Doni dopo il silenzio: “Basta voci, pensiamo al quarto posto”

di Redazione Commenta


Alexander Doni è rimasto per giorni in silenzio, ha accettato tutte le critiche che gli sono piovute addosso, ma adesso ha voluto chiarire bene la sua posizione. Il portiere non è più lui, sbaglia molto e subisce tanti gol, complice una condizione fisica davvero approssimativa. L’estremo difensore giallorosso ha saltato tutte le amichevoli estive, ritrovandosi in campo nella Supercoppa persa con l’Inter.

Doni avrà anche mille difetti, ma è un ragazzo molto generoso, non si è mai tirato indietro, pure quando era davvero a pezzi.

Ora però dopo le tante critiche subite per gli ultimi due gol del derby, il portiere ha deciso di uscire allo scoperto, si fermerà per curarsi, e con il Lecce non ci sarà, ma manda un messaggio ai tifosi.

“A Roma sto bene, e non voglio andarmene, sono pronto a rimettermi in gioco, voglio bene a questa città ed ai suoi impagabili tifosi, datemi del tempo e tornerò più forte di prima, quello che tutti hanno conosciuto nelle prime tre stagioni”.

Il ginocchio lo tormenta da due anni, ma ora è comparsa anche la febbre, ragion per cui Doni  non dovrebbe essere tra i convocati. Qualcuno parla anche di rapporti non più solidi con il tecnico, ma lui smentisce tutto.

“Abbiamo avuto una discussione dai toni civili nella gara con il Bologna ma è tutto finito. Adesso il mio unico pensiero è quello di guarire in fretta e rientrare per il rush finale. La Roma a mio avviso può ancora centrare il quarto posto, anche se si dovrebbero verificare una serie di circostanze positive. So che non ho fatto bene in questa stagione, ma non intendo lasciare la Capitale. Le voci di mercato non distolgono l’attenzione sul mio compito, che è quello di far bene alla Roma”.

La società però ha ribadito la volontà di cercare un altro portiere, sembra vicino l’accordo con Pelè del le Mans, ma solo se dovesse arrivare Amelia o Sorrentino, Doni potrebbe essere retrocesso come secondo, ed a questo punto prendere in seria considerazione l’idea di dover fare le valigie.


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