Menez, basta broncio. Roma ti vuole solare

 Da Il Corriere dello Sport:

Sbaglia anche Arséne Wenger. Sì, il santone dell’Arsenal, uno dei più bravi tecnici al mondo, il più bravo in assoluto per capire prima degli altri in chi sia nascosto il talento del calcio. Era arrivato in anticipo pure su Jeremy Menez, il parigino che sabato sera ha illuminato l’Olimpico con giocate che voi umani non potete capire. In Francia, peraltro, questa faccia un po’ così, aveva già l’etichetta del predestinato, stella di tutte le nazionali giovanili, capace di far sedere in panchina un certo Benzema, paragoni che possono pesare, la nuova luce di un calcio francese che non poteva non pagare dazio all’adieu di Zinedine Zidane. Che Wenger fosse arrivato prima, lo aveva scoperto con largo anticipo proprio la Roma quando cominciò a seguire con crescente interesse il ragazzo francese che deliziava i pochi intimi del Principato di Monaco.

Toni, Vucinic, Menez. Poi Totti. Ranieri con quattro rondini a primavera

 Bologna, poi l’Inter all’Olimpico. La primavera della Roma inizia con un balzo di due gradi. Pronti via e il Milan s’avvicina a -3, i nerazzurri a -4. Sono i verdetti della 29a di campionato: la tripletta di Mirko Vucinic e un Jeremy Menez formato “Fenomeno” hanno fruttato ai giallorossi qualcosa in più dei tre punti. In un Olimpico immeritatamente mezzo vuoto, il gruppo di Claudio Ranieri si è compattato intorno a tre problemoni mica da ridere (De Rossi, Pizarro e Taddei squalificati) riuscendo a gestire nel modo migliore una partita utile al testaccino per zittire critici, scettici e superficiali.
SASSOLINI. Ha preso la scarpa, Ranieri, e dopo essersela tolta ha cominciato a sfilare un sasso per volta. Che il pareggio di Livorno fosse stato un sollievo per l’allenatore capitolino, finalmente sollevato dal peso di lottare per lo scudetto: qualcuno l’ha detto. E lui ha replicato, con un capolavoro di tattica, psicologia, carattere. E’ riuscito a controbattere in una sera, una risposta alla volta. Primo: una Roma capace di andare in vantaggio per 2-0 è una squadra che ha voglia di vincere. Secondo: una squadra abile a vanificare un momento di appannamento (nel quale l’Udinese s’era pure portata sul pari) con una pronta reazione, è una squadra che sa vincere. Terzo (buttato lì): “Lo dicessero a Milan e Inter, a questo punto, che giocano con la paura di perdere“, potrebbe aver pensato Ranieri nel tardo pomeriggio domenicale.

Roma-Inter: info e prezzi biglietti

Il sito ufficiale della Roma rende note modalità e info realtive ai biglietti in vendita per la gara Roma-Inter, in programma sabato 27 marzo allo stadio Olimpico. Ecco i dettagli:

GARA A.S. ROMA – F.C. INTERNAZIONALE DEL 27 MARZO 2010 – ORE 18
PREVENDITA BIGLIETTI: dalle ore 15.00 di lunedì 22 marzo 2010 alle ore 17.00 di sabato 27 marzo 2010 (A.S. Roma Store) alle ore 18.00 di sabato 27 marzo 2010 (Ricevitorie L.I.S. e Gran Teatro).
Settore “Curva Sud” esaurito in abbonamento.
Potranno essere acquistati massimo quattro biglietti a persona.
E’ obbligatorio presentare un valido documento d’identità per ogni intestatario di ciascun titolo.

Rivoluzione Juve: Mexes e Fabregas

Da Tuttosport:

Alla fine sarà rivoluzione perché dopo una stagione come questa bisogna ricominciare da capo. Anche se ci sono le basi su cui ricostruire e consegnare al nuovo tecnico (a questo punto è difficile, quasi impossibile, che a Zaccheroni venga prolungato il contratto) una formazione degna dei tifosi bianconeri che stanno vivendo un incubo. La speranza è quella di ottenere, almeno, il quarto posto per poi dimenticare il passato e ricostruire il futuro da queste macerie.
CHI ARRIVA – Il sogno Fabregas. La Proprietà metterà a disposizione dei dirigenti un’altra cifra consistente per costruire una squadra finalmente ambiziosa.

FenoMenez, diamante purissimo

 Jeremy Menez torna a fare FenoMenez e a prendere per mano i compagni nel corso della gara contro l’Udinese. Claudio Ranieri ha detto di avere tra le mani un diamante, il francese – stavolta – ha ricambiato eccome. Da Il Messaggero:

Quando gioca così, e la cosa non ha ancora la frequenza che tutti, forse lui per primo, vorrebbero rintracciare, da solo vale il prezzo del biglietto. E, probabilmente, vale anche i (tanti) soldi che la Roma ha speso due estati fa per prenderlo dal Monaco. Quando gioca così, cioè in maniera devastante, quasi irridendo gli avversari, Jeremy Menez appare davvero un fuoriclasse o giù di lì. Lui il pallone lo accarezza, lo tratta bene, non lo prende a calci. Lo gioca con una classe nettamente, e di tanto, superiore alla media. Lui ricama calcio, in mezzo al campo. Gioca di fioretto, non di sciabola ma tanto gli basta per superare, annullandolo, l’avversario. Non è “cattivo”, ma palla al piede infierisce sugli avversari. Contro l’Udinese, titolare per la seconda gara di fila, ha costretto i tifosi della Roma a spellarsi le mani per applaudire i suoi numeri. «Gli faccio i complimenti, ha giocato alla grande a livello individuale e anche a favore del collettivo», ha detto Francesco Totti, che l’ha ammirato dalla tribuna.

La Roma che sa vincere

 Da La Repubblica:

Ha sofferto la Roma, e ha tremato per l’eventualità di un ennesimo pareggio — il quarto consecutivo — di fronte a una Udinese in grande spolvero. Ma alla fine ha ritrovato il sapore della vittoria. Prima segna Toni, al 15° del primo tempo, seguito da Vucinic. Ma Di Natale accorcia la distanza e poi trova il pareggio: 2-2. Ma alla fine sarà 4-2, nella notte dell’Olimpico, grazie alla tripletta di Vucinic. Con il centrocampo decimato dalle assenze, la Roma ha saputo tenere duro fino all’ultimo, sewnza concedere sconti. E soprattutto, Ranieri può registrarela grande prestazione di Menez che è arrivato più volte vicino al gol, con azioni da vero campione. Niente soste, il campionato non concede pause. Dopo la gara di ieri sera, la Roma torna subito in campo per preparare la trasferta di Bologna. Turno infrasettimanale, mercoledì sera, settore ospiti chiuso. Ranieri già stamat-tina farà l’appello a Trigoria, richiamando il gruppo alla massima concentrazione. Mercoledì il Bologna, come detto, sabato (ore 18) niente meno che l’Inter, big match da giocare all’Olimpico.

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