Roma-Inter: Totti c’è

di Redazione Commenta


 Roma-Inter ritrova un protagonista: Francesco Totti. Il capitano giallorosso è stato convocato per il big match di questa sera (ore 18,00) da Claudio Ranieri, se partirà dal primo minuto o dalla panchina spetterà al tecnico deciderlo, ma l’importante è che sia tornato. Ecco l’articolo de Il Romanista:

Non poteva che essere oggi il rientro. Calciatori così meritano partite così, romanisti così meritano di vincerle. Comunque. Campo o panchina. Un Roma-Inter di questa portata, una partita che il tifoso della Roma aspetta di giocare da chissà quanto tempo avrebbe avuto un po’ meno senso senza Francesco Totti, non solo il giocatore più forte di questa storia, ma un simbolo, un amuleto, un magnete, qualcosa – qualsiasi cosa vogliate – che fa la differenza. Anche se non dovesse giocare avere Francesco Totti lì è un’impressione diversa, è già una partita diversa. Campo o panchina. Comunque. Una volta l’ha vinto persino da un sedia con le stampelle appoggiate per terra: era il derby del record, bastò la presenza a dare la carica a tutti (soprattutto a Daniele De Rossi che prima di iniziare andò a parlottare col suo Capitano). Un’altra volta, invece, gli bastò alzarsi dalla panchina per vincere: era 0-0 col Toro in Coppa Italia, all’andata era finita 3-1 per loro, entrò nella ripresa e mancava poco, toccò una palla, fece due gol, finì 4-0. Contro l’Inter è sempre stata una gara particolare per Totti. Tanti ricordi, l’ultimo è uno brutto, un calcio di rigore tirato alle stelle lì dove sarebbe finita la dedica per il presidente Sensi nel caso di un gol per la Supercoppa. In Supercoppa all’Inter, e sempre a San Siro, Totti ha alzato un trofeo prendendosi un rigore e poi ballando col pallone sopra Materazzi. Però i nerazzurri per Totti sono altri ricordi più forti. Quello più importante ha la data dell’11 maggio 2006: Meazza, ritorno di finale di una Coppa Italia già compromessa: però quella volta Francesco tornò in campo dopo 81 giorni, dopo il crac del 19 febbraio di Vanigli, dopo la paura più grande presa come calciatore. Fece in tempo a fare un cross per Nonda e un colpo di tacco. Lì a Milano, d’altronde, Totti l’aveva fatto vedere a tutti il pallone, cos’è il calcio: 26 ottobre 2005, palla a lui, palla lui e basta, poi inizia il viaggio trequarti di campo verso Julio Cesar e un tocco, sotto-dolce-vellutatissio, per un’altra parabola infinita, ad accarezzare prima il cielo sopra San Siro e poi la rete. Un gol, il primo nella sua classifica. Il numero cento, invece, con la Roma lo ha fatto proprio all’Inter, il 3 ottobre 2004 per la prima da allenatore di Delneri. Uno, cento gol e mille partite però nessuna come questa. Roma-Inter stasera fa male solo a scriverla.


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