Che Roma sarebbe senza Vucinic

 Da Il Romanista:

Parlaci ancora in leccese, recita i tuoi ex cori e poesie in dialetto, fai quello che ti pare Mirko. Anche se sei nato a Niksic, in una città che non si riesce neanche a scrivere per i troppi accenti da mettere, figuriamoci a pronunciare. Anche se compi gli anni quando qui i bambini piangono perchè combacia con il primo giorno di scuola. Parla in puglio-montenegrino e cucinaci i migliori piatti della famiglia della tua fidanzata Stefania. Lasciati definitivamente anche i ricordi di te ragazzino serbo alle spalle. Sei a Roma e sei primo. Sei a Roma e hai gran parte di questo successo sul groppone. Sei a sedici reti di cui cinque fuori da questo campionato. Sei lupo e sei capobranco. Parlaci nel tuo linguaggio che fa tanto “italorussomanno”.

Roma, febbre a 90′

 Da Il Romanista:

Noi romanisti non supereremo mai questa fase. Febbre a 90, più tre di recupero. La temperatura sale, dalla mattina, da quelle ore che precedono la partita e che sembrano non passare mai. Ma raggiunge il picco nel secondo tempo di Roma-Atalanta, quando il fischio finale sembra lontanissimo e tutte le paure si materializzano. Fantasmi ovunque. Barbas e Pasculli sembrano Tiribocchi e Ferreira Pinto, Diamanti da Londra pare già sull’aereo per Roma, Daniele Conti potrebbe di nuovo dare un dispiacere a papà Bruno, sembra che sia qui, invece che a Torino a prendere gomitate da Camoranesi.

La Roma guarda tutti dall’alto

 Da Il Messaggero:

 Non è effetto cromatico: lassù, in testa alla classifica, adesso c’è proprio la Roma. Il sorpasso sull’Inter, inseguita da mesi (potremmo dire anche da anni), nel pomeriggio di un weekend che vede cambiare il colore dominante della nostra serie A, dal nerazzurro al giallorosso. Per superare i campioni d’Italia, il risultato utile numero ventitre, successo sull’Atalanta, 2 a 1, il quinto di fila. Rispettando il pronostico della vigilia, ma ribaltando in assoluto quello di tutta Italia, con la squadra di Mourinho considerata sempre e comunque superfavorita e senza rivali anche in questa stagione.

Roma-Atalanta, Doni: “Pochi tre minuti di recupero”

 Da La Gazzetta dello Sport:

Polemichette soft, quasi quanto le speranze di rimonta in campionato. Così l’Atalanta racconta la partita. «Tre minuti di recupero sono stati pochi — dice Doni —. Solo per un cambio la Roma ne ha impiegati due. E poi alla fine l’arbitro ha fischiato tre punizioni a Totti non così evidenti, ma è andata come doveva: ha vinto la più forte». Gli fa eco il romano Tiribocchi: «Al gol non ho esultato perché volevo farne anche un altro — racconta — ma non abbiamo sfruttato le tante occasioni avute a fine partita, quando loro erano più stanchi.

Roma-Atalanta: tutte le dichiarazioni del dopo gara

Roma-Atalanta: tutte le dichiarazione dei protagonisti.
 Mirko Vucinic, nel dopo gara di Roma-Atalanta, ha commentato il risultato dell’incontro a Sky Sport: “Il primo posto è una cosa ‘molto bellissima’ speriamo che continui a durare. Il sacrificio è il nostro punto di forza. Il nostro gruppo nonostante i momenti difficile è rimasto sempre unito. Pressione? Pressione c’è sempre però quando vinci due a zero c’è sempre un po’ di calo di concentrazione. Il derby? Ogni partita è difficile sappiamo quanto è importante il derby a Roma, speriamo di vincerlo. Siamo primi, quando è stata prima l’Inter la favorita era l’Inter”.

Le pagelle di Roma-Atalanta: Cassetti, forma Mondiale; Burdisso fa rifiorire Mexes; Vucinic indispensabile

 Julio Sergio 7: a chiamata, risponde. Ben tutelato dai centrali di difesa per una cinquantina di minuti nel corso dei quali controlla e assiste, non può nulla in occasione del primo tiro in porta di Tiribocchi, dimenticato in una posizione troppo ghiotta – per l’attaccante – per non approfittarne. Poi mostra alla platea folta che assiste alla partita il motivo per cui, dai pali giallorossi, non lo si può togliere nè immaginare lontano: miracolo su Tiribocchi al 28′ della ripresa. Invalicabile.
Cassetti 7,5: infila la terza gara strepitosa. Formato Mondiale, formato scudetto: un po’ l’uno e un po’ l’atro, ma in barba agli uomini che giocano là davanti, anche Cassetti – tra una sgroppata e un anticipo – i suoi interventi decisivi li piazza eccome. Dopo quello del derby, altro gol pesantissimo perchè, a conti fatti, è quello che risolve la partita.  Quel tuffo in avanti, a occhi chiusi, sembrava quello della Pellegrini che andava a prendersi il record del mondo.
Mexes 6,5: sicuro, attento e concentrato fin dal fischio di inizio. Trova l’alchimia con Burdisso e riesce a fare quanto richiesto: non somiglia ancora a Juan ma neppure al Philippe sbiadito delle ultime uscite. In condizioni simili, è riserva di super lusso. Ma, a ‘sto punto, beata abbondanza di qualità.
Burdisso 7: la condizione di forma e la fiducia incondizionata dei compagni di squadra gli impongono l’assunzione delle responsabilità maggiori. Se le prende tutte: chiama, incita, mette ordine, spazza e ragiona. Non bastasse, tenta anche gli inserimenti sotto porta avversaria e quasi fa gol (8′).
Riise 6,5: quel tocco – la sfortuna – in occasione della rete di Tiribocchi è sembrato figlio di una sorte beffarda che non ha perso tempo nel vendicare la papera di Consigli in occasione del vantaggio giallorosso. E’ un episodio isolato che non sporca una prestazione quantitativamente generosissima. Storia recente: non staripa ma qualche argine avversario riesce a romperlo.

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