Ranieri, 5 mesi per riprendersi la Roma

 Dal Corriere dello Sport:

Diciannove partite per ripren­dersi la Roma. Un girone di ritorno per continuare a rimanere seduto sulla pan­china giallorossa. […] c´è un contratto in scaden­za il prossimo trenta giugno ma, finora, non è arrivato quel segnale […] Ha capito, Ranieri, che a questo punto della gio­stra, ha una sola possibili­tà per rimanere a Trigoria: vincere. Solo così potrà scacciare l´ombra di Car­letto Ancelotti. […]
CONTRATTO – La stagione passata, quella degli ottan­ta punti e della straordina­ria rimonta sull´Inter, la Roma prima di andare in vacanza disputò un´amichevole a L´Aquila. In quell´occasione la dottores­sa Rosella Sensi parlò con Claudio Ra­nieri, alla presenza anche di un dirigen­te giallorosso, garantendo al tecnico il rinnovo contrattuale. Cosa che fece mol­to piacere all´allenatore che, tra l´altro, in quel periodo non dette ascolto a nes­suna sirena (la Nazionale italiana, il Li­verpool, il Fulham) perché felicissimo di poter continuare l´avventura sulla pan­china che aveva sognato per una vita. Il problema, però, è stato che da quella promessa in poi non c´è stato più nessun riscontro concreto. […]

Cesena-Roma: per Totti la corsa all’ultimo tabù

 Dal Romanista:

Un gol cancella tutto, o quasi. Amarezze, polemiche, pensieri sul futuro: ogni cosa davanti a te diventa più rosea se butti quella palla in rete. Vale per qualsiasi attaccante, oggi vale anche per Francesco Totti, che si avvia a concludere una delle settimane più complicate della sua carriera romanista. L’esclusione di Genova, i soli 4 minuti in campo, la tristezza… Un periodo no per il capitano, un momento che non si può far scomparire con la bacchetta magica. Certo, però, che un gol (su azione) darebbe una bella mano a mettere da parte almeno per un po’ i problemi e i dubbi. Una rete che a Francesco manca dalla partita contro il Palermo.

Mercato Roma, Galliani: “Mi piace Mexes”

 Dal Romanista:

Per sapere qualcosa in più sul futuro di Philippe Mexes bisogna aspettare. Almeno una settimana. Tra sette giorni, o al massimo all´inizio della settimana successiva, il procuratore del francese, Olivier Jouanneaux, sarà nella Capitale per cercare di trovare l´accordo con la Roma. L´agente francese sarebbe dovuto arrivare in questi giorni, ma è da poco diventato papà di una bimba e quindi ha rimandato il viaggio. Adesso però è arrivato il momento di stringere: dal primo febbraio Mexes potrà cercarsi un´altra squadra e, anche se non andrà mai via a parametro zero (come assicurato da lui stesso anche a Rosella Sensi qualche giorno fa) è arrivato il momento di prendere una decisione.

Riise: “Dimenticare la Sampdoria”

 Ecco le parole di John Arne Riise affidate, come di consueto, alle pagine del suo blog

Ci dispiace che non sia stato pubblicato alcun post sul blog nei giorni scorsi, ma non abbiamo avuto internet per molti giorni, ma ieri sera lo abbiamo avuto di nuovo! Dobbiamo rapidamente dimenticare la partita con la Sampdoria e guardare avanti verso la partita contro il Cesena di domenica alle 15.00.  La partita contro la Sampdoria è stata ben giocata, ma abbiamo commesso due errori che ci sono costati la vittoria.

Vucinic “Re” del girone di ritorno

 Da Lasignoraingiallorosso.it:

Mirko Vucinic ha una particolarità: segna di più nella seconda parte della stagione. Dall’annata del suo primo gol in serie A – 2003/04 a Lecce – ha timbrato il cartellino 30 volte nel girone d’andata (compresi i 6 gol di quest’anno) e 41 nel ritorno. L’ultimo esempio è rappresentato dalla scorsa stagione, quando Vucinic realizzò 11 reti sulle 14 totali in campionato dalla 20ª giornata in poi, trascinando la Roma nella rimonta miracolosa sull’Inter. Dai numeri di questa stagione emerge un’altro dato particolare: il “Principe di Niksic” ha una media gol migliore di Borriello, capocannoniere della Roma in campionato con nove reti. Mentre l’ex milanista ha fatto centro una volta ogni 164 minuti (compresa la prima giornata giocata con la maglia del Milan), Vucinic ha segnato una rete ogni 117 minuti. Non solo. Cinque  gol  li ha firmati nell’ultimo quarto d’ora delle partite: il gol-vittoria con l’Inter, il rigore della sicurezza nel derby, il sigillo con il Lecce e la doppietta al Catania.

