Il Sole 24 Ore: Sensi e Unicredit all’ultimo round

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Ecco l’articolo integrale de Il Sole 24 Ore:

I Sensi al bivio. L’assemblea di Italpetroli, che si terrà oggi potrebbe essere una sorta di mezzogiorno di fuoco per la famiglia proprietaria della As Roma e il suo maggiore creditore, cioè la Unicredit  di Alessandro Profumo. In ambienti finanziari della capitale si parla di resa dei conti, anche se alla fine la prudenza potrebbe consigliare toni meno conflittuali di quelli che sono stati ipotizzati nei giorni scorsi. Rossella Sensi, presidente e amministratore delegato della As Roma, punterebbe infatti a sostituire dal consiglio di amministrazione della Italpetroli l’avvocato Roberto Cappelli, cioè il rappresentante di UniCredit nel consiglio di amministrazione della holding. Una mossa ostile che andrebbe a rendere ancora più rovente una situazione già oggi parecchio conflittuale. Tanto che Mediobanca, advisor della Italpetroli, avrebbe predicato prudenza a Rossella Sensi. Di sicuro la pazienza di UniCredit e del suo amministratore delegato Alessandro Profumo sembra ormai arrivata a l limite. Piazza Cordusio è sia azionista di Italpetroli sia il suo maggior creditore: circa 400 milioni di euro per i quali il piano di rientro è stato disatteso negli ultimi mesi.

L’offensiva di Piazza Cordusio sembra ormai essere avviata da circa un mese. Secondo le indiscrezioni, sarebbero infatti già partiti alcuni decreti ingiuntivi su asset mirati: terreni e altre attività. Ma per ora non sarebbe ancora partito l’assalto all’attività principe della famiglia Sensi, cioè la Roma 2000 che possiede il pacchetto di controllo del club giallorosso. Tuttavia i rumors parlano di un affondo più accentuato: istanze presentate al Tribunale di Roma (sei in settembre e sette di recente), delle quali solo una parte non sarebbe stata accettata dal giudice. Di sicuro l’estromissione dell’avvocato Cappelli, che ieri sera era presente al Cda e all’assemblea degli azionisti della As Roma (che ha approvato il bilancio al 30 giugno archiviato con ua perdita di 1,8 milioni), renderebbe la situazione ancora meno controllabile per la famiglia Sensi.

La presidente Rosella ha, del resto, scelto la strada dell’arrocco. Dopo le trattative (non si sa quanto vere) di alcuni mesi fa con la cordata Fioranelli, ora la posizione della presidente dei giallorossi è chiara: la vendita della As Roma non è in programma. Uno scontro che, secondo le indiscrezioni, avrebbe fatto scappare quasi tutti i potenziali compratori che, in modo più o meno timido, avevano deciso di bussare all’uscio di UniCredit. Tranne, forse, l’imprenditore farmaceutico Francesco Angelini che continua ad annunciare di voler comprare il club e che starebbe, a questo fine, cercando di allearsi con un gruppo immobiliare per la costruzione del nuovo stadio. Obiettivo che, peraltro, la stessa Rosella Sensi ha annunciato di voler raggiungere sull’area Monachina del gruppo Scarpellini scambiandola con la Cittadella dello Sport di Torrevecchia, in mano alla Italpetroli. Traguardo difficile da raggiungere perchè la holding dei Sensi rischia di avvitarsi su se stessa.

Colpa del debito non ripagato e del piano di dismissioni che fatica ed essere realizzato. Sulle cessioni delle attività di Italpetroli (i depositi di Civitavecchia e gli asset immobiliari) sta ormai lavorando da circa un anno la banca d’affari Lazard. Per ora senza alcun risultato. Sulle attività petrolifere c’è da tempo un interesse della Total, ma l’interesse non si sarebbe mai concretizzato in un’offerta concreta. E anche alcuni fondi di private equity avrebbero valutato il dossier. Quindi, per ora, non ci sarebbe certezza sui capitali necessari al rientro del debito.

Quale potrebbe essere l’epilogo della vicenda? Di sicuro il momento attuale, malgrado il carattere di ferro mostrato da Rosella Sensi, sembra tra i più delicati: colpa anche del momento negativo del club giallorosso alle prese con una classifica di campionato sempre più deficitaria e della grave assenza di Francesco Totti a causa del ginocchio malconcio, fatti che stanno progressivamente creando un vuoto tra la presidenza e i tifosi.


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