Forza, rabbia, disperazione

di Redazione Commenta


Da La Repubblica:

È stata più forte la rabbia e la disperazione della Roma della forza e della classifica dell´Inter. Il tuffo in area di Vucinic, quell´inzuccata sul pallone servito da De Rossi a tempo ormai scaduto e a 0-0 ormai incombente, ha riaperto una nuova fase del campionato. L´Inter lo scudetto dovrà sudarselo e la Roma -come le altre big del resto – non ne è tagliata fuori. Era successo lo stesso anche lo scorso anno, quando battendo l´Inter la Roma riuscì a nettere il naso davanti alla squadra che da anni dominava.

Quel gol ha un complesso e interessante retroscena: a un quarto d´ora dalla fine Ranieri ha deciso di tirare fuori un Totti fuori fase, in debito di fiato e soprattutto nervoso che già aveva cominciato a litigare con molti interisti. Totti ovviamente non ha gradito e se ne è andato scurissimo in volto senza nemmeno passare dalla panchina, lasciando il posto a Vucinic, che poi ha piazzato dentro la zuccata vincente. Dopo 4 sconfitte e due pareggi la Roma centra così la sua prima vittoria della stagione, mentre l´Inter incassa il suo secondo ko dopo la sconfitta nella Supercoppa Europea. È stata una Roma che ha tenuto bene testa all´Inter: recuperati i suoi titolari soprattutto in difesa (Riise), acquisita anche un po´ di fiducia si è messa sulla strada per uscire dalla crisi. Mentre l´Inter a un certo punto è sembrata quasi accontentarsi dello 0-0, mancando l´accelerazione finale e soprattutto il gol. Se l´Inter è rimasta fisicamente la stessa – immutata anche nel 4-2-3-1 – ha però un allenatore e soprattutto una mentalità diversa: ha meno rabbia e ha perso la furia che le trasmetteva Mourinho da bordo campo, Benitez la fa ragionare, le fa tenere palla ma probabilmente le ha tolto anche la fiammata negli ultimi venti metri. Se Eto´o rientra molto di meno ed è un po´ più libero di puntare la porta, è altrettanto vero che Milito si è completamente spento – sostituito per disperazione nella prima metà del secondo tempo – ma questo non è probabilmente colpa di Benitez. L´unico spunto da Inter dello scorso anno (o meglio di due anni fa con Ibra ad esempio.) è stato Chivu, beffato spesso nei triangoli di Menez, Totti, Cassetti & C, che è andato a battibeccare con l´allenatore – “Ce ne sono sempre due liberi, io così esco” – proprio perché Eto´o ormai non fa più il terzino aggiunto. La Roma invece dallo scorso anno a oggi era come se si fosse fatta passere un treno addosso: è una squadra leggermente diversa- gioca col doppio centravanti adesso -, e che la crisi di risultati e di gioco aveva messo in ginocchio. Ranieri ha scelto il 4-4-2 con Menez però all´esterno e la coppia di punte Totti-Borriello. Rinunciando così a un centrocampo tutto di mediani stile Monaco. Nonostante tutto quello che è successo la Roma ha ancora ricordi di bel gioco. Nel primo tempo il gioco della Roma si è spesso fermato davanti al muro della difesa dell´Inter, nella ripresa dopo un calo fisico e nervoso la partita si è riaccesa con i cambi. Dopo l´ingresso di Vucinic, Adriano – aprendo un nuovo caso – si è rifiutato di entrare proprio negli ultimi minuti (tanto che Ranieri ha messo dentro Baptista), ma la mossa decisiva ormai era già stata fatta. Vucinic ha approfittato di un attimo di rilassamento di Lucio e il campionato è cambiato.


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