Riise riprende da dove aveva lasciato

 Dal Romanista:

Vucinic e Riise sugli scudi nell’esordio stagionale della formazione giallorossa. Una tripletta a testa per il montenegrino, nettamente il migliore dei suoi, e il norvegese. Benissimo Menez nel ruolo di interno di centrocampo, positivo anche l’esordio di Simplicio come vice-Pizarro. Il primo gol della stagione è di Totti. Da rivedere Adriano.
VUCINIC: E’ nettamente il migliore in campo, ovviamente non per i tre gol che in partite come queste contano poco, anzi niente. Il montenegrino corre già come il vento, e se non fosse che il suo è un fisico che non ha bisogno di troppi allenamenti e che durante le vacanze ha lavorato con un preparatore, ci sarebbe da preoccuparsi. La classe è cristallina e vederlo toccare la palla è un piacere per gli occhi: il suo primo gol è uno spettacolo.

Perrotta: “L’anti-Inter è sempre la Roma”

 Da Leggo:

La sfrontatezza di Menez e la voglia di riscatto di Perrotta. Sarà l’alta quota, ma a Brunico nessuno ha paura di volare. A 4 giorni dall’inizio del ritiro in casa Roma si parla poco del futuro societario (qualcosa si sta movendo sul fronte arabo) e ci si concentra sulla prossima stagione che, secondo tecnico e giocatori, vedrà protagoniste ancora una volta Roma e Inter.

Ranieri: “Intrigante giocare con quattro attaccanti, ma dipende dalla squadra”

 Dal Corriere dello Sport:

La Roma a trazione anteriore piace a Ranieri: «Dopo una settimana di lavoro non si può chiedere molto ai ragazzi, bisognava trovare le misure, ma sono moderatamente soddisfatto. I nostri allenamenti sembrano leggeri, ma non è così, sono diversi. Noi abbiamo ripercorso la nostra filosofia, l’importante è avere la squadra in forma al momento giusto». Dopo la prima uscita il tecnico si sofferma sui singoli: «Sono soddisfatto di Adriano come di Totti, che ha una gran voglia. Si è presentato in ritiro come ci aveva lasciato, durante le vacanze si è allenato.

Baldi: “Sceicco? Roma e l’Italia non sono appetibili”

 Dal Romanista:

«Gli sceicchi? Se fosse arrivato o se arriverà veramente uno che garantirà la continuità per una grande Roma, la Sensi non avrebbe fatto e non farà resistenza. Se ancora non ci sono, è un problema di piazza. Roma, e l’Italia in generale, non è appetibile». Michele Baldi, 56 anni, consigliere d’amministrazione dell’As Roma e leader del “Movimento per Roma“, sposta l’attenzione dal dito alla luna. «Allarghiamo il discorso. Guardiamo la realtà italiana».
Perché? Se dei capitali stranieri non si sono mai interessati all’As Roma, il problema non è l’As Roma. Finanziariamente e burocraticamente, Londra è avanti anni luce rispetto a noi. Purtroppo.

Simplicio-Adriano: continua la Roma brasiliana

Dal Romanista:

Con gli arrivi di Simplicio e Adriano la Roma ha allungato la lista dei suoi giocatori brasiliani, confermando il profondo feeling che la lega a quel Paese. Un feeling molto moderno, però, visto che il primo brasiliano in giallorosso, Dino Da Costa, arrivò solo nel 1955. Poi la patria del samba divenne pian piano terra di conquista per la società giallorossa, che dopo i colpi non eccezionali di Sormani, Amarildo, Da Silva e Jair fece bingo con Falçao, il suo primo straniero dopo la riapertura delle frontiere del 1980.

La Roma cala il poker

 Dal Corriere dello Sport:

Metti un’ora di Totti, Adriano e Vucinic insieme, cinque gol che portano la loro firma, sprazzi di bel calcio, giocate che fanno sognare nel salotto di Brunico, dove ieri è andato in scena il varo della nuova Roma di Ranieri, concluso con una goleada. Adriano è stato l’osservato speciale. Cercato dai compagni, coccolato dai suoi nuovi tifosi. Il brasiliano si è dato molto da fare, partendo dalla posizione di terzo attaccante largo a destra. Totti e gli altri hanno cercato di mandarlo in gol in tutti i modi, lui ha cercato la conclusione soprattutto con le punizioni e i tiri da fuori.

