Totti: “La Nazionale, Marrazzo, Cassano, Ilary e i pupi: vi parlo di tutto”

di Redazione Commenta


Non mi sono mai pentito di essere rimasto a Roma. Ho fatto una scelta di cuore, questi sono i miei valori, quelli con cui sono nato e con cui morirò“. Preludio all’annuncio del rinnovo di contratto di Francesco Totti. Il Capitano, ospite di Rai 2, ha affrontato diversi temi. Dalla Nazionale a Berlusconi, dai primi calci al pallone alla sua vita di padre. Fino al giudizio su Marrazzo. Come sempre, senza giri di parole.
Chiameresti Cassano in nazionale?
Se continua a giocare come sta facendo ora lo convocherei, ma se cambiasse il suo atteggiamento fuori dal campo… Io e lui non ci frequentiamo da quattro anni, quindi non so com’è adesso. Non abbiamo mai avuto confronti particolarmente duri. Semplicemnte quando c’è qualcosa che non va lui non ti parla più. Ma in fondo è un buono“.
Torneresti in nazionale?
Prima o poi della nazionale ne parlerò con Lippi. Lo considero un grande allenatore, e anche un grande uomo. Quando mi sono rotto la caviglia alla vigilia dei Mondiali del 2006 lui venne da me e mi disse “Ti aspetto fino all’ultimo“.
Un ricordo in nazionale: il cucchiaio a Van Der Saar. Lo rifasresti?
Lo farei di nuovo, anche se all’epoca ero giovane. Prima di farlo lo dissi a Maldini quando eravamo a centrocampo. Mi prese per matto“.
Il momento della Roma?
Non è un gran momento per noi, ma è in queste situazioni che si vede il carattere dei giocatori. Abbiamo un gruppo di grande carattere e anche con questi giocatori, con questa rosa possiamo tiraci su“.
Come si troverebbe con Mourinho allenatore?
Io penso bene, perché è una persona diretta, dice ciò che pensa. A volte esagera ma ha un carattere che lo porta ad essere aperto, espansivo. L’Inter si è rafforzata, ha dato via un grande campione ma ne ha comprati altri quattro. Già era forte prima, ora ha trovato un organico completo, una rosa più forte anche di quella di due anni fa. Sarà difficile batterla”.
Capello ha detto che il calcio è in mano agli ultrà..
Il calcio è sicuramente cambiato rispetto a prima, allo stadio si andava solo per vedere la partita e tifare la propria squadra. Ora c’è la politica, i tifosi. Poi ogni squadra ha i suoi tifosi”.
La ricetta per far tornare le famiglie allo stadio?
Cambiare il modo di ragionare, prendere esempio dagli gli inglesi come è ultimamente: non si fuma, tutti seduti, tutti composti. È la cosa più bella da vedere in campo e fuori. Anche per i bambini è la cosa più bella aspettare la domenica e vedere le partite, i giocatori, i propri idoli. Privarsi di andare allo stadio perchè ci sono i deficienti che tirano i bomboni, o fanno le risse o fanno a botte o qualche accoltellato…è una vergogna”.
Com’eri da piccolo?
Il carattere era da paraculo. Non mi fermavo mai, ero socievole. Un po’ pigro, ma lo sono tuttora. L’importante era avere un pallone”.
A scuola come andavi?
Una volta con il motorino, un’altra con l’auto! Facevo la parte mia. Né più né meno”.
Chi era il tuo idolo?
Giannini”.
Era bello…
Molto. Piaceva anche a me che sono maschio. Aveva il fascino del principe, i capelli lunghi la maglia della Roma…”.
Volevi fare un altro mestiere?
Mi sarebbe piaciuto fare il benzinaio. Un po’ per l’odore della benzina che mi è sempre piaciuto, un po’ perché vedevo i portafogli dei benzinai quando papà pagava e c’erano tanti soldi.  Gli dicevo ai miei:’farò il benzinaio’. Loro mi rispondevano: ‘poi capirai…’
Ti ricordi la prima volta allo stadio?
La prima volta avevo sette anni, in Tribuna Tevere. Non vedevo nulla, c’era il sole…Vedevo e non vedevo”.
Quando hai iniziato a tirare calci al pallone?
Ho camminato a otto mesi e a nove avevo già la palla in mezzo ai piedi. Camminavo sulla sabbia di Santo Stefano con il pallone. C’ho pure il filmino, ancora”.
Che padre sei?
Sono un padre/madre. Quando c’è da aiutare Ilary lo faccio volentieri”.
Quando si diventa padre le cose cambiano.
Le cose sono cambiate, da giovane sei spensierato, ti diverti, non pensi a nulla. con la famiglia invece…
Sei masi stato uno che va in discoteca?
Non ho mai ballato. Mi metto seduto. Poi non puoi fare una chiacchiera con gli amici. In discoteca che chiacchieri? Ballare mi piacerebbe. Non lo faccio perché tutti ti guardano, ti fanno le foto con i telefonini. All’estero sì, a News York è capitato. Chi te conosce lì! Dovrei andarci solo per ballare!”.
Cosa ti piace fare nel tempo libero?
Nel tempo libero mi piace portare i figli al parco, stare con gli amici, organizzare qualche cena. Cristian ha la passione della formula uno, della Ferrari. Fa finta che porta la macchina. Per avere quattro anni è precoce”.
E Chanel?
Chanel è paraventa, è già donna
Paraventa come la madre?
Speriamo di no!”.
Come ti vedi quando avrà tredici-quattordici  anni?
Non ci voglio pensare, le vedo in giro, le ragazzine di tredici-quattordici anni, i perizomi di fuori. Impazzisco, mi immedesimo nel genitore. Vivi con il fiatone. Hai sempre paura possa succedere qualcosa”.
Per chi voti?
Io non sono né di sinistra né di destra. Non mi interessa la politica, sono amico di Veltroni, lo vedo, lo sento. Ma della politica non mi interessa. Una carriera politica? Noo, non ci capisco nulla”.
Che farai dopo il calcio?
Dopo sicuramente farò il dirigente, anche se ancora non so che dirigente farò, però. Piano piano crescerò e valuterò, perché quando cambierò e sarò dirigente sarà tutta un’altra cosa”.
Come reggete tutta questa pressione tu e Ilary?
Ci fidiamo uno dell’altro, sappiamo che la gente è invidiosa e arla a vanvera. Ogni due tre mesi o c’abbiamo l’amante, o è incinta, o sono trans o sono ‘froci’…Qualcosa deve uscire”.
Ma ti hanno messo in mezzo nella vicenda Marrazzo?
No. Ancora no, per fortuna. Poi mi possono mettere in mezzo a tutto, ma a sta cosa…non c’entrom proprio”.
Che ne pensi di questa vicenda?
Che è vergognoso. È brutto. Ognuno è libero di fare ciò che vuole. Però che esca una cosa del genere è indegno. Se uno vuole fare qualcosa cosa affari suoi. Sa a cosa va incontro. Ma la vita privata è vita privata. Non dovrebbe uscire nulla”.
Vale anche per il discorso di Berlusconi con le escort?
Beh, quello penso sia un po’esagerato. Ma ognuno la pensa a modo suo. La privacy credo sia giusta per tutti. Se io voglio fare una cosa, o non la voglio fare sono problemi miei. Giusta o sbagliata so quello che faccio, so se è una cosa bella o  brutta. Ma rimane tra me e me e basta”.


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