Gilardino avverte Toni: “Voglio il Mondiale da titolare”

di A.B. Commenta


Alberto Gilardino, in realtà, Fiorentina-Roma non vede l’ora di giocarla. Non solo perchè l’ultimo ricordo è senza dubbio positivo (la vittoria dello scorso nno per 4-1 con tanto di doppietta per il bomber ex Milan) ma anche per mettere in chiaro con la concorrenza ogni tipo di gerarchia: perchè l’Azzurro fa gola a tutti e la Nazionale è, specie con il Mondiale alle porte, il non plus ultra degli obiettivi. Fare gol alla Roma significherebbe, in un colpo solo, lanciare un messaggio agli italiani, a Marcello Lippi, a Luca Toni (l’attaccante che proprio Gilardino ha dovuto rimpiazzare dopo la cessione di Toni al Bayern Monaco). E, ovviamente, aiutare la Fiorentina a portare avanti la rimonta verso il quarto posto. Dalle pagine de Il Messaggero:
Caro Luca, non mi spaventi. Alberto Gilardino lo dice con il sorriso ma con gli occhi del leone. Niente sfida nella sfida con Toni domani, ma una tensione lunga mesi quella che si prospetta nella marcia che porta al Mondiale.
“E’ normale che Luca punti ad un posto in azzurro e ad un ruolo da protagonista, con lui ho un ottimo rapporto e come lui ho segnato sedici reti in Nazionale. Ma non mi spaventa”. Chiaro il messaggio, dunque: Gilardino sogna e vuole un posto da titolare in Sudafrica.
“In questi mesi farò il massimo con la Fiorentina e poi è normale che ambisca ad un ruolo da protagonista al Mondiale”.
Sulla sua strada, però, anche Amauri e c’è sempre il caso Cassano, piombato con forza anche a Firenze.


“Due casi di cui non voglio parlare, sono state spese sin troppe parole e non sta a me scegliere. Certo è che Antonio ci avrebbe dato un grande aiuto qui a Firenze, con lui ho giocato nelle varie Under e so di che pasta è fatto”.
A proposito di casi spinosi: Buffon ha speso parole importanti sui possibili ritorni in azzurro di Nesta e Totti.
“Ripeto: non sta al sottoscritto decidere, ma è chiaro che mi farebbe piacere se fossero dei nostri in Sudafrica, se ci aiutassero a vincere ancora”.
Lippi ha detto di volere l’Inghilterra di Capello in finale…
“A me basta tornarci, in finale… Il Brasile sarà la squadra da battere, gli inglesi sono tosti. L’Italia non è da meno, siamo molto equilibrati, ce la vogliamo giocare sino alla fine”.
Torniamo a Toni: domani niente sfida nella sfida in campionato ma dal suo ritorno, e dall’avvento di Ranieri, la Roma ha cambiato volto e marcia.
“Dopo il cambio di tecnico hanno inanellato una serie positiva di risultati, adesso sono in forma e stanno meglio fisicamente. Sarà una partita combattuta, dalla nostra abbiamo il Franchi che in certe occasioni non tradisce mai; certo è che la Roma, è il club più in palla della Serie A, ma siamo pronti e carichi per giocarcela”.
Tanto da poter ambire allo scudetto…?
“Credo che l’Inter sia ancora superiore, è davvero una corazzata, poi la rosa ampia le permette di affrontare al meglio i più impegni. La Roma se la giocherà per il secondo e terzo posto, per il quarto invece siamo in tante. C’è la Juventus, che sta attraversando un’annata particolare, ci sono due squadre come Genoa e Napoli che non molleranno sino alla fine e c’è anche la Fiorentina”.
Per tornare in Champions, serviranno anche i suoi gol: Gilardino, spiace ricordarglielo, ma non segna tra Serie A e Coppa Italia da 570 minuti più recuperi.
“A volte capitano dei periodi così, ma ora sto bene, sto riprendendo la forma migliore, settimane di flessione sono normali nella carriera di un calciatore. L’importante, però, è che la Fiorentina torni a vincere. Davanti Keirrison ci darà una mano e poi è tornato Jovetic, che avrà l’opportunità di mettere in mostra tutte le sue grandi qualità”.
Anche perché Mutu è out per il caso sibutramina.
“Ha commesso un’ingenuità, ma la squadra gli è vicina. Senza di lui abbiamo comunque fatto bene con Cagliari ed Inter, anche nello scorso campionato abbiamo vinto molte gare, dimostrando di esser capaci di sopperire alla sua assenza. Spero che il tutto si risolva al più presto, con una pena bassa”.
A Firenze, intanto, è arrivata una nidiata di baby talenti.
“Sono giovani, ma proprio per questo è necessario aspettarli, senza troppe pressioni. Per vincere nell’immediato, è chiaro, serve un altro tipo di giocatori, ma la cultura della società è quella di avere un progetto a lungo termine che mi auguro possa davvero avverarsi. Da qui a giugno, con loro, cercheremo di portare a termine ogni obiettivo, Prandelli saprà crescerli al meglio”.
Tra un po’ sarà di nuovo tempo di Champions League, dove avete stupito tutti eliminando il Liverpool.
“Il gol del 2-1 ad Anfield, che ci ha dato il primato nel girone, è stato una gioia immensa, il punto più alto di quest’annata. Ora affronteremo il Bayern, sfida dura ma piena di stimoli, non vedo l’ora di giocarla”.
Una curiosità: chiamerà per caso il suo amico-avversario Toni per saperne di più?
“Li vedo sempre in tv, hanno campioni stellari come Ribery e Robben ed ora sono in grande forma. Però… Un consiglio da chi li conosce bene non si può rifiutare”.


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