Burdisso: un nome, una garanzia

di Redazione Commenta


Dal Romanista:

L’importanza di chiamarsi NicolasBurdisso, nel nostro caso. L’argentino non ci sarà domani a Brescia perché deve scontare la seconda giornata di squalifica dopo l’espulsione di Cagliari, ma sabato sera contro l’Inter (sciopero dei calciatori permettendo) sarà regolarmente al suo posto al centro della difesa. E’ stato l’oggetto del desiderio della campagna acquisti giallorossa, l’unico giocatore richiesto da Ranieri, lo ha confessato lui stesso, alla fine della scorsa stagione. E’ arrivato in giallorosso dopo che l’Inter, che lo scorso anno lo aveva messo fuori dalla lista lista Champions e che lo considerava il sesto difensore centrale, lo aveva già venduto per 8 milioni alla Juventus solo per fare un dispetto alla Roma. C’è voluto l’intervento del presidente Sensi (con l’avallo di Unicredit) in persona e la presa di posizione netta del giocatore per riportarlo a Trigoria quando ormai tutti lo avevano vestito di bianconero e per fare felice Claudio Ranieri. Che un motivo ce l’avrà pure se ha esaurito il suo “unico desiderio” richiedendo proprio Nicolas. Un motivo semplice, confermato anche dalle ultime uscite della formazione romanista: Burdisso è l’unico leader della difesa giallorossa, che in tempi recenti non ha mai subito così tanti gol come in questo avvio di stagione. Il tecnico giallorosso di solito non si sbilancia troppo sui singoli e preferisce, come ogni allenatore, parlare di gruppo e di collettivo. Per l’argentino ha fatto un’eccezione. «Nicolas è quel tipo di giocatore che trasmette la carica agonistica giusta ai compagni. L’allenatore può dare aiuti tecnici, tattici ma se non hai la grinta giusta io posso elevarti del 10%. Ci sono giocatori che anche quando non stanno bene danno sempre il 120%. Io amo questi giocatori, non ti lasciano mai soli. E Burdisso è uno di questi».


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