Aquilani: “Non sono un traditore”

di Redazione Commenta


Dal Romanista:

C’è una data che Alberto Aquilani ha segnato in rosso sul proprio calendario, non da oggi ma da quando ha deciso di tornare a giocare in Italia: è il 14 novembre e all’Olimpico di Torino si giocherà Juventus-Roma. Che per nessun romanista è una partita come tutte le altre, figuriamoci per lui che, romano e romanista, la giocherà con la maglia sbagliata. Quella bianconera.

A Torino il Principino sta cominciando a ricostruire la sua carriera, dopo 12 mesi difficili vissuti a Liverpool. Una scelta, la sua, che nella capitale ha scatenato la reazione di molti tifosi giallorossi che hanno vissuto il suo passaggio alla Juve come un tradimento. Una scelta che Alberto, intervistato da Sky Sport, ha voluto “spiegare”. «Quando sono arrivato a Torino – le sue parole – ho ricevuto tanti messaggi da Roma. Vorrei fare chiarezza su questo punto, visto che non l’ho mai fatta e, quindi colgo anche l’occasione: si parla di tradimenti, di parole messe in bocca a me, che non sono assolutamente vere. C’è chi scrive una frase e tutti mi giudicano per questo. La verità è solo una, ed è sempre quella: ero un giocatore della Roma e loro sapevano quanto mi faceva piacere giocare nella Roma, poi, sono stato venduto per una cifra molto importante. La Roma mi fece capire che dovevo essere venduto e sono andato via a malincuore in Inghilterra. Dopo un anno così e così, mi si era aperta la possibilità di tornare in Italia. La Juventus mi ha dato questa opportunità ed io l’ho colta al volo. La Roma, ormai, non c’entra più niente, è il passato, mi ha venduto ed io, professionalmente, vado avanti. Quindi, non posso guardare indietro. Questa è la verità, il resto sono solo chiacchiere che vengono fate, ma non sono vere»

Parole che Alberto aveva già pronunciato in un’intervista al Messaggero di ieri. «Spalletti con me si è comportato bene, è stato chiaro. Mi ha detto: la società mi ha chiesto gli incedibili, io gli ho risposto Totti, De Rossi e Pizarro. C’è un’offerta per te, di 20 milioni: se dipende da me ti tengo, se da loro ti vendono. Io ho parlato con i dirigenti, che mi hanno spiegato che avevano altri programmi. Mi sono messo l’anima in pace e sono andato al Liverpool». Il 14 novembre, come detto, a Torino arriverà la Roma. Una partita speciale. «Ci penso. Magari, per me può essere una partita diversa ma, comunque, non mi pregiudica niente. Ormai, sono un giocatore della Juventus, non sono più un giocatore della Roma. E’ la Juventus che mi paga, che crede in me adesso.” La Roma fa parte del passato. Se dovessi segnare? «Non esultereri, non sarebbe giusto».

A Roma è cresciuto insieme a Francesco Totti, a Torino ha conosciuto Del Piero: due calciatori che hanno fatto la storia del calcio italiano negli ultimi 20 anni. «Francesco è un mito. E’ stato il mio mito. Alessandro è un grande. Un professionista al centodieci per cento. Ha sempre voglia di vincere, non molla mai». Infine una considerazione sul campionato: da qualsiasi lato la si veda, quella del romano e romanista o quello del calciatore juventino, la classifica con la Lazio in testa non può fargli piacere. «Adesso è ancora presto per giudicare. Stanno facendo un grande campionato, quello si. Però, è ancora troppo presto per poter giudicare
una cosa del genere»
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