Roma, tutto l’amore dei Sensi: Rosella nel nome di Franco

 Da La Repubblica:

Hanno difficoltà in parlamento, le donne, figuriamoci allo stadio. Raccomandata, incapace, inadeguata, stupida. Glielo hanno urlato dietro tutto intero, il campionario classico del maschilismo più retrivo. Ma adesso che Rosella è in testa alla classifica, da sola, prima donna nella storia del pallone, con la sua Roma mai così amata e ammirata, a villa Pacelli — quartier generale storico della famiglia Sensi — si sente solo l’eco ipocrita degli applausi. Un rumore di fondo sparato ad altissimo volume che sovrasta il «Roma Roma Roma» di Antonello Venditti e che allontana e scolora i ricordi di quell’epoca recente in cui tutti i giornali, radio e tifosi facevano i conti in tasca a quello che restava dell’impero costruito da Franco Sensi, macerie fumanti di hotel e piattaforme petrolifere circondate da sciacalli, avvoltoi, compratori vari e banche. «Rosella bla bla bla», «Rosella vattene», ripetevano gli striscioni della curva Sud nemmeno sei mesi fa.

Derby Lazio-Roma: tifosi, sale la febbre

 Da Il Romanista:

Le serrande abbassate delle ricevitorie Lottomatica, nemmeno albeggiava, la Roma che non conosci – e non la conosci perché non è che capiti così frequentemente di trovarsi lassù – si copriva. Perché a stare in cima si prende freddo, per dirla alla Totti. Sì, ma anche perché aspettava là davanti dalle prime ore del mattino. In dieci, cento, mille, cinquemila. I tifosi della Roma avevano ancora addosso i postumi dell’Atalanta, l’adrenalina mai smaltita e l’adrenalina che ritorna. Eh già, derby meno cinque. Derby. Sì, ma quale? Lazio-Roma, sulla carta. Anzi, sul calendario. I fatti e i numeri, dicono altro. Dicono che al botteghino i romanisti hanno quasi invertito l’ordine degli addendi. Domenica notte, e che notte, potrebbe essere Roma-Lazio.

Rimonte magiche: Mourinho come Herrera?

 Da Il Romanista:

Ora che la Roma è prima per lei comincia un altro campionato. Così deve ragionare l’inseguitore che si trasforma in lepre, altrimenti la soddisfazione di aver raggiunto chi lo precedeva finisce con l’insinuare nella sua mente il subdolo tarlo dell’appagamento. Ne sa qualcosa la Roma di Eriksson che nel 1985-86 riprese ben 8 punti alla Juventus capolista agguantandola alla terz’ultima giornata.

Roma, 5 papabili per Lippi

 Da La Stampa:

Ora che la rincorsa è finita, la Roma può raccogliere applausi e pacche sulle spalle. Il campionato non era così in fibrillazione da anni, l’aria «frizzantina» (Vucinic dixit) della Capitale ha contagiato tutte quelle piazze d’Italia stanche del dominio interista. Gruppo, equilibrio, umiltà, la miscela esplosiva creata da Ranieri. Roma 68, Inter 67, così la classifica. Una svolta epocale e, come tale, finita sotto la lente di ingrandimento anche di chi un’impresa epocale l’ha fatta, ovvero il ct azzurro Marcello Lippi. Appunti e taccuini: nell’agenda mondiale del nostro tecnico la rimonta giallorossa è andata di pari passo con la rimonta (o la conferma) di quella parte della truppa Ranieri che con la Nazionale ha avuto, o spera di avere, un rapporto. De Rossi e Totti, Toni e Perrotta, ma anche Cassetti, cinque nomi che potrebbero far nascere l’Ital-Roma.

Lazio-Roma: derby sul blog

 Da Il Messaggero:

E’ l’ultima frontiera del calcio, non solo del derby. Una moda, forse. Un vezzo. Un vizio. O, chissà, una mancanza di fiducia verso i media. Sarà l’una o l’altra cosa, o un’altra ancora, fatto sta che i calciatori hanno sempre meno voglia di parlare. Anzi, hanno sempre più voglia di parlare a modo loro. Tipo, attraverso i propri siti internet. Oppure in occasione di eventi legati a uno sponsor in bella vista. Tutto lecito, per carità. E’ semplicemente l’ennesimo passo in avanti (o indietro?) di un cammino cominciato con l’abolizione delle interviste ad personam e proseguito con le conferenze-stampa una domanda e via, rigorosamente al microfono della società, possibilmente con la telecamera accesa. Per non far dispetti a nessuno, per accontentare tutti.

Lazio-Roma, Riise: “Sarà una battaglia”

 Da Il Romanista:

Discese ardite e risalite, sinistro potente e un affetto (ricambiato) per questa città. Tanto da spingerlo, alla fine di Roma-Atalanta, a mandare un sms direttamente dagli spogliatoi a un giornale norvegese per dire: «Sono qui, seduto. E ho delle sensazioni incredibili». Le stesse, caro John, di una tifoseria intera. Che si è innamorata di te, tanto da invocarti ogni volta che c’è da battere una posizione. E che conta anche sul tuo sinistro per raggiungere un sogno che sembrava impossibile soltanto poche settimane fa. «Quello che abbiamo fatto per arrivare qui è incredibile – ha aggiunto Riise a Dagbladet – ed è stato un lavoro duro, una grande fatica.

I primi 50 anni di Rudi Voeller: “Totti super, Messi il migiore”

 Da La Gazzetta dello Sport:

Rudi de noantri compie oggi 50 anni. «Avessi potuto, sarei scomparso per due giorni. Mi sta cercando mezzo mondo. Il Bayer Leverkusen voleva organizzare una grande festa. Ho detto “grazie, facciamola per i 60 anni”. Da domani, comunque, tutto finito». La voce di Rudi Voeller, 142 partite e 45 gol con la maglia della Roma dal 1987 al 1992, è allegra. È il direttore tecnico e l’uomo immagine del Bayer Leverkusen. Oggi andrà a lavorare, come sempre. In serata, festicciola per pochi intimi, organizzata dalla moglie Sabrina: i figli Marco (“è alto due metri e gioca a basket in serie B nel Leverkusen”), Laura, Greta, Kevin e Brian, gli ex compagni di Nazionale Matthaeus e Brehme, una coppia di amici romani.
Rudi, che effetto fanno i 50 anni
? «È una tappa importante della vita. Sono uno della generazione 1960: io, Brehme, Littbarski e Diego Armando Maradona. Una bella annata».
Il bilancio dei suoi 50 anni?
«Ho avuto la fortuna di trovare a Roma la donna della mia vita. L’ho portata via ai romani. Per Sabrina non è stato facile adattarsi alla vita di Leverkusen e la capisco: Roma è la città più bella del mondo.

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