Ibrahimovic, Vucinic: oggi il resto della 5a giornata di A

di Redazione Commenta


Da Il Tempo:

Non segna moltissimi gol, Vucinic, ma quando mette la firma gli effetti hanno il peso di un macigno. Sostituisce Totti, compie un prodigio in pieno recupero, consegna alla Roma la prima vittoria, quella che potrebbe cambiare la storia del campionato. Forse un premio generoso, ma gli otto punti di distacco dalla capolista non si sono visti, l’equilibrio avrebbe potuto spezzarlo soltanto un episodio. Per una volta, è Ranieri a esultare. Menez a destra, Perrotta a sinistra sulle tracce di Maicon, la mezza sorpresa la produce la posizione di Totti, virtualmente trequartista alle spalle di Borriello. Primo tempo a ritmi blandi, nessuna occasione reale, Stankovic non ha molta stima di Lobont, tenta le conclusioni anche da casa sua, il portiere è presente. Ripresa movimentata, cominciano i falli, Morganti frena tutto con una pioggia di cartellini. Spreca la Roma, spreca anche l’Inter, sembra che le difese abbiano vinto la guerra, poi arriva Mirko. Guadagna terreno il Milan, meritati alla resa dei conti i tre punti, anche se nel primo tempo era stato il Genoa ad avere le occasioni più limpide. Sul successo la firma più illustre e più costosa.

Ibra, a lungo servito poco e male, va in corsa tra i due centrali genoani, su un lungo lancio, trova d’anticipo il tocco morbido col destro, facendo sberleffi all’uscita di Eduardo. Capolavoro da standing ovation. Di basso profilo, per il pomeriggio domenicale, visto che la quarta grande, o presunta tale, gioca in notturna, il Cagliari ospite dell’Olimpico torinese. E dunque è il momento degli intrusi che affollano l’alta classifica, anche se tra questi non si può annoverare la Lazio, partita con giustificate attenzioni. Proprio i romani proporranno un difficile esame al Chievo, secondo in classifica, che però al Bentegodi stenta un po’ a ripetersi agli eccellenti livelli delle partite in trasferta. Occasione da non perdere per la camaleontica Lazio di Reja, tecnico che sta sfruttando con sapienza le risorse dell’organico. L’altra seconda della classe, il Brescia, andrà a difendere la posizione al San Nicola, dove l’attende un Bari deciso a riscattare la strana dormita di San Siro. Accusano, i lombardi, un’assenza pesantissima, quella di Carmine Russo, l’uomo che risolve tutti i problemi.


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