Roma-Van Nistelrooy: Il Real dice si

 Da Il Corriere dello Sport:

Per la partita di ieri sera contro la Lazio sette giocatori non sono stati convocati per scelta tecnica. E’ chiaro che il direttore sportivo Daniele Pradè dovrà sfoltire la rosa, oltre a cercare l’attaccante che vuole Ranieri e che il presidente Rosella ha detto di voler acquistare. Ieri l’allenatore dell’Atalanta, Antonio Conte, ha detto di essere d’accordo con la società per intervenire sul mercato. Il suo primo obiettivo è Stefano Guberti, l’esterno che ha avuto lo scorso anno al Bari. Proprio il Bari è l’altro club interessato all’esterno sardo. Il direttore sportivo Perinetti potrebbe offrire a Guberti per sei mesi lo stesso ingaggio che ha alla Roma per tutta la stagione. Un altro giovane in partenza è Alessio Cerci, anche per lui c’è il Bari e un altro club di Serie A. Adrian Pit invece ha una richiesta da Israele. Pradè dovrà dare una risposta all’inizio della settimana.

Totti, nasce museo on line

 Da Il Romanista:

Si chiama www.ilmuseoditotti.com e arriva sul web pochi giorni dopo il lancio del sito internet ufficiale  del capitano www.francescototti.com. Dopo mesi di ricerche nasce un museo on-line che  percorre tutta la storia di Francesco Totti con la  maglia giallorossa: una maglia che da sempre è il simbolo identificativo in cui tutti romani e romanisti  si sono orgogliosamente riconosciuti. Quella  del capitano, da questo punto di vista, vale doppio  proprio perché è appartenuta a lui, che è il giocatore  più importante della storia della Roma

Roma, sempre più derby

 Da Il Tempo:

Da molto tempo la Capitale non viveva una stracittadina così ricca di implicazioni psicologiche, ma anche pratiche, soprattutto così segnata da contraddizioni singolari. Tra le due rivali, la classifica parla di un distacco di otto punti: non pochi, indubbiamente, ma neanche una voragine in relazione agli equilibri che il campionato propone, tantissime le squadre teoricamente in corsa per traguardi ambiziosi, anche se lo scudetto è un altro discorso, un coro povero di voci, se non ancora un recital individuale. La Roma ha vissuto momenti neri, dall’avvio tremebondo all’addio di Luciano Spalletti, che aveva regalato stagioni di sogno, anche sotto il profilo puramente estetico. Sulla panchina è arrivato un testaccino purosangue come Claudio Ranieri, che per il momento ha messo un bavaglio alla storica frenesia della piazza, magari con qualche eccesso dialettico che però trae origine dal recente passato torinese, quando nei suoi confronti era stata scatenata una sorta di guerra mediatica ricca di colpi bassi. Non gradisce molto, il tecnico, un ruolo di favorito che la carta è obbligata ad assegnargli, ben sapendo che in più di un’occasione le sfide cittadine hanno capovolto la scala di valori stagionale.

Derby, 77: numero fortunato

 Da Il Messaggero:

Al minuto 77, il numero 77, Marco Cassetti, che era entrato a sostituire l’ammaccato Mexes prima dell’intervallo, ruba la palla a Kolarov nella metà campo della Roma, sulla fascia destra, altezza dell’area. Nasce l’azione con la quale Cassetti, veloce alla Bolt, si ritroverà al tiro che decide il derby, l’uno a zero della Roma che precipita la Lazio nella depressione e nella classifica. Quel che esplode nel primo tempo del derby è solo la raffica dei tanti, troppi petardi che hanno superato i controlli forse paciocconi e stanno nelle tasche in tribuna: la Tevere è una polveriera, la terra di nessuno tra le “tifoserie” un campo minato. La partita non esplode mai: è pure sospesa, ma non ne risente.