Montali: “Grazie a Rosella Sensi per quello che ha fatto per me”

 Dal Romanista:

«Il progetto andrà avanti, con gli stessi obiettivi di alto profilo». La rassicurazione arriva direttamente dai microfoni di Radio Radio Tv-Roma Uno dalla voce di Gian Paolo Montali. Il coordinatore generale (quanto bisognerà aspettare prima di poterlo chiamare DG?) giallorosso è arrivato da poche ore nel ritiro di Riscone ma già fa sentire la sua voce. E soprattutto rassicura i tifosi sul futuro sportivo della Roma, che non sarà compromesso dalle vicissitudini societarie.

Burdisso, questione di ore

 Dal Corriere dello Sport:

Roma aspetta Nicolas Burdisso, ormai è questione di giorni. Tra lunedì 26 o martedì 27 il difensore argentino sarà in Italia, a meno che non raggiunga l’Inter, in partenza domenica per gli Stati Uniti. Il giocatore vorrebbe evitare di arrivare a questo punto ed è più facile che giovedì 29 sia a Milano per le visite mediche se ancora non si sarà sbloccata la situazione. Ma Daniele Pradè e Marco Branca hanno un nuovo appuntamento per questa settimana e le distanze dovrebbero essere colmate. La Roma può salire a cinque milioni e mezzo, contando di convincere l’Inter che in caso di un braccio di ferro rischierebbe di perdere l’argentino a parametro zero. Burdisso infatti ha il contratto in scadenza nel 2011 e un’opzione per il rinnovo di un anno inserito in una scrittura privata che il giocatore può esercitare unila­teralmente. Mexes si giocherà il posto con Juan e l’argentino, manca da definire il quarto. Ci sono Andreolli e Loria ma dovrebbe­ro partire.

Totti-Adriano-Vucinic: splende il tridente giallorosso

 Dal Tempo:

Quello sognato dai tifosi che ieri si è trasformato in realtà nella prima uscita stagionale contro la selezione Riscone-Brunico (Promozione e Prima Categoria): il brasiliano largo a destra, il montenegrino dalla parte opposta e il capitano al centro. L’avversario è modesto e allora Ranieri osa: nel 4-3-3 iniziale c’è pure Menez a centrocampo, insieme con Perrotta e l’altro nuovo acquisto Simplicio. Una Roma iper-offensiva, alla «spagnola».

Roma – Riscone/Brunico: pagelle. Riise, Vucinic e Menez su tutti

 Julio Sergio s.v.: aveva scordato negli spogliatoi la settimana enigmistica. Allora, in mancanza d’altro è rimasto con un occhio a seguire gli sviluppi del campo e con l’altro a godersi le oltre mille presenze giallorosse a Riscone di Brunico. Mai impegnato.
Lobont: vale il discorso fatto per Julio Sergio. Con una aggravante: almeno lui, il tempo per recuperare un giornale l’avrebbe pure avuto.
Rosi 6-: ingrana dopo parecchi minuti. All’inizio non si propone nella giusta misura: sembra frenato, intimidito, impaurito da eventuali errori. Preferisce, nella voglia di non sbagliare, limitarsi al compito tattico. Da rivedere.
Cicinho 6-: discorso inverso che per Rosi. Enorme voglia di riscattarsi fin da subito: si fa vedere spesso e gioca molte palle ma non lo fa con la giusta lucidità.
Mexes 6: fa tutto bene ma il problema è che non deve far praticamente nulla di più che stare a guardare il movimento del palllone nella metà campo avversaria.
Faty 6: dalla fascia al centro. Ha il suo perchè: prima di darlo via, andrebbe visto e rivisto. Potrebbe servire.
Andreolli 6: spettatore di un monologo. E’ tra quelli che toccano meno palloni (condivide il primato con i compagni di reparto).

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