Francesco Giro a Radio Rai: “Roma, per il nuovo stadio occorre mettersi intorno a un tavolo”

di Redazione Commenta


Il nuovo stadio della Roma (il Franco Sensi) è un progetto già dettagliato interamente sulla carta.
Ora, resta inteso che il passaggio dalla teoria ai fatti rimane l’elemento più difficile da realizzare, anche perchè l’evento delinea una realtà complessa, nella quale gli elementio chiamati in causa sono più di uno.
Ai microfoni di Radio Rai si è espresso in tal proposito Francesco Giro, sottosegretario ai Beni ed alle attività culturali, il quale ha preso la parola nel corso della trasmissione Radio Anch’io Lo Sport dopo l’intervista di qualche giorno fa a TeleRadioStereo:

“Gli stadi saranno più moderni, ma anche multifunzionali. Il testo della legge non prevedeva l’accordo di programma, che permette ai Comuni di approvare delle varianti ai piani regolatori vigenti, e non teneva conto dell’impatto ambientale. Con il ddl sugli stadi, che la Camera si accinge ad esaminare dopo il via libera del Senato, non sarà possibile costruire impianti sportivi senza prevedere, nel piano di fattibilità l’impatto paesaggistico. Capisco le esigenze dei club di entrare in possesso dei propri stadi ma bisogna anche considerare che si sta parlando di altre cose. Io, di recente, sono entrato in conflitto con la Roma, che ha presentato il progetto dello stadio senza che noi sapessimo nulla. Prima di organizzare la conferenza stampa bisognava sapere di cosa stavamo parlando. Il progetto-stadio della Roma non è in alto mare, non è proprio in mare. Non abbiamo ancora nessuna carta e poi il terreno individuato per la costruzione dell’impianto ha dei vincoli archeologici. Dobbiamo metterci attorno ad un tavolo e verificare quello che è possibile fare. A Roma è stato appena approvato il piano regolatore, dobbiamo subito andare in deroga? Bisogna essere più rigorosi e seri. Dobbiamo tenere conto dell’appuntamento degli Europei del 2016, ma questo non ci autorizza ad approvare qualsiasi cosa. Per i Mondiali di Italia ’90, ad esempio, sono stati realizzati degli stadi che già a quel tempo non avevano i requisiti necessari”.


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