Champions League, ecco la Roma

 Dalla  Gazzetta dello Sport:

Un tempo ostaggio dei teppisti. Un tempo a giocare al calcio. Vince la Roma, perché  ci prova più della Lazio, perché  è più forte e perché è anche più fortunata. Il secondo tempodel derby romano, che  proietta i giallorossi nelle immediate  vicinanze della zona  Champions e fa sprofondare  sempre più in basso i biancocelesti,   restituisce a tutti un po’  del sapore del buon calcio antico. Per carità, niente di straordinario, ma il palo di Zarate, la  parata miracolo di Julio Sergio su Mauri, e quelle di Muslera su Perrotta e Riise in mezzo alle quali c’è il gol-partita dell’operaio Cassetti, profumano di pulito. Quel che accade durante un primo tempo nel quale in pratica non si gioca, decisamente no: la guerriglia in Tribuna Tevere mentre le curve,  composte in modo come minimo curioso, stanno a guardare, il numero inspiegabilmente alto di bombe carta che chissà  perché continuano a entrare  nello stadio, la sospensione di otto minuti imposta a Rizzoli dal responsabile dell’ordine  pubblico, i tre annunci dell’altoparlante con la minaccia di  sospendere il match. Tutto orribile. Tutto da non dimenticare.

Ranieri: “L’emozione di un bambino in Curva Sud”

 Le dichiarazioni di Claudio Ranieri nel dopo gara di Roma-Lazio:
LA PARTITA – “L’interruzione nel primo tempo non ha agevolato nessuno. Nella prima frazione è stata una partita brutta, il secondo tempo è stato più equilibrato e bello. La Lazio è andata vicina al vantaggio, poi siamo stati bravi a trovare l’azione del gol. Il segreto? La grande giocata che abbiamo fatto coralmente. A centrocampo dovevamo restare stretti, ho dovuto cambiare Menez a fine primo tempo perchè eravamo in sofferenza nel centrocampo in inferiorità numerica. Quando abbiamo ricompattato il centrocampo è li che abbiamo vinto la partita. Con Brighi è andata molto meglio. Io credo che dopo lo spavento la squadra abbia fatto qualcosa in più. Dopo il gol si è vista la Roma che mi piace, che pressa e che mette in difficoltà“.
SENSAZIONI – “E’ stata una delle emozioni più forti della mia vita. Avevo uno sconvolgimento interno notevole. Mi torna il mente il batticuore di quando ero ragazzino in Curva Sud. Se mi sono buttato in mezzo al campo, io che sono timido, potete capire… Da romani ci tenevamo. La squadra è stata nervosa“.

Le pagelle di Roma-Lazio: Juan Mondiale, Mexes con tutta l’anima, Cassetti dal “cielo”

 Julio Sergio 7,5: Neutralizza con un guizzo un insidioso tiro-cross che i compagni di reparto lasciano sfilare. Niente a confronto del miracolo con cui, nel secondo tempo, si oppone ad una conclusione a botta sicura di Foggia.
Burdisso 6: Ranieri lo piazza a destra per contenere le fiammate biancocelesti. L’argentino ha grinta e tempi giusti per il derby, anche se l’attitudine lo porta ad accentrarsi. Nella ripresa soffre un po’ i giri alti di Zarate. Una sua leggerezza per poco non costa lo svantaggio. Impiega poco a recuperare la concentrazione.
Mexes 7: Con tutta l’anima. Prende a battagliare dal primo minuto di gioco. Allontana senza fronzoli ogni pallone che gli pare minaccioso. Un infortunio al ginocchio lo costringe alla resa. Dal 44′ Cassetti 7: Il gol della vita. Nel mezzo di una prova sufficiente, prende la rincorsa dal paradiso e spedisce la Lazio all’inferno.

Totti: “Felice per Cassetti, nessun gesto ai laziali”

 Le dichiarazioni di Francesco Totti sul derby, dal proprio sito internet (www.francescototti.com):
Il derby è troppo importante come partita. A prescindere dal bel gioco la cosa importante era vincerlo e noi ce l’abbiamo fatta. Voglio complimentarmi con tutti i miei compagni, ma proprio con tutti, anche quelli che non hanno giocato. E un abbraccio particolare lo voglio dare a Marco Cassetti che questo gol se lo merita tutto, sia come calciatore che come uomo“.

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