Mondiali 2010, parla C. Ronaldo: “Sono qui per essere il migliore”

 Cristiano Ronaldo, già in Sud Africa per i Mondiali 2010, è intervenuto appena dopo la vittopria dell’Argentina di Leo Messi per elogiare la Pulce e confermare quel che ha sempre detto: “Voglio essere il migliore“. Lo spirito di CR9 è lo stesso che gli si riconosce da che sta al vertice del calcio: spocchia e sicurezza dei propri mezzi. Da repubblica.it

Il Portogallo non ha mai vinto niente, e si è qualificato solo con gli spareggi: è questa la sua motivazione in più?
“Non ne ho bisogno. Io voglio essere il giocatore più importante del mondiale, sono qui per esplodere, il mio scopo è essere sempre il migliore. Ci provo da quando avevo due anni, poi cinque, poi dieci, poi venti, e per riuscirci faccio le stesse cose di allora”.
Lei non segna in una partita ufficiale con il Portogallo da due anni: non sono un po’ troppi?
“I gol sono come la salsa ketchup: quando escono fuori di colpo, non si fermano più”.
Vuole diventare il capocannoniere dei mondiali?
“Mi basta che si vinca la coppa”.
Avete realmente questa possibilità?

Gattuso ringhia: nessuno tocchi Totti e De Rossi

 Rino Gattuso, nel corso della conferenza stampa di avvicinamento a Italia-Paraguay ha formalmente annunciato che, dopo i Mondiali 2010, smetterà con l’Azzurro per lasciare spazio alle giovani leve. Inoltre, Ringhio ha preso in maniera evidente le difese di Francesco Totti e – indirettamente – quelle di Daniele De Rossi. Da Il Romanista:

Ha giocato in Scozia, è un’icona del Milan e da avversario fa arrabbiare per il suo modo rude di giocare. Eppure da ieri molti tifosi giallorossi vogliono un po’ più bene a Gennaro Gattuso. Perché “ringhio” difende in un colpo solo i due simboli romanisti, vittime negli ultimi tempi delle aggressioni verbali provenienti dalle istituzioni calcistiche e pure da quelle politiche. Nella conferenza stampa in cui annuncia il suo addio alla Nazionale dopo il termine del Mondiale (altro punto di contatto con Totti), Gattuso “scherma” Francesco dal polverone che si è sollevato dopo il suo calcione a Balotelli nella finale di Coppa Italia di inizio maggio. A chi gli chiede degli assenti illustri nell’elenco dei 23 azzurri, il centrocampista rossonero risponde secco: «A parte che già paragonare Balotelli a Totti, quante pagnotte deve mangiare l’interista… Siete voi a scrivere ogni volta che fa una cazzata, che deve maturare nei comportamenti con la sua squadra o sbaglio? E allora ne deve fare di strada per raggiungere la carriera di Totti».

Guberti: “Roma, lasciami restare”. Biglietto da visita: gol alla Lazio da blucerchiato

 Stefano Guberti a margine della felice esperienza alla Sampdoria – con cui è riuscito a conquistare i preliminari di Champions League – torna a Roma. Per restare? Per partire ancora’ E’ presto per saperlo, di sicuro l’accorato appello del centrocampista non lascia adito a dubbi: vuole convincere Claudio Ranieri. Da Il Corriere dello Sport:

Il sottofondo è una musica bagnata. Dal telefono escono i suoni dei bar e quelli delle onde del mare, mescolati, mentre il futuro sembra lontanissimo e insignificante. Stefano Guberti si gode le vacanze a Formentera dopo un anno di stranezze: un autunno insicuro nella Roma, una primavera di fiori e champagne alla Sampdoria. Il film sdolcinato vorrebbe che la storia continuasse a Genova, con la Champions League da scoprire. Invece la realtà è un contratto di tre anni con la Roma, con tutte le incognite dell’equazione perfetta di una grande squadra. Guberti conosce la vita del calciatore sostituibile. Bravo ma non unico. La Sampdoria lo riprenderebbe, in comproprietà o a titolo definitivo, la Roma per lasciarlo libero chiede circa 6 milioni. Non c’è identità di vedute. A lui va bene così.
Stefano, come va in Spagna?
«Bene, fa caldo ma non caldissimo. Mi sto rilassando con gli amici, in attesa della nuova stagione».
La vecchia si è chiusa benissimo. Guberti in prestito alla Samp, Guberti titolare, Guberti in Champions.
«Sono stati mesi importanti. Sono contento di averli vissuti perché avevo bisogno di giocare con continuità per maturare. Ora torno alla Roma e spero di convincere Ranieri che posso essergli utile».
Cosa si aspetta adesso, a quasi 26 anni?

Aquilani su De Rossi, Benitez, Mourino e il Liverpool: “Un giorno tornerò a Roma”

 Finita la prima stagione di una Premier League non particolarmente entusiasmante per il Liverpool e per Alberto Aquilani, il centrocampista romano si lascia andare con i giornalisti de La Gazzetta dello Sport e interviene a proposito di svariate tematiche: la partenza di Rafa Benitez, il mercato di Daniele De Rossi, la voglia di Roma, il matrimonio, Josè Mourinho e i Beatles. “Un giorno – assicura Aquilani – tornerò nella Capitale”. Testuale:

Il primo anno a Liverpool di Alberto Aquilani si ripercorre con i titoli di alcune canzoni dei Beatles, il gruppo simbolo della città inglese. «Help», aiuto, quando nei primi mesi Alberto faticava a mettersi alle spalle l’operazione alla caviglia. «Don’t let me down», non mi lasciate al mio destino, quando la scommessa sembrava perduta. «You can’t do that», non puoi farmi questo, Rafa Benitez, non puoi lasciarmi fuori dopo che hai voluto portarmi quassù. «Something», qualcosa sta accadendo, forse è la svolta. «Let it be», così sia: il finale di stagione è stato in discesa. E non fa niente che alla fidanzata, Michela Quattrociocche, abbia deciso che per il matrimonio ( «Il 2012 può essere l’anno buono») Roma sia meglio di Liverpool.

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