Da Capello ad Aquilani: quanti sgarbi tra Roma e Juve

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Roma-Juve: quanti sgarbi di mercato. Dall’Ansa:

Alberto Aquilani alla Juve è l’ultimo degli ‘sgarbì tra bianconeri e giallorossi. Fino a due anni fa il centrocampista era considerato una delle bandiere delle tifoseria romanista, ma di fronte ai 24 milioni offerti dal Liverpool la famiglia Sensi non potè tirarsi indietro. Soltanto che adesso il trasferimento a Torino riaccende vecchie ferite: non solo sportive (il gol di Turone su tutti), ma anche di calciomercato. Sgarbi che talvolta sono stati vissuti come autentici «tradimenti». Come il passaggio sulla panchina bianconera nel 2004 di Fabio Capello, che trascinò con sè anche Emerson e Zebina. Curioso che gli sgarbi di mercato siano iniziati sempre con Capello, ma da giocatore. Per quanto nel 1970 il suo passaggio in bianconero fu piuttosto una scelta societaria: partirono per Torino anche Spinosi e Landini, a Roma invece arrivarono Del Sol, Bob Vieri (il padre di Christian) e Zigoni. Boniperti un giorno ammise di aver tentato di portare in bianconero Ancelotti, allora giovane centrocampista del Parma, di aver provato anche con Vierchowod: finirono entrambi invece alla Roma (Ancelotti diventò bianconero soltanto da allenatore). Non gli riuscì nemmeno l’impresa di convincere Liedholm a lasciare Roma per la panchina bianconera. Per Boniek fu quasi un intrigo internazionale nel 1982. Il polacco aveva già un accordo con la Roma, ma ci furono problemi per il pagamento così finì alla Juventus. I dirigenti bianconeri e quelli giallorossi alloggiavano a Varsavia nello stesso albergo. Il 30 aprile, ultimo giorno utile per il tesseramento, la Roma si ritirò e Boniek firmò per la Juventus, anche se dopo tre anni in bianconero ne passerà altrettanti alla Roma. Nel ’94 Moggi, allora consigliere di mercato della Roma, venne incaricato da Sensi di prendere Paulo Sousa, che poi finì invece alla Juve e il presidente giallorosso non la prese bene. E alla Juve andò anche Ferrara, che era stato corteggiato anche dalla Roma. Poi nel 2002 Sensi ci riprovò con Davids, ma anche questa volta non la spuntò, consolandosi però con Cassano. «Per Cassano ho fregato la Juve» disse il presidente giallorosso, anche se dovette sborsare parecchio per il genietto di Bari Vecchia. Ma prima di Aquilani c’è stato due anni fa il caso di Ranieri. Ma quello non fu uno sgarbo alla Roma, semmai al tecnico, che con la squadra terza in classifica venne scaricato senza troppi complimenti, anche se in questo modo potè il suo vecchio sogno di allenare la squadra della sua città. Con buona pace della Roma che dopo una squadra in crisi e l’addio di Spalletti potè riprendere a volare sfiorando il suo quarto scudetto.


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