Decennale UTR alla Sapienza, Montali: “Qualcuno volò sul nido del cuculo…”

 In occasione del decennale dell’UTR (Unione Tifosi Romanisti), all’Università La Sapienza di Roma si è svolto il seminario “Storia della A.S. Roma: leggende, aneddoti e curiosità“. All’evento ha preso parte Gian Paolo Montali. Presenti (oltre al presidente dell’UTR Fabrizio Grassetti) anche Antonello Venditti, Claudio Amendola, Giacomo Losi, Amedeo Amadei ed Ettore Viola, figlio dell’indimenticato presidente della Roma.

Le dichiarazioni di Montali:

Sono il penultimo arrivato. L’ultimo è Toni. Dopo aver deciso di abbandonare la mia precedente professione ho deciso di venire alla Roma, per i tifosi prima di tutto. L’Olimpico mi emoziona tantissimo, con la bella cornice di pubblico e l’inno di Venditti in sottofondo.

Sensi, Totti e Ranieri alla Cattolica per “La Cellula e il Tessuto, il Solista e il gioco di Squadra“

 Presso l’Aula Gemelli dell’Università Cattolica di Roma va in scena l’incontro dal titolo “La Cellula e il Tessuto, il Solista e il gioco di Squadra“, organizzato dagli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Francesco Totti, Rosella Sensi e Claudio Ranieri sono presenti all’evento. Con loro anche la signora Maria Sensi, Cristina Mazzoleni e Pippo Marra.

Claudio Ranieri ai cronisti presenti (intuibile il riferimento a Totti):

Doppia seduta di allenamento? No, la squadra si allena solo stamattina. Oggi pomeriggio si allena uno solo…”.

Le dichiarazioni di Rosella Sensi:

Per me è un onore essere qui, abbiamo scelto questa struttura, una struttura di ecellenza e punto di riferimento per la città. E’ da quando sono bambina che sono qui. Speriamo di continuare a fare bene insieme“.

Roma-Inter: Ranieri prepara la sfida

 Da Il Corriere della Sera:

Prima contro seconda. Sabato sera, ore 18, stadio Olimpico. È Roma-Inter. Claudio Ranieri ci aveva provato in tutti i modi, alla vigilia. Lo scudetto riguarda Inter e Milan, aveva detto: le contendenti sono loro. Ma ora la Roma, vincendo per 2-0 a Bologna, ha raggiunto il Milan in classifica e l’allenatore di San Saba dovrà aggiornare il pronostico.
C’è anche la Roma nella volatona finale e, al contrario del Milan, che ha già perso tutti e due i derby, ha l’occasione di guardare l’Inter negli occhi e provare a ridurre il distacco nello scontro diretto.

Mexes: “Sabato sarà una grande battaglia”

 Di seguito le parole di Philippe Mexes ai microfoni di Sky dopo il successo contro il Bologna.

Su Roma – Inter: “Sarà una partita molto diversa rispetto alle altre, una grande battaglia. Li aspettiamo all’Olimpico per una partita che sognavamo da tanti anni. Cercheremo di dare tutto, come abbiamo sempre dimostrato quest’anno. Non dobbiamo sentire troppo la pressione e cercare di giocare con tranquillità. Aver vinto oggi è fondamentale“.
Differenze rispetto alla rincorsa sull’ Inter di due anni fa
: “La Roma ha meno punti da recuperare e siamo pù maturi. La squadra ha grande fiducia, abbiamo tutto da guadagnare e niente da perdere, lotteremo fino alla fine”.
Sul reparto arretrato della Roma
: “ Ci vuole un po’ di fortuna, ci sono periodi in cui gli avversari tirano da ogni posizione e fanno gol, altri in cui non segnano. Noi difensori stasera ci siamo messi bene ed è stato tutto più facile”.

Ranieri: “Roma-Inter, 48 ore e ci siamo”

 Solo la Roma replica alla tripletta dell’Inter. Lo fa con due reti nella ripresa che servono in un colpo a liquidare il Bologna e acciuffare il Milan al secondo posto in classifica. Claudio Ranieri raggiante a fine partita. Ai microfoni di Sky Sport non nasconde soddisfazione e orgoglio verso un gruppo che ha ribaltato un cammino cominciato in maniera pessima.
SCALATA. Sappiamo bene da dove abbiamo cominciato l’avventura insieme, la Roma stava in fondo e questi ragazzi sono stati capaci di un percorso importante e lodevole a un tempo. Si era detto che a me il pareggi odi Livorno tornava comodo per togliermi un peso. Dico solo, a questo punto, che facciamo due lavori diversi: io l’allenatore e voi i giornalisti. Va bene così“.

Bologna-Roma, Ugo Bassi e la Torre di Maratona a vigilare sui felsinei di Colomba

 Bologna, la vecchia signora dai fianchi un po’ molli e col culo sui colli (direbbe Guccini). Il cui recente passato calcistico è un intercedere lento verso obiettivi ridimensionati, diremmo noi. Cambia per non cambiare mai, Bologna la “rossa”. Tradizione e modernità, eccellenza e abbondanza, associazionismo e culla della partigianeria. Fino alle recenti vicissitudini amministrative (caso Delbono) che sono francamente nuove a una città perbene. Croce rossa in campo bianco: lo stemma comunale contiene i due colori che riassumono – da soli – la storia politica italiana del secondo dopoguerra e, simbolicamente, ricordano i trascorsi istituzionali del capoluogo emiliano. Nel quale per decenni ha governato la sinistra in assoluta maggioranza. Poi, agli albori del 2000, il centro destra di Guazzaloca. Una parentesi scivolata via con Cofferati.
BOLOGNA LA DOTTA, LA GRASSA. 38 chilometri di portici nascondono all’interno tonnellate di cultura e arte da farci esclusive enciclopedie. Basterebbe scostare l’ipotetico uscio per trovarci un tesoro inestimabile: da una parte Piazza Maggiore e dall’altra la basilica di San Petronio; a destra la chiesa di San Domenico e a sinistra piazza santo Stefano; di qua la cattedrale di San Pietro e di là le torri gentilizie. A infarcire bellezze che vale la pena farci un week end lungo, la più antica università del mondo occidentale con anno convenzionale di fondazione fissato nel 1088. Bologna la dotta. Direbbero anche questo, della città, che ospita 90.000 studenti e 23 facoltà. Un approdo irrinunciabile per cittadini di ogni razza e provenienza che ne hanno inevitabilmente determinato anche l’altro dei due appellativi che avvolgono Bologna in un manto di modi di dire. La grassa. Laddove l’opulenza di una gastronomia ricca e variegata ha accresciuto, anno dopo anno, migrazione su migrazione, la già celebre tradizione culinaria. Tramandata nei secoli, dal Medioevo. Carne e pasta all’uovo. Salumi, ragù e il fascino del tortellino che, uno alla volta, se lo metti in bocca ti stai mangiando – racconta la leggenda – l’ombelico di Venere.

Vucinic: c’è il Barcellona

 Da Il Corriere dello Sport:

Mirko Vucinic è l’attac­cante più prolifico della Roma nel 2010. Ha rag­giunto quota nove in cam­pionato, può superare il suo limite personale. E’ un mo­mento d’oro, anche perché a settembre diventerà pa­pà. Un figlio che ha fortemente voluto.
Su di lui sembra aver già messo gli oc­chi il Barcellona, il montenegrino è con­siderato l’attaccante giusto per raccoglie­re l’eredità di Henry, quando arriverà il momento.
Ranieri quando arrivò puntò subito su Mirko: « Se trova continuità e convinzione diventerà uno dei più forti at­taccanti in Europa».

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