Ranieri: “Adriano, anche a Roma lo incoroneremo imperatore”

 Claudio Ranieri, in una intervista al Tempo, parla della sua Roma, della passata stagione e del futuro giallorosso:

Partiamo dall’attualità e da un’Italia che stenta a decollare in vista del mondiale?
«Non contano le prime uscite, la squadra è sotto carico di lavoro, stanno assimilando l’altitudine del Sestriere: quindi queste amichevoli lasciano il tempo che trovano».
Pronostico?
«Io mi fido di Lippi, lui ha fatto il gruppo, ha creduto in questi uomini che secondo le sue idee possono rappresentare al meglio il suo gioco. Ha vinto un mondiale e bisogna dargli credito».
E quindi chi lo vince questo mondiale?
«Favorite Brasile e Inghilterra, ma anche l’Argentina…».
Per l’Italia nulla di più difficile che ripetersi.
«Questo Lippi lo sa benissimo, ma lo sappiamo tutti».

Toni: “Roma, grazie di tutto. Resto in Italia? Non lo so”

 Luca Toni continua il percorso di commiato dalla Capitale rilasvciando dichiarazioni fresche di giornata ai microfoni di Centro Suono Sport:
MESI INTENSI.Ho visto tanto calore, quindi sono stati sei mesi belli, intensi. Con molto entusiasmo, vicini a questo sogno, un bellissimo rapporto. Tanti tifosi, anche sul mio sito, mi hanno detto che gli dispiaceva e questa è sicuramente una cosa molto bella“.
DE LAURENTIIS.Il presidente del Napoli non si è sicuramente comportato bene e gli ho anche risposto. Il Napoli è più di un mese che mi cercava, poi hanno cambiato idea e lui ha trovato come scusa che i giocatori di 32 anni non li prendono. Sicuramente mi è dispiaciuto”.
FUTURO.In Italia? Non lo so. Adesso mi stanno arrivando richieste importanti. Chiaro che dovrò parlare col Bayern, proprietario del cartellino. Ma come mi sono venuti incontro a gennaio, non penso ci saranno problemi ora. Sanno benissimo che con Van Gaal non potrò mai tornare a Monaco. Abbiamo idee diverse: lui è molto severo, militare, lui comanda. Quando è arrivato a Monaco, non voleva più me, Ribery, Lucio. Non gli piacciono i giocatori di nome o personalità. Abbiamo idee molto diverse e comunque le cose che gli dovevo dire gliele ho dette“.

Rosella Sensi: “Vendere la Roma? Si, a chi ha un progetto serio, anche se a malincuore”

 Da Panorama:

“Uffa, lei mi chiede di Totti, di De Rossi, di Adriano, di Italpetroli, dei debiti, di Mourinho, di Spalletti, degli ultrà, ma io voglio parlare della società, di questo piccolo miracolo sportivo ed economico, di questa seconda squadra che è quella dei magazzinieri, dei massaggiatori, dei centralinisti. Vorrei parlare del progetto vincente costruito a poco a poco che ora tutti ci invidiano, invece sempre le stese cose.” Così sbuffa Rosella Sensi, 38 anni, presidente e Ad della As Roma.
Presidente Sensi, avrebbe mai sperato che Davide Roma quasi battesse Golia Inter? “Per come è iniziata, no. Le dimissioni di Luciano Spalletti erano inaspettate, ma quella è stata l’occasione per potere avere con noi Claudio Ranieri, che è stato, insieme a tutti gli altri, l’artefice della splendida stagione.”
Un rimpianto? “Non aver vinto alla fine, anche se ci sentiamo i vincitori morali”.
Ma l’Inter era onestamente più forte… “Una squadra più forte che abbiamo battuto e che ha vinto all’ultima giornata”.
L’aggressività dialettica di Mourinho vi ha mai infastidito? “Si, credo che quando si fa questo lavoro si debba avere la responsabilità di quello che si comunica. Quindi l’aggressività nel mondo del calcio non è mai un aspetto positivo.”
Beh, a proposito di aggressività, Francesco Totti, suo fratello minore e il figlio maschio che suo padre Franco non ha mai avuto, ha rifilato quel calcione a Balotelli… “Francesco ha sbagliato e lo ha anche ammesso.

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