Mercoledì 19 gennaio mostra su Dino Viola

 Dal Romanista:

Il 19 gennaio 1991 se ne andava Dino Viola. Una grave malattia si portava via il più grande, il più amato, il più vincente presidente della storia della Roma, l’uomo che aveva riportato il tricolore sulle maglie giallorosse dopo ben quarantuno anni, l’uomo che aveva condotto la squadra alla vittoria di cinque coppe Italia e alla sfortunata finale di Coppa dei Campioni. Mercoledì 19 gennaio 2011, in occasione del ventennale della scomparsa del grande presidente, verrà riproposta alla galleria espositiva Ex Roma Club Monti, solo per un giorno, la mostra “Dino Viola, il presidente dell’orgoglio giallorosso“, che sarà aperta dalle 10 alle 24 con ingresso libero.

Roma: dal ’98 sempre in Europa

 Dal Romanista:

Spesso si dice: con i Sensi la Roma è rimasta nel calcio che conta. Non è un’opinione. È statistica. Da tredici anni a questa parte, dalla stagione 98/99 compresa, la nostra società ha sempre giocato in Europa. Sette volte in Champions League, sei in Coppa Uefa/Europa League. Nessuno in Italia ha fatto meglio. Nessuno. Nemmeno Milan e Inter, che pure in Europa hanno vinto “qualcosina”. Roma protagonista all’estero. Lo è da una vita. L’ultima volta che i romanisti hanno dovuto assistere alle competizioni altrui, al fantozziano mercoledì di coppa tra frittatone e rutto libero, correva la stagione 1997/98. Colpa della sciagurata gestione, nel campionato precedente, di un tecnico brizzolato dal palmares vincente che sulla panchina della Roma si rivelò, però, uno dei peggiori allenatori della nostra storia. Non solo Carlos Bianchi riuscì nell’impresa di portare la Roma ai margini del calcio che conta. Ma rischiò addirittura di farci perdere uno dei più grandi fuoriclasse che l’Italia abbia mai generato.

Ranieri a Pizarro: “Conto su di te”

 Dal Romanista:

«Io conto su di te». Con queste parole Claudio Ranieri ha accolto a Trigoria ieri mattina David Pizarro. Col rientro del centrocampista dal Cile, il tecnico spera che siano messe a tacere tutte le voci intorno alla squadra, per far sì che i giocatori possano isolarsi e pensare soltanto al campo. Dove, almeno per le prossime due settimane, non si vedrà il Pek. Il piccolo grande campione di Valparaiso, infatti, ha bisogno di recuperare la forma fisica dopo un mese di inattività e per questo ha iniziato, già ieri, il lavoro con il professor Bertelli. L’uomo che, col suo viaggio in Cile, ha fatto sì che la Roma potesse verificare con mano i progressi del giocatore, che sembra ormai aver messo alle spalle il problema al ginocchio.

La Roma con il 4-2-3-1 a Cesena. Totti di nuovo centravanti

 Dal Corriere dello Sport:

Torna la Roma di, con, per Francesco Totti. Che a ben guardare i numeri delle ultime stagioni, non può che essere quella schierata in campo con il quattro­-due-tre-uno, il capitano punto di riferimento offensivo, Perrotta trequartista centrale, una coppia di mediani per interdire e costruire, una di esterni per coprire e, soprattutto, attaccare. E’ questa l’idea che, sempre di più, frulla per la testa di Claudio Ranieri, deciso a ripartire da Cesena nella convinzione che ci sia ancora spazio per fare una corsa scudetto. Una scelta dettata anche dalla consapevolezza che tre giorni dopo, nel derby di coppa Italia, il capitno giallorosso non ci sarà visto che deve cominciare a scontare le quattro giornate di squalifica rimediate per il fallo su Balotelli nella finale della passata stagione. E’ ormai chiaro a tutti come Totti (che ieri davanti all’ingresso di Trigoria ha trovato uno striscione che recitava Anch’io sono Francesco),si senta ormai una prima punta nel pieno senso della parola, una convinzione confortata dai numeri ( in questo ruolo, tanto per ricordarne una, ha vinto una classifica dei cannonieri e una scarpa d’oro come miglior bomber europeo) messi insieme nelle ultime stagioni.

I fratelli Burdisso sono pronti

 Dalla Gazzetta dello sport:

«Tengo famiglia». Era il motto che, secondo l’editore Leo Longanesi, toccava corde così intime dell’italianità da meritare di campeggiare sul tricolore. E il calcio? Talento permettendo, si è adeguato. In principio furono i 5 fratelli Cevenini e gli altrettanti Sentimenti, in anni più recenti invece è toccato ai Baresi, agli Zenoni, ai Filippini, ai Cannavaro, ai Lucarelli, agli Inzaghi. Che da domenica cominci anche l’era degli argentini Burdisso? A Roma cominciano a sospettarlo, anche se le variabili per Ranieri possono essere diverse. Una cosa è certa: l’esperto Nicolas (29 anni) e il giovane Guillermo (22) sono pronti.

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