dei quali ci saranno persone che si assumeran­no le loro totali responsabilità. Noi dovre­mo pensare solo a giocare e fare bene sul campo.
Tra poco finirà la mia prima parte di va­canza. Quando tornerò in Italia capirò me­glio i numerosi cambiamenti che sono in at­to alla Roma. Anche perchè alla fine i prin­cipali attori siamo noi calciatori, siamo noi quelli che vanno in campo e spesso determi­nano i risultati. Spero solo che i valori espressi in questi anni da persone che han­no contribuito con il loro apporto professio­nale a mantenere la Roma nell’elìte del cal­cio italiano non sia azzerato. Soprattutto mi auguro che a chi è nato romanista e ha dato tanto a questa società gli sia sempre ricono­sciuto il rispetto che merita. Che è quello che ho chiesto io. Essere rispettato. Per quello che sono stato, che sono e che sarò e che ho sempre rappresentato nella Roma. Rispetto e sincerità dovranno accompagna­re tutte le scelte che si faranno nei confron­ti di persone che hanno messo a disposizio­ne la loro professionalità nella Roma.

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