De Rossi, grinta da nazionale

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Dal Romanista:

Al momento dell´inno è tra quelli che lo cantano con più convinzione. Certo, non fa notizia,  perché Daniele è così. E quando c´è di mezzo l´azzurro – anche se è cosa diversa dai colori giallorossi – la voglia è  sempre la stessa. Quella di chi l´orgoglio di indossare quelle due maglie lo sente forse più di chiunque altro. E non  è un caso se proprio lui è il giocatore che, tra quelli della Roma, conta più presenze in nazionale. Una  prestazione, la sua, ieri sera, che contro un´Irlanda che poteva anche essere battuta da un´Italia ancora in  costruzione, l´ha visto comunque tra quelli che non hanno demeritato. È lui a mettere ordine a metà campo ma  anche a recuperare palle importanti, soprattutto nella ripresa. Quando prende palla e si guarda intorno, alla ricerca  el passaggio per il compagno più vicino o dell´apertura di gioco per quello più lontano, lo fa, come  sempre, a testa alta. Sarà per quel 5 che porta sulle spalle, e che ricorda tanto quello di un certo Paulo Roberto, le  sue movenze non erano poi così dissimili, sia quando partiva dalla propria area che quando occupava la  posizione in mezzo al campo. Potrà sbagliare anche un paio di interventi, Daniele. Gli succede nei minuti iniziali: un  appoggio errato, che finisce sui piedi di un avversario, e un lancio troppo lungo, che si perde sul fondo. Poca cosa. 

Che sia concentrato lo si vede col passare dei minuti, quando guadagna terreno e cresce anche la sua intensità di gioco. Non sbaglia infatti più nulla. O quasi. In quel centrocampo a tre dalla composizione inedita, con Andrea Pirlo, l´amico di sempre, e Mauri (almeno finché resta in campo), con cui forma la “strana coppia” voluta  da Prandelli. C´è lo zampino di DE ROSSI in tante azioni degli azzurri intorno alla metà del primo tempo. E c´è  ancora lui nei minuti che precedono l´intervallo. Nel bene come nel  “male”. Non può certo tagliarselo quel braccio che gli fa commettere fallo di mano, naturalmente involontario. Non ha  difficoltà ad ammetterlo, Daniele, di aver toccato la palla mentre si stava girando per proteggersi. Ed è così  convincente, che lo stesso Craigan sembra annuire. Passano cinque minuti e DE ROSSI è lì, nell´area avversaria, a calciare di destro una palla che gli serve Cassano. Un colpo secco, che andrebbe dritto in porta se non ci si mettesse  di mezzo Davis. Nel secondo tempo è ancora lui. Che, come sempre, non ci sta, a lasciare punti sul campo.  E se alla squadra proprio non riesce di trovare il gol, Daniele è tra quelli che ci credono più di tutti. Fino all´ultimo.  Finisce 0-0. Ma con la Serbia ci si riprova. Lui per primo. 


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