Gabriel Omar Batistuta: cuore violagiallorosso

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Tra tutti i calciatori che nel corso degli anni hanno indossato entrambe le maglie, di Roma e Fiorentina, ce n’è uno sul quale non ci si può non soffermare. Gabriel Omar Batistuta, per tutti Batigol. Oppure, Re Leone. Argentino, classe 1969, miglior realizzatore della nazionale argentina con 56 gol all’attivo.

Non solo: ottavo marcatore di sempre in serie A con 184 reti, vanta la fortuna di aver lasciato il segno tanto a Firenze quanto a Roma. Attualmente cronista sportivo in patria, Batistuta venne portato in Italia da Vittorio Cecchi Gori, allora patron della squadra gigliata, nel 1991. Prima stagione: 27 partite e 13 reti all’attivo. Rimase in gigliato fino al 2000: con Manuel Rui Costa formò una delle coppie più prolifiche e tatticamente armoniche che il calcio italiano ricordi. A Firenze rimase per nove stagioni collezionando 332 presenze e la bellezza di 207 reti, 13 delle quali realizzate nel campionato di cadetteria (stagione 1993-94).

Vinse con il club gigliato una coppa Italia (1995-96) e una Supercoppa italiana (1996). Poi, è storia recente ma sono passati quasi dieci anni, nel 2000 Batigol volle tentare il salto di qualità: dopo una trattativa estenuante, con enorme rammarico del pubblico toscano, Batistuta scelse Roma quale piazza ideale per vincere lo scudetto. Tra le garanzie di allora: il gran progetto messo in piedi da Franco Sensi e l’approdo in giallorosso di un allenatore – Fabio Capello – il cui nome era indice di successi.

Settanta miliardi di lire che patron Sensi versò sull’unghia alla società viola. Batistuta raggiunse Roma alla veneranda età di 31 anni e prese per mano l’attacco capitolino per tutta l’annata: contribuì in maniera determinante alla conquista dello scudetto. Venti reti e la capacità di prendere per mano i compagni nei momenti delicati.

Durante Roma-Fiorentina del 26 novembre del 2000 gli toccò il fatidico gol dell’ex: Batistuta segnò negli ultimi minuti il gol della vittoria per i giallorossi e non esultò, scoppiando in lacrime intorno ai nuovi compagni di squadra. A Roma disputò tre annate: 62 gare e trenta gol in cassaforte. Oltre allo scudetto, ha vinto nella Capitale la sua seconda Supercoppa italiana. Glielo chiedessimo oggi, se fa il tifo per la Fiorentina e la Roma, Gabriel potrebbe rispondere forse così:

“Tutte e due, il mio cuore è violagiallorosso”.